LA PROTESTA

Hatria, pacchetto di 20 ore di sciopero: «incertezze sul futuro»

Sindacati contestano le scelte della proprietà

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TERAMO. Un pacchetto di venti ore di sciopero di cui otto a decorrere da oggi è stato indetto della Rsu Hatria e dalle segreterie Filctem Cgil e Femca Cisl di Teramo.

I sindacati contestano «il perdurare di una situazione di incertezza sulle prospettive aziendali».
Il fondo americano CoBe Capital ha acquistato l’Hatria, che produce sanitari nel nucleo industriale di Sant'Atto, dal gruppo Marazzi con una cifra simbolica e allo stato attuale, non è stato elaborato un piano industriale in grado di garantire il rilancio delle attività.
La posizione dell’azienda rimane quella che gli eventuali investimenti devono scaturire unicamente dalla
liquidità generata dalle attività in corso e non da una ricapitalizzazione funzionale ad un piano industriale.
La Rsu e le Segreterie Filctem Cgil e Femca Cisl, nel prendere atto di una trattativa in
corso con un potenziale cliente, non comprendono con quali modalità l’azienda intenda attrezzarsi per fare
fronte all’ipotesi di incremento produttivo.
«È per noi inaccettabile», spiegano, «che un eventuale incremento dei volumi si ripercuota unicamente sui ritmi produttivi e sulle condizioni di lavoro. Va ricordato che i lavoratori hanno accettato il sacrificio del Contratto integrativo nel biennio 2014-2015 con l’impegno dell’azienda di investire per il rilancio dell’azienda, tutt’ora disatteso. Inoltre nel corso degli incontri dell’08 e del 10 giugno c.a. l’azienda ha annunciato una fermata dell’attività da ottobre a dicembre 2016, mentre non ci sarà nessuna fermata collettiva ad agosto, per generare economie sul versante costi di produzione in relazione agli andamenti commerciali».

I lavoratori contestano il fatto che l’azienda non abbia avuto «nessuno considerazione per il disagio e per gli ulteriori sacrifici salariali» e che allo stato attuale permanga «uno stato di incertezza sulle prospettive aziendali, in assenza un piano per investimenti per l’efficientamento della produzione».