CORRUZIONE LIVE

Agenzia Entrate, la mazzetta in diretta nelle mani del dirigente

I soldi gli sarebbero stati dati per vincere un contenzioso tributario da 38mln di euro

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PESCARA. Un caso fortuito ha messo sulle tracce la guardia di finanza di Pescara che ha iniziato a puntare il dirigente Giovanni Imparato, Capo Ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Pescara. Mentre i finanzieri erano impegnati su un’altra attività hanno avuto il classico colpo di fortuna che ha permesso loro di seguire, passo dopo passo, l’evoluzione corruttiva che poi sono riusciti persino a filmare.

Oggi i finanzieri hanno notificato le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari ad Imparato e ad un commercialista di Formia, con l’accusa di corruzione per aver intascato una mazzetta da 15mila euro filmata in diretta; era il 19 aprile 2016.

Un caso molto raro che ha permesso di raccogliere moltissime informazioni con una serie di attività di pedinamento, ascolto e filmati che lasciano poco spazio a fraintendimenti.

L’inchiesta della procura di L’Aquila nasce circa tre mesi fa e si sviluppa intorno a Giovanni Imparato, membro nazionale del sindacato Salfi, che riunisce i dipendenti finanziari e da un po’ al centro di molte chiacchiere, figura di vertice dell’Agenzia delle Entrate di Pescara.

I fatti ruotano intorno ad una dazione che potrebbe essere solo una rata di una più ampia mazzetta elargita dal commercialista per riuscire a vincere in appello un ricorso tributario già perso in primo grado.

E pare che la vittoria fosse realmente ad un passo: la sentenza di appello sarebbe già stata depositata ma si attendono le motivazioni per capire cosa realmente sia successo in quel procedimento tributario che si ipotizza sarebbe stato in parte pilotato da Imparato, vestendo la figura dell’avvocato dello Stato che cura gli interessi della Agenzia delle Entrate ma anche il consulente del consulente di una ditta che aveva celato una plusvalenza di 38mln di euro sulla cessione di un terreno a Formia dove poi è stata iniziata la costruzione di un centro commerciale. La ditta Cross Città Mercato al centro del contenzioso non è coinvolta e al momento non risulterebbero direttive date al commercialista per addomesticare il ricorso tributario.


"LA DIRETTA"

Sta di fatto che i finanzieri, guidati dal colonnello Francesco Mora, comandante provinciale di Pescara della Gdf, e dal tenente colonnello Michele Iadarola, comandante del nucleo Tributario di Pescara, messi sull’avviso, hanno piazzato telecamere nell’ufficio pescarese della Agenzia delle Entrate ed hanno potuto ascoltare tutto quanto accadeva per un ampio lasso di tempo.

E al telefono Imparato parlava e parlava con tutti, anche con il consulente della Cross, il commercialista arrestato con lui oggi.

«Un milione a me mi spetta. Io semino, semino sempre poi raccolgo quando si raccoglie», dice in una intercettazione ambientale e racconta quanto può fare per la società sotto indagine da parte del fisco.

«Sai quanto vale questo scritto che ho fatto io? – prosegue l'intercettazione ambientale negli uffici pescaresi - sono 38 milioni, un milione spetta a me».

Dalle parole di Imparato la finanza deduce che lo stesso dipendente del Fisco abbia scritto di suo pugno una parte della memoria difensiva della ditta sfruttando le sue conoscenze fiscali e riuscendo a fornire una buona base per vincere il ricorso.

Il ricorso già vinto in primo grado vale 38mln di euro che con la vittoria in appello la società che ha da poco spostato la sua sede legale in Abruzzo risparmierebbe. Da qui il “piccolo” prezzo da pagare di circa un milione…

C’è da dire che al momento non c’è l’evidenza che l’entità complessiva della mazzetta sia di un milione ma è sempre dalle parole di Imparato che la Finanza deduce che i 15mila euro possano essere solo una parte.

Poi però Imparato ricorda all’interlocutore che c’è da pagare una cartella «quella piccolina da 15… che ormai è scaduta». Cartella da 15 cosa? Per i finanzieri Imparato sta concordando il pagamento dei 15mila euro.


EQUITALIA DISINNESCATA

Imparato dà poi al commercialista anche una notizia in anteprima e cioè che Equitalia ha sospeso l’esecuzione avviata dopo il primo grado per recuperare i 38mln e questo anche grazie all’intervento della stessa Agenzia delle entrate. Stranamente, ipotizzano gli investigatori, visto che la sconfitta dell’azienda in primo grado era stata schiacciante (vicenda peraltro curata e seguita dallo stesso Imparato).

Nel video realizzato dalla Gdf a Roma che testimonia l'incontro tra il funzionario dell'Agenzia e il commercialista della società a Roma si coglie il momento del passaggio della busta bianca con i 15 mila euro dentro, presunto provento della corruzione, in tre mazzette in taglio da 50 euro legati con degli elastici.

In prima istanza, molto sorpreso dall’arrivo dei finanzieri, Imparato ha balbettato che si trattava di un prestito ma quando ha capito che chi lo aveva sorpreso sapeva molto di più ha preferito il silenzio come ha fatto oggi quando gli è stato notificato l’ordine di arresto.

Il filmato racconta poi brevemente l’incursione dei finanzieri che hanno invitato il dipendente a cacciare la busta con i soldi tra imbarazzo e la consapevolezza dell’inizio di un grosso guaio.

Imparato dal giorno successivo è stato poi sospeso dai vertici dell'Agenzia.

Tuttavia l’episodio deve averlo raccontato a qualcuno, magari un amico e collega, perché di fatto la notizia, seppure segreta, in un paio di giorni ha fatto il giro delle Agenzie abruzzesi associando il fermo del dipendente da parte dei finanzieri, la scoperta della mazzetta in flagrante ed anche l’arresto che in realtà non c’è stato per ragioni di strategia investigativa.

Il giorno dopo sono scattate le perquisizioni che hanno scosso i dipendenti della Agenzia delle Entrate di Pescara.

Da giorni la finanza è impegnata a studiare carte e files sequestrati e lo scopo è solo uno: riuscire a capire che cosa sia successo davvero, quale sia nei particolari lo schema dell’accordo corruttivo, chi sapeva del patto e quante persone facevano parte del gioco.

Non si esclude che l’inchiesta possa allargarsi mentre appare più che improbabile che il film abbia solo due attori.

Intanto l'Agenzia fa sapere che «sta adottando tutte le azioni disciplinari che la normativa le consente e si costituirà parte civile a tutela della propria immagine nell'ipotesi in cui venisse instaurato il procedimento penali».

Alessandro Biancardi