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Migranti: boom sbarchi in Italia: il doppio del 2015

24mila arrivi, problema accoglienza per Viminale, ruolo Libia

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ROMA. Mentre la polemica politica si focalizza sul Brennero e sul ripristino dei controlli deciso dall'Austria, al Viminale guardano con preoccupazione quanto sta accadendo duemila chilometri più a sud, nel Canale di Sicilia, dove si registra un'impennata delle traversate dalla Libia: tra ieri ed oggi i mezzi italiani, quelli di Frontex ed Eunavformed, hanno lanciato una ventina operazioni di soccorso, recuperando complessivamente circa 4mila persone.

 

 Il numero degli arrivi nel 2016 sale così a quota 24mila, il doppio dello stesso periodo dello scorso anno. Da Vienna, nei giorni scorsi, era giunta la previsione di 300mila sbarchi verso l'Italia nel 2016, esattamente il doppio del 2015, ma al Viminale frenano, nonostante il boom degli ultimi giorni. Tra gli sbarcati, viene sottolineato, non si registrano siriani e ciò fa pensare che per ora non sia avvenuta la temuta deviazione dei flussi dall'asse Turchia-Grecia al Mediterraneo centrale.

 

Il balzo delle partenze, piuttosto, potrebbe essere dovuta alla determinazione degli scafisti di accelerare le partenze dalla Libia, in concomitanza con il processo di insediamento del Governo di unità nazionale a Tripoli e della prevedibile stretta dei controlli sul litorale. Se il tentativo - sostenuto dall'Onu - del premier libico designato Fayez al Sarraj non andrà in porto e la Libia non sarà stabilizzata, scatterà l'allarme rosso per l'Italia. Al ministero devono infatti fare i conti con un sistema d'accoglienza vicino al tutto esaurito: sono già 111mila gli stranieri ospitati.

 

Ed il piano di relocation disposto dalla Commissione europea langue: soltanto 530 i profughi trasferiti verso altri Paesi Ue. Gli hotspot attivi sono 4 (Pozzallo, Lampedusa, Trapani and Taranto); è in funzione anche quello mobile, con un team in partenza da Catania che si reca a fare le identificazioni direttamente sui luoghi di sbarco ed un'altra struttura sarà aperta in Sicilia entro un mese (tra le ipotesi alla studio anche quella di una riconversione ad hotspot del Centro per richiedenti asilo di Mineo). Per recuperare altri posti, il ministero punta ad allargare il sistema Sprar per i richiedenti asilo. Entro la fine dell'anno - secondo quanto comunicato dal ministero a Bruxelles - la capienza del sistema di ospitalità avrà 13.500 posti in più. Che comunque non basteranno se non saranno bloccate le partenze dalla Libia.