SEGRETI BANCARI

«Carichieti forse poteva essere salvata». Il caso arriva al Ministero delle Finanze

Interrogazione dei 5 Stelle a Padoan

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

635

CHIETI. Carichieti forse poteva essere salvata. I dati contabili della banca non giustificherebbero il disastroso epilogo: prima del commissariamento la banca aveva 200 milioni di euro circa di patrimonio, e circa 700 milioni di euro di garanzie su circa 330 milioni di euro di credito deteriorato.

Come è possibile che in un anno e mezzo di commissariamento sia stato tutto azzerato? E quali criteri hanno utilizzato i commissari nel loro operato?

«Non sappiamo nulla perché i dati sono di fatto inaccessibili», denunciano i deputati abruzzesi Gianluca Vacca, Daniele Del Grosso e Andrea Colletti che insieme ai colleghi della commissione finanze, Daniele Pesco e Alessio Villarosa, hanno presentato un’interrogazione sulla Carichieti al ministro Padoan.

L’interrogazione nelle sue premesse elenca tutte le anomalie del caso.

Dal testo presentato al Ministero si evince che i resoconti non specificano in alcun modo né i meccanismi adottati dai commissari per individuare i prestiti in sofferenza, né il criterio adottato per attribuire il valore monetario di circa il 17% rispetto alla garanzia originaria.

«In poche parole», dicono i pentastellati, «è come se avessero valutato, ad esempio, un immobile ipotecato del valore di 200 mila euro solo 34 mila euro. Di conseguenza tutte queste garanzie che, secondo i commissari di Banca Italia, risultano deteriorate sono finite nella Bad Bank per poi essere vendute. Naturalmente a guadagnarci saranno quelle società specializzate che le acquisteranno al prezzo modico del 17,6% rispetto al valore originale, per poi venderle a qualsiasi prezzo. In tutto ciò qualcuno ne trarrà vantaggio (ma non sappiamo chi), ma la cosa certa è che i cittadini, a cominciare dagli obbligazionisti, e l'intero Abruzzo ne subiranno le conseguenze».

Oltretutto, dubbi molto pesanti sulla quantificazione del 17,6% sono stati sollevati dalla Commissaria Europea per la concorrenza Vestager, la quale nella corrispondenza con il Governo italiano afferma che “le sofferenze delle quattro banche salvate sono state violentemente sottovalutate dalla Banca d'Italia, che ha ordinato la loro cessione alla cosiddetta bad bank a un prezzo nettamente inferiore al reale valore economico. Secondo Vestager, il prezzo medio del 17,6 per cento del valore nominale dei crediti ammalorati consentirà alla bad bank un notevole profitto che sarà riversato sul Fondo di risoluzione”.

L’intenzione del M5S è quella di puntare il faro sull'operato di Bankitalia e dunque dei commissari della Carichieti, nonché su tutta la catena decisionale che ha portato alla chiusura forzata della nostra cassa di risparmio.

«A rimetterci sono sempre i risparmiatori», commentano in conferenza stampa Sara Marcozzi e Gianluca Vacca «vittime di partiti che prima creano problemi di gestione delle banche e poi pretendono di risolvere con soluzioni che, però, non tutelano i cittadini. Probabilmente Carichieti aveva delle criticità e dei problemi già individuati da tempo dagli ispettori che si sono susseguiti negli anni e che andavano risolti. Però vogliamo capire perché la Banca d'Italia e i commissari nominati, a fronte di dati che sembrerebbe fotografare una situazione non disastrosa, abbiano condotto la banca alla chiusura».