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Vertenza Brioni:1.200 lavoratori ad assemblea con sindacati

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PENNE. Ieri quasi 1.200 lavoratori della Brioni di Penne hanno gremito le tribune dello stadio Comunale di contrada 'Campetto' del centro vestino per esaminare con i sindacati, le proposte presentate dalla proprietà, alla luce dell'ultimo tavolo tenuto con la Regione Abruzzo. La volontà manifestata dal management é quella di una diminuzione del numero di esuberi (402) inizialmente individuati.

 Leonardo D'Addazio, sindacalista Cisl ha detto che «non c'é ipotesi di accordo al momento: è positivo l'avvio di una trattativa, ma non siamo certo soddisfatti».

«Dobbiamo continuare a lottare per difendere il nostro posto di lavoro. La presenza oggi di ancora più persone rispetto all'assemblea di un mese fa dimostra che se uniti possiamo raggiungere i risultati che ci siamo prefissati. C'é una intera area che lotta per salvaguardare un insediamento da cui dipendono le sorti dell'economia Vestina».

 Secondo Domenico Ronca, segretario Filctem Pescara, «qualche piccolo passo avanti in questa vertenza é stato fatto perché siamo riusciti ad impedire all'azienda di aprire la procedura di mobilità che si voleva perseguire e che fino all'ultimo ha tentato di portare a termine. Oggi l'obiettivo che vogliamo é quello, se é possibile, di evitare qualsiasi licenziamento considerando che possiamo contare anche sulla solidarietà delle istituzioni ed enti locali. Un fatto importante e non scontato: io voglio dire che oltre a ringraziare il Ministero del Lavoro, la Regione Abruzzo e il vice presidente Lolli, voglio dire che questo é il risultato soprattutto della iniziativa e della unitarietà dei lavoratori che hanno posto all'attenzione di tutti una vertenza che va oltre i confini regionali».

 Luca Piersante della Uil ha sottolineato come «noi abbiamo intenzione di salvare il salvabile e cioè tutti i posti di lavoro. La vertenza é complicata perché 450 esuberi non si dichiarano dalla sera alla mattina e purtroppo l'azienda ha messo in campo un piano industriale, a cui doveva legare questi esuberi, che non ci soddisfa e purtroppo non riesce a soddisfare neanche la possibilità di azzerare questi numeri e quindi gli sbocchi ora sono quelli di attivare gli ammortizzatori sociali e cercare di far mettere dalla proprietà dei fondi sul Piano industriale per cercare di riportare dentro più lavoro possibile».

I lavoratori della Brioni si dicono disponibili ad arrivare alle 32 ore settimanali, ad accettare l'internalizzazione di alcuni servizi e l'avvio delle procedura di mobilità volontaria, ma ribadiscono il 'no' ad ogni ipotesi di licenziamento imposto: è quanto emerso nel corso dell'assemblea dei circa 1.150 dipendenti dell'azienda, che si sono riuniti al Campo sportivo di Penne.

 I lavoratori degli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova (Pescara) erano chiamati ad esprimersi sul verbale dell'incontro che si è svolto giovedì scorso, quando è emersa la disponibilità, da parte dell'azienda, di ridurre gli esuberi da 400 a 139, a condizione di introdurre le 32 ore settimanali per tutti i dipendenti, portando avanti, al contempo, iniziative di 'insourcing'.

 All'iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, Domenico Ronca e Rita Innocenzi per Filctem-Cgil e Cgil Abruzzo, Luca Piersante e Gianni Cordesco per la Uil e Leonardo D'Addazio per la Femca Cisl. Quanto emerso nel corso dell'assemblea verrà discusso nel corso del prossimo incontro tra azienda, sindacati e istituzioni, che dovrà essere convocato dall'assessore regionale alle Attività produtive, Giovanni Lolli.