LA PROTESTA

Terremoto e (in)giustizia: 500 in piazza a 7anni da telefonata Bertolaso

Vittorini: «mistificazione mediatica che ha causato una strage»

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L'AQUILA. Il 30 marzo 2009 è stato il giorno della telefonata che ha dato il via a «una mistificazione mediatica che ha causato la strage del 6 aprile, ma senza verità non ci sarà ricostruzione».

Così davanti a oltre 300 persone Vincenzo Vittorini, consigliere comunale dell'Aquila e parte civile al processo contro la commissione Grandi rischi, nel corso dell'iniziativa 'Tutti convocati per una giustizia italiana che non dimentichi la strage del 6 aprile', in riferimento alla telefonata che ci fu sette anni fa tra l'allora assessore regionale Daniela Stati e il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Quest'ultimo, come si ascolta nella chiamata intercettata, prospettò una «operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente» annunciando la convocazione, per il giorno seguente, della commissione Grandi rischi. Contro la Grandi rischi si è celebrato negli ultimi sei anni un processo che si è concluso in Cassazione lo scorso novembre, con l'assoluzione definitiva di sei scienziati (condannati in primo grado) dalle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose e la condanna dell'ex vice capo dipartimento Bernardo De Bernardinis a due anni di reclusione per aver causato la morte di 13 persone con le sue dichiarazioni rassicuranti.

Con le stesse accuse, dopo una lunga trafila processale, è stato chiesto il rinvio a giudizio di Bertolaso, un procedimento vicino alla prescrizione, prevista a ottobre, con la prossima udienza fissata il 21 giugno. Bertolaso, candidato sindaco di Roma, nei mesi scorsi ha detto comunque di voler rinunciare alla prescrizione.

Con Vittorini c’erano altre parti civili profondamente colpite negli affetti dal sisma, come Maurizio Cora, Massimo Cinque (presidente dell'associazione 309 Martiri) e Pier Paolo Visione. Tra il pubblico il vice sindaco, Nicola Trifuoggi, alcuni assessori comunali come Pietro Di Stefano, Fabio Pelini, Giovanni Cocciante e Betty Leone, consiglieri di maggioranza e opposizione.

Assente il sindaco, Massimo Cialente, contro il quale Vittorini ha polemizzato piu' volte in questi 4 anni di consiliatura. In apertura della manifestazione sono state proiettate le immagini del funerale di Stato del 10 aprile 2009 e il video di una canzone di Alessandra Cora, figlia dell'avvocato Maurizio, morta tra le macerie del crollo dell'edificio in via XX settembre 79. Contro la Grandi rischi si e' celebrato negli ultimi 6 anni un processo che si e' concluso in Cassazione lo scorso novembre, con l'assoluzione definitiva di 6 scienziati (condannati in primo grado) dalle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose e la condanna dell'ex vice capo dipartimento Bernardo De Bernardinis a 2 anni di reclusione per aver causato la morte di 13 persone con le sue dichiarazioni rassicuranti che rilascio' dopo la riunione della Cgr.

Con le stesse accuse, in un processo parallelo denominato 'Grandi rischi bis', e' ora sul banco degli imputati Bertolaso, un procedimento vicino alla prescrizione, prevista a ottobre, con la prossima udienza in Tribunale fissata il 21 giugno. L'ex numero uno della protezione civile, candidato sindaco di Roma, nei mesi scorsi ha detto comunque di voler rinunciare alla prescrizione.

«Nella notte tra il 5 e 6 aprile eravamo in casa - ha ricordato Vittorini -. Qualcuno ha stravolto un nostro atavico istinto, quello di metterci in salvo», ha aggiunto in riferimento alle presunte rassicurazioni della Cgr, smentite, pero', dalla Suprema Corte nelle motivazioni depositate lo scorso 24 marzo.

«Lo Stato ha ribaltato una sentenza di un giudice coraggioso - ha detto ancora in riferimento alle condanne iniziali del giudice monocratico Marco Billi -. Siamo stati delegittimati. Non ci interessa nulla dei risarcimenti», ha detto infine Vittorini in riferimento alle cause civili a loro volta pendenti.

«Sono passati 7 anni, ma l'inganno mediatico della famosa convocazione della Commissione Grandi Rischi del 30 marzo 2009 è ancora presente nelle menti degli aquilani, assieme alle grosse responsabilità che Guido Bertolaso ha avuto nel rassicurare erroneamente in quei giorni la popolazione su quell'imminente pericolo sismico che si sarebbe puntualmente materializzato una settimana dopo provocando la tragica morte di 309 persone», ha detto la senatrice M5S Enza Blundo, nel suo intervento in Aula al Senato nel giorno della ricorrenza della riunione della commissione grandi rischi del 2009.

«Rinnovo al signor Bertolaso - prosegue Blundo - l'invito a porre fine alla propaganda e agli annunci e a rinunciare concretamente all'istituto della prescrizione nel processo Grandi Rischi Bis che lo vede imputato per i reati di omicidio colposo plurimo e lesioni. Faccia seguire agli annunci i fatti e depositi presso la cancelleria del Tribunale de L'Aquila la rinuncia alla prescrizione, che scatterebbe il prossimo 7 ottobre, svestendo finalmente gli abiti che in questo momento più gli si addicono: quelli del fuggitivo».