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San Giovanni teatino. Bomba ecologica e bonifica mai avvenuta all’ex fonderia

Il M5s all’attacco del sindaco Marinucci: «inerzia per un decennio»

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SAN GIOVANNI TEATINO. Amianto, arsenico, idrocarburi e altre sostanze nocive, una vera bomba ecologica nel cuore di San Giovanni Teatino è stato l’oggetto di una conferenza stampa indetta dal candidato sindaco del M5S, Mario Cutrupi, e la consigliera regionale, Sara Marcozzi.

«Da tempo i cittadini sono allarmati per i disastrosi dati ambientali emersi dalle perizie sull’ex Fonderia De Nicola», spiega il candidato sindaco Cutrupi, «i dati e le preoccupazioni della cittadinanza sono state più volte riportate all’amministrazione comunale, a quanto ci risulta dagli atti depositati presso il Tribunale di Chieti ma, di fatto, non è stato eseguito alcun intervento e, tanto meno, sono state date risposte concrete ai residenti».

 

La storica fonderia chiuse i battenti per fallimento nel 2006 e per ripianare parte delle perdite tutta la struttura deve essere messa all'asta. Il tribunale di Chieti ne fa valutare i beni due volte, nel 2007 e nel 2010, decretando che il valore dei beni è di circa 3,5 mln di euro mentre il costo della bonifica ammonta a circa 2,2, mln di euro. All’asta i beni vennero messi ad un prezzo di 1,3 mln di euro.

Nella perizia di stima depositata agli atti redatta dall'architetto Franco Valentini per il

Tribunale si evidenzia, oltre alla stima del bene, anche i dati ambientali.

Un apposita sezione della perizia e' dedicata ad un'indagine ambientale, dalla quale

emergono dati drammatici e la presenza di inquinanti che vanno dall'amianto alla polvere di fonderia, arsenico, idrocarburi, zinco , fusti interrati contenenti sostanze inquinanti.

Viene posta come “urgente” la necessità di una bonifica completa dell’area e la rimozione dei rifiuti.

La relazione viene comunicata anche al Comune almeno a far data dal 2010.

 Il 6/11/2012 viene emessa l’ordinanza di vendita al pubblico incanto, a febbraio 2013 viene l’aggiudicazione all’asta pubblica per un valore di 485.000. Il passaggio di proprietà viene siglato il 23 maggio 2013 dalla società Master Building Sardinia Srl.

Poi più nulla.

 

«Quello che ci chiediamo», continua Mario Cutrupi, «è se il Comune ha ricevuto la perizia redatta, sin dal 2010 con Caldarelli sindaco e Marinucci Consigliere, dal consulente del Tribunale per capire se questo silenzio è dovuto a un ritardo del palazzo di giustizia o alla negligenza dell’allora Amministrazione locale. Che il sindaco Marinucci sia a conoscenza della situazione è certo poiché già dal 2013 è stato più volte sollecitato dalla cittadinanza ma, non ha fatto nulla per affrontare la situazione».

«In Regione», spiega Sara Marcozzi, «abbiamo presentato una risoluzione che impegna la Giunta a emanare il Piano regionale delle bonifiche. Un documento senza il quale” continua Marcozzi “non si possono avere dati certi per dare risposte strutturali e programmatiche alla bonifica di tutti i siti inquinati presenti sul territorio abruzzese».