SENZA GIUSTIZIA

Sisma L'Aquila: in aula consiglio striscione 'Verità strage'

Iniziativa rappresentante opposizione. Nel 2009 perse famigliari

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

55

L'AQUILA. "Verità per la strage di L'Aquila del 6 aprile 2009 h 3.32": è lo striscione che ieri, nel corso del consiglio comunale dell'Aquila, ha esposto sui banchi il consigliere di opposizione Vincenzo Vittorini, della lista civica 'L'Aquila che Vogliamo'.

Vittorini, medico chirurgo che nel sisma ha perso moglie e figlia, ha annunciato che porterà in aula lo striscione fino alla fine della consiliatura.

Per la morte del giovane ricercatore ucciso in Egitto a gennaio Giulio Regeni, il comune capoluogo d'Abruzzo, aderendo alla campagna nazionale di Amnesty International Italia, ha affisso uno striscione sulla facciata della sede del Municipio comunale di palazzo Fibbioni.

Ieri, durante il consiglio comunale Vittorini ha dichiarato: «Non ho chiesto all'amministrazione l'affissione dello striscione che porto oggi in aula perché doveva essere qualcosa che doveva chiedere la stessa Giunta, oggi mi sarei aspettato un intervento del sindaco Cialente, invece dopo aver atteso invano tutta la seduta ho nuovamente e amaramente constatato il suo silenzio assordante riguardo le vicende processuali».

Vittorini insieme agli altri familiari delle vittime del sisma del 2009 ha organizzato una manifestazione per il 30 marzo prossimo, in occasione del settimo anniversario della telefonata tra l'allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso e l'allora assessore regionale Daniele Stati, in cui si parlava di "operazione mediatica" rispetto alla riunione della Commissione Grandi rischi che si sarebbe riunita all'Aquila il giorno dopo. Riunione sfociata in un processo per false rassicurazioni date agli aquilani alle prese da mesi con lo sciame sismico che dopo la condanna di primo grado ha portato all'assoluzione sia in appello sia in cassazione, di sei dei sette componenti della Cgr, con la sola condanna a due anni per omicidio colposo e lesioni colpose gravi dell'allora vice capo della protezione civile Bernardo De Bernardinis. In un filone parallelo e' indagato l'allora capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.