LA CRISI

Brioni, Ministero assicura impegno. L’Azienda: «non delocalizzeremo»

Manifestazione ieri a Pescara davanti all’assessorato

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Il colosso francesce Kering, proprietario dell'azienda dal 2012, ha recentemente annunciato ben 400 esuberi nei suoi tre stabilimenti. Per questo motivo circa mille persone - lavoratori, sindaci dell'area vestina, sindacati ed esponenti politici - hanno partecipato ieri ad una manifestazione davanti l'assessorato Regionale alle Attività Produttive in Via Passolanciano a Pescara.

E sempre ieri il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha garantito al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che adotterà tutti gli strumenti possibili per tutelare i livelli occupazionali e consentire all'azienda Brioni di proseguire l’ attività sul territorio vestino.

«L’ azienda è l'emblema imprenditoriale dell'area vestina e rappresenta l'immagine della sartoria abruzzese - ha aggiunto il presidente D'Alfonso -. Queste peculiarità sono importanti e uniche e devono rimanere intatte. Come Regione - ha aggiunto - metteremo in campo ogni risorsa, non solo economica, affinché Penne possa continuare a legare il suo nome all'azienda Brioni».
Intanto nelle stesse ore a Pescara si è svolto un incontro tecnico tra il vice presidente Giovanni Lolli e le organizzazioni sindacali, i dirigenti dell'azienda sartoriale e i sindaci dell'area vestina.

Intanto mercoledì prossimo, alle ore 10, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si terrà il tavolo nazionale sulla vertenza, lo ha annunciato ieri il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali, i dirigenti dell'azienda, i sindaci dell'area vestina, il deputato Antonio Castricone e il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco.

«L’AZIENDA NON DISCLOCHERA’»

«Per noi è una vertenza di carattere nazionale perché Brioni, per la sua storia sartoriale, è una eccellenza nazionale», ha detto il vice presidente Giovanni Lolli a margine dell'incontro.

La proprietà ha assicurato che non dislocherà l'azienda ma manterrà aperti i tre siti produttivi ubicati nell'area vestina; inoltre ha annunciato che presenterà a breve un nuovo piano industriale.

«La Regione - ha aggiunto Lolli - è pronta a mettere in campo strumenti agevolativi qualora il piano industriale dovesse garantire i livelli occupazionali. Oltre ai fondi previsti per l'emergenza legata al dissesto strutturale che interessa una parte dell'opificio di Penne, abbiamo programmato altri interventi, e tra questi, ci sono i fondi erogati dalla legge nazionale 181 che prevede finanziamenti nelle aree di crisi, dove andremo a inserire anche l'area vestina, e le risorse della programmazione europea 2014-2020 finalizzate a rilanciare il settore tessile. Noi faremo la nostra parte - ha concluso Lolli - ma l'azienda deve presentare un piano industriale concreto mirato a garantire lavoro e a mantenere i livelli occupazionali».

LA RISPOSTA DEL MINISTRO BOSCHI

Intanto il ministro Maria Elena Boschi ha risposto all’interrogazione di Gianni Melilla (Sel) assicurando, come aveva fatto in mattinata anche Guidi, «l'attenzione del Governo per il rilancio produttivo e la tutela occupazionale della Brioni».
«Vigileremo sull'azione del Governo e sulle politiche industriali che deve mettere in atto per salvare una delle eccellenze del sistema dell'alta moda del nostro Paese, avanzando proposte concrete e condivisibili», assicura Melilla.

In tal senso anche l'attivita' del Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca: «piena solidarietà a lavoratrici e lavoratori della Brioni che hanno manifestato a Pescara. In qualità di Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, ribadisco il mio impegno affinche' la Regione metta in atto tutte le iniziative utili a preservare l’occupazione in un’azienda che ha sempre rappresentato un’eccellenza nel campo della moda e costituisce un elemento indispensabile dell’economia di un intero territorio. Ritengo necessaria un’azione coordinata delle istituzioni locali e nazionali per il rilancio delle attività produttive del settore moda nel quale la qualità del lavoro è condizione indispensabile per il successo aziendale e non può essere delocalizzata».