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Sisma e processi, Vittorini furioso contro L’Aquila: «città di m…. che non chiede la verità»

Il processo contro Bertolaso rischia la prescrizione

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L’AQUILA. «La Battaglia per la Verità ora è diventata Guerra! Avanti fino alla fine».

E’ pronto a combattere senza sosta Vincenzo Vittorini che da giorni denuncia il «processo farsa» contro Guido Bertolaso, imputato nel filone ‘Grandi Rischi bis’ con l’accusa di omicidio colposo. Ma questo processo rischia la prescrizione (scatterà il 6 ottobre).

Venerdì l’ex numero uno della Protezione Civile non si è fatto vedere in aula (come già accaduto altre tre volte) e la rabbia dei parenti delle vittime è scoppiata.

Vittorini e Maurizio Cora hanno distribuito dei volantini con la foto di Bertolaso accompagnata dalla scritta “Bugiardo!”. Il resto della città era assente confermando quello che in più occasioni si è registrato, ovvero una città sempre più addormentata e probabilmente anche stanca di lottare dopo tanti anni di sofferenze e ingiustizie.

Un torpore che sta calando inesorabilmente anche sui processi o sulle reazioni, sempre assai tiepide, a seguito degli scandali legati alla ricostruzione o ai contributi indebitamente percepiti.

LA PRESCRIZIONE

L'ex sottosegretario ha dichiarato più volte di voler rinunciare alla prescrizione in tutti i processi in cui è implicato ma a L’Aquila pochi ci credono. La prossima udienza si terrà il prossimo 21 giugno, quindi 9 giorni dopo le amministrative di Roma dove Bertolaso correrà come candidato ufficiale del centrodestra. Poi un'altra udienza è prevista a settembre mentre la terza non farà nemmeno in tempo ad arrivare perchè, come detto, scatterà la prescrizione.

Ma venerdì Vittorini se l’è presa anche con la città de L’Aquila che non era in tribunale a chiedere verità per le vittime: «io e l'avvocato Cora l'abbiamo ricordato con un volantinaggio non autorizzato… alla città. Questa città di merda che non sta qui dentro!», ha detto fuori dall'aula.

Vittorini ha sottolineato che questo dovrebbe essere il processo più importante della storia della città eppure i cittadini non partecipano, non si fanno sentire, non protestano.

 «A Viareggio per i morti del treno c'erano 5000 persone fuori dall'aula di tribunale, perché Viareggio voleva la Verità», ha detto rabbioso Vittorini. «Questa città è stata scelta per il processo al Vajont e quello è un altro omicidio di Stato. Se togliete la parola Enel e mettete Protezione Civile, è uguale. Uguale».

Vittorini ha ricordato anche che il processo contro il comandante Schettino per il naufragio della Costa Concordia è stato celebrato in un teatro per consentire a tutte le parti civili di assistere al dibattimento invece a L’Aquila l’aula è minuscola e gli avvocati non hanno nemmeno il posto per sedersi. «Qui c’è la volontà di coprire tutto», ha detto ancora. Ma di fronte alla storia non potranno coprire niente, perché gli atti che in 7 anni abbiamo depositato non ci sarà Giudice che li potrà bruciare. E qualcuno un domani li ricaccerà. E i famosi 6 della Commissione Grandi Rischi sono stati salvati?», ha detto ancora Vittorini. «Perché il nostro sindaco con la sua testimonianza li ha salvati dicendo che lui era uscito da quella riunione terrorizzato quando invece aveva detto alla città che era stato tranquillizzato. E di quello che dico, ci sono le testimonianze filmate. Ma questi Giudici non vogliono le testimonianze filmate. Non vogliono che in questo processo entri la voce di Bertolaso che dice alla Stati: ‘a me non me ne frega niente, questa è una operazione mediatica’. Qua non è questione di terremoto, è questione che l'uccisione di 309 persone è stata predeterminata a tavolino».