SALVATAGGIO E TRADIMENTO

Protesta delle vittime 'salva banche' davanti a casa Boschi

'Processo' in piazza a Laterina. Parroco benedice risparmiatori

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LATERINA (AREZZO). E' cominciata con un fuori programma - un rumoroso assedio con fischietti e tamburi a distanza ravvicinata della casa del ministro Maria Elena Boschi, al limite del cancello della proprietà - la protesta, stamani a Laterina (Arezzo), delle vittime del decreto 'salva banche' che in questi ultimi tempi si recano davanti a sedi e luoghi di chi ritengono responsabili della perdita dei loro risparmi.

Dopo Montecitorio, Bankitalia, Consob, Palazzo Chigi, Leopolda, Rignano - paese dei genitori del premier Matteo Renzi - oggi c'è stata la tappa di Laterina perché qui vive il ministro delle Riforme con la famiglia e col padre Pier Luigi, già membro del cda di Banca Etruria e per un periodo vicepresidente.

Sono arrivati in circa 200, anche in pullman. Non solo dalla Toscana - erano i più - ma anche da Marche ed Emilia Romagna. Con un passaparola hanno attuato di primo mattino una sorta di blitz: si sono dati appuntamento vicino all'abitazione del ministro anziché recarsi subito nella piazza del paese, come preannunciato.

La parte storica del piccolo centro Laterina, sulla collina, l'hanno raggiunta solo dopo questo 'preludio', camminando in corteo anche per una salita erta. «Siamo qui per non far calare l'attenzione mediatica e perché tra gli amministratori che hanno portato al fallimento Banca Etruria risulta il padre del ministro Boschi - ha spiegato una dei portavoce, Letizia Giorgianni -. Abbiamo già protestato davanti a tutti i soggetti che riteniamo responsabili». Prossima tappa, ha detto, sarà la sede dell'Abi.

«Domani - ha annunciato Giorgianni - chiederemo un incontro ai vertici di Abi per chiedere che i ricavi delle vendite delle quattro 'bad bank' vadano a ristoro dei risparmi azzerati. Il nostro obiettivo è riottenere i soldi perduti».

 Il blitz sotto casa Boschi - un sit-in di circa mezz'ora - non è passato inosservato.

Oltre ai manifestanti, ha richiamato anche gente di passaggio che si è fermata appositamente lungo la strada e ha fatto uscire di casa i vicini dei Boschi, che non si aspettavano tanto clamore. E' stata una protesta colorita e pacifica, benché animata da persone arrabbiate e deluse. Polizia e carabinieri hanno solo dovuto invitare i manifestanti a non insistere e a rispettare il programma.

Verso le 10.30 i risparmiatori si sono spostati nella piazza davanti alla chiesa per un presidio di un altro paio di ore. Tanti cori e slogan contro Governo, Pd, i Boschi, il padre Pier Luigi e la figlia Maria Elena, contro il premier Matteo Renzi. 'Gettonati' in varie scritte anche il ministro Padoan e il senatore Verdini.

Un manifestante, finto giudice con parrucca bianca e toga, ha improvvisato un falso processo chiedendo se «Maria Elena e il padre Pierluigi fossero colpevoli o no».

 Ovviamente i presenti, coperti dal suono delle campane, hanno risposto all'unisono «Sì».

 Una donna ha esposto un cartello con la scritta ironica: "Eccoci, siamo gli speculatori del 2%"; in piazza si lamentavano perdite non oltre i 100mila euro. Un altro manifestante - Domenico Salvadori di Foiano (Arezzo) che lamenta la perdita di 90mila euro della madre 92enne - si è messo di fronte al portone della chiesa e con un megafono ha urlato: «Don Mario, non faccia più entrare nella casa del Signore la famiglia Boschi. Se non lo farà, sarà compartecipe della nostra rovina».

 A fine messa - a cui i Boschi partecipano abitualmente, ma oggi erano assenti - il parroco don Mario Ghinassi è uscito e, su richiesta della piazza, ha impartito una benedizione generale e risposto con parole di vicinanza ai risparmiatori che gli chiedevano sostegno.