RIFIUTI

Maxi discarica a Celano: «non chiamateci Terra dei fuochi»

Il sindaco Santilli invita alla cautela

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CELANO. Quaranta ettari di rifiuti in località Cese San Marcello a Celano, un territorio vastissimo sotto sequestro ma il primo cittadino invita alla cautela.  

Ieri mattina i Noe di Pescara hanno fatto scattare i sigilli all’area contigua alla ex discarica di San Marcello:  secondo le analisi effettuate il volume di materiali interrati senza alcuna autorizzazione supera il mezzo milione di metri cubi. Molti terreni oggetto d'esame risulterebbero ora interamente corrotti dall'abbandono e dalla permanenza dei rifiuti.

La zona fu oggetto di attività estrattiva per la realizzazione del tratto autostradale della A25 che poi nel corso degli anni, in parte sono stati trasformati dal Comune di Celano nella ex discarica di “San Marcello”, mentre il resto sono di natura privata come rilevato nel corso delle indagini.
Per eseguire indagini approfondite sulla natura dei rifiuti i Noe effettueranno già nei prossimi giorni indagini geologiche più approfondite e il Comune di Celano si è reso disponibile ad eseguire tutte le azioni possibili in merito.

«Prima di parlare di “Nuova terra dei fuochi” e causare ulteriori danni all’economia dell’intero territorio, soprattutto all’agricoltura», esorta il sindaco Settimio Santilli, «è necessario aspettare lo svolgimento delle indagini da parte delle autorità preposte. Bisogna precisare infatti, onde evitare un ingiustificato allarme, che contrariamente a quanto dichiarato da diversi organi di stampa e dal segretario del Pd locale, in maniera del tutto scellerata e strumentale, i terreni interessati non sono stati mai stati destinati alla coltivazione agricola negli ultimi 50 anni e che la natura dei rifiuti è ancora del tutto da accertare». 

Oggi il sindaco, già assessore all’ambiente, precisa anche tutte le attività che nel corso dell’ultima amministrazione, e mai nelle precedenti, sono state eseguite nella medesima area, ovvero: «la chiusura e il rispristino ambientale della discarica di “San Marcello”,  la realizzazione in un’area limitrofa a questa, di uno dei primi “centri di raccolta di rifiuti differenziati” dell’intera Marsica,  la presentazione in provincia del progetto inerente la chiusura e la messa in sicurezza della discarica per inerti, la chiusura, più volte effettuata, degli accessi proprio a tale area, al fine di evitare potenziali sversamenti di rifiuti, il posizionamento di fototrappole di sorveglianza, in seguito oggetto di furti ed atti vandalici, la continua asportazione dei rifiuti più visibili abbandonati nell’area, con ingenti spese di smaltimento dei medesimi».

«Ben venga quindi e sono io il primo a volerlo, l’azione intrapresa dai NOE – conclude Santilli - utile a fare ulteriore chiarezza nella vicenda e a punire coloro che si sono resi protagonisti di tali azioni incivili, in una realtà locale che ha mostrato invece tutto il suo senso civico e la sensibilità ambientale con il 65% di raccolta differenziata raggiunto già dal 2013, con l’avvio dei corsi di formazione ambientale nelle scuole materne, a dimostrazione dell’impegno e del cambio di rotta intrapreso dal sottoscritto in merito alla salvaguardia dell’ambiente».

Il 18 agosto 2008 la zona fu devastata da un furioso incendio, probabilmente appiccato proprio per tentare di ridurre i rifiuti e cancellare le tracce che potevano far risalire agli autori dello smaltimento illegale.

Per oltre un giorno colonne di fumo nero si alzarono in aria e fiamme altissime divorarono tonnellate di rifuti accumulati nella zona.