MATERIA OSCURA

Cialente indagato, la ristrutturazione di casa e le mezze verità

Giorni di dichiarazioni e di reticenze per non spiegare di quali fatti si parla

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

626

L’AQUILA. Domenica scorsa lo ha annunciato lui per primo su Facebook, prima che la notizia uscisse fuori da altre parti. Sono indagato, ma non so per cosa. La stampa ipotizza che sia per abuso d’ufficio

A parlare il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, lo stesso che un anno e mezzo fa costrinse il suo vice, Roberto Riga a dimettersi dopo aver rimediato un avviso di garanzia. Qui di avvisi di garanzia non sono stati ancora notificati: tecnicamente il primo cittadino ha ricevuto la notifica di proroga delle indagini, un documento firmato dal giudice dove c’è scritto per legge  per quale reato si procede, commesso da chi, dove e quando, ed eventualmente in danno di chi.

Ma Cialente sostiene che il reato non sia stato specificato ma si dice, in sostanza, solo che si sta indagando da più di 6 mesi e che il pm ha chiesto ulteriore tempo al giudice per approfondire la vicenda.

Si tratta di un atto a garanzia dell’indagato che, come dispone l’articolo 406 del codice di procedura penale viene notificata, a cura del giudice, con l'avviso della facoltà di presentare memorie entro cinque giorni dalla notificazione, alla persona sottoposta alle indagini nonché alla persona offesa dal reato. Se Cialente abbia presentato una memoria resta, anche questo, un mistero. A giudicare dalle affermazioni del suo avvocato Carlo Benedetti non sarebbe stato fatto nulla.

Mentre la procura rimane in silenzio e si gode lo spettacolo mistificatorio messo in atto ci si sbizzarrisce a dire mezze cose, a smentirle in un teatro dell’assurdo che è stato messo su dal primo cittadino per rsigenze di «trasparenza». Sarebbe però bastato pubblicare l’atto che non più segreto se davvero si voleva onorare la trasparenza, invece si sono dette anche un sacco di inesattezze per rendere ancora più torbide le acque.

INDAGINE SU COSA?

Come detto Cialente sostiene di non sapere su cosa si stia indagato (ma se fosse una bugia sarebbe molto grave): negli ultimi giorni ha avanzato qualche ipotesi. In realtà lui va dritto su una, nonostante negli anni abbia prodotto centinaia di atti pubblici e il suo avvocato chiarisca che ogni anno sono oltre 100 i procedimenti che si aprono contro l’amministratore pubblico investito da denunce di vario tipo (dal cittadino che si rompe una gamba cadendo dal marciapiede all’ordine pubblico) tutti in fin dei conti ipoteticamente passabili al vaglio della magistratura inquirente.

Ma lui no. Pensa ad un caso in particolare ovvero una inchiesta che potrebbe essere stata aperta dopo la denuncia di un anonimo sulla ristrutturazione di casa sua, una vicenda che si intreccerebbe con la tentata transazione per risolvere l'impasse sulla metropolitana di superficie. 

Già qualche tempo fa, infatti, Cialente venne a sapere dell’esistenza di una segnalazione sul fatto che, nei lavori di casa sua, fosse coinvolto anche l'imprenditore Eliseo Iannini, lo stesso imprenditore coinvolto nella realizzazione della metropolitana e con cui Cialente ha discusso a lungo nel tentativo poi naufragato di arrivare a transazione.

«Non è assolutamente vero», disse all’epoca il primo cittadino a News Town. «Per fortuna, ho pagato tutto con i bonifici, è tutto tracciabile. Se dovesse arrivare l'avviso di garanzia, pubblicherò tutto sul mio profilo Facebook. E convocherò i giornalisti per mostrare i miei conti correnti, anche se farò una figuraccia perché scoprirete che, alla Bper, ho il conto in rosso».

Cialente da giorni punta su questa presunta indagine e si difende ripetendo che i lavori di casa sua sono stati fatti secondo le procedure previste: l'abitazione era stata classificata 'B', nel 2011 ne ha approfittato come altri per svolgere ulteriori lavori, ha un regolare contratto, ha pagato con 5 bonifici dal suo conto corrente.

Intanto l’avvocato Carlo Benedetti, legale di fiducia del sindaco ma anche presidente del Consiglio comunale, in una intervista a L’Editoriale (lunga ben 13 minuti e con qualche contraddizione di troppo ad esempio sulla notifica dell’atto) ha criticato molto la scelta di Cialente di rendere pubblica la cosa: «per abitudine professionale», ha detto Benedetti, «ritengo che gli atti della magistratura non vanno commentati e non vanno diffusi». Anche perché questo notificato al primo cittadino è un atto di indagini preliminari, dunque segreto.

«Non è delineato il capo di imputazione», ha spiegato Benedetti ai microfoni de L’Editoriale.  «C’è scritto in sostanza che il 25 marzo è iniziata l’indagine finita il 25 settembre (scaduti i termini dei 6 mesi, ndr). Ci dicono ‘dal mese di marzo non abbiamo fatto nessun atto di indagine nei tuoi confronti o almeno io vice procuratore incaricato non li ho ordinati perché altrimenti ti avrei notificato un avviso di garanzia’. E ci dicono anche le indagini scadevano a settembre ‘ma non abbiamo fatto niente e addirittura te lo notifico a novembre’. Questo mi fa pensare che non è una indagine cruciale».

«L’atto non ha natura pubblica», ha ribadito Benedetti. «Non mi sono nemmeno costituito perché non c’è nessun procedimento…».

Difficile capire poi se l’avvocato abbia visto questo documento o solo letto o conosciuto attraverso qualcun altro: «l’atto l’ho visto ma non l’ho nemmeno ritirato… starà sulla mia scrivania». Poi chiarisce: «non l’ho letto, me lo hanno letto per telefono e ho capito che era un atto per cui non è nemmeno richiesto il mio intervento».

Perché Cialente tra le centinaia di esposti cita proprio il caso della casa? Pare che il sindaco sia stato ‘ispirato da «giornali informati male» che avrebbero lanciato questa ipotesi come uno «tsunami pronto a travolgerlo». Il legale è convinto che questa indagine si sgonfierà, anzi «non si gonfierà proprio».

Una vicenda però che lascerà il segno se non altro per come la politica aquilana reagisce e assorbe questi fatti, per come il sindaco intende la trasparenza e al contributo di verità di tutto il gruppo dirigente della maggioranza di centrosinistra de L’Aquila.

E alla fine tutto questo balletto di detti e contraddetti diventa una cosa normale a L’Aquila distrutta dal terremoto e non solo.