LA BATTAGLIA

Elettrodotto Terna, oggi nuove immissioni con protesta a Sant’Onofrio

La famiglia Del Bello si opporrà alla volontà dei funzionari

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SANT’ONOFRIO. Questa mattina la famiglia Del Bello di Sant’Onofrio, interessata dagli atti di asservimento dei propri terreni notificati dalla Società Terna Rete Italia S.p.A., si opporrà nuovamente alle immissioni.

I motivi di opposizione  sono sostanzialmente quelli della precedente opposizione dell’8 luglio quando non si ebbe nemmeno il tempo di spiegare le proprie ragioni.

E così continua la battaglia dei cittadini che si oppongono alla mastodontica opera. Meno di 24 ore fa l’ennesima immissione, sotto una pioggia battente con Terna che ‘bussa’ in casa dei cittadini e prende possesso dei terreni. Va avanti così da mesi: il braccio di ferro non ha fine. E così questa mattina l’ennesima replica.

Dopo i sopralluoghi effettuati lo scorso luglio dai tecnici del Comune di Lanciano nelle immediate vicinanza dei terreni della famiglia Del Bello, l’Ente Pubblico ha avviato nei confronti della Società Terna un procedimento di abuso edilizio chiedendo l’immediata sospensione dei lavori.

In alcuni casi (come ad esempio per i sostegni 95 e 95/1) si contesta addirittura l’abusivismo  mentre in altri casi si fa notare che serve il nulla osta o la sua eventuale mancanza «renderebbe di fatto l’opera abusiva».

«Malgrado la permanenza del sit-in fisso di protesta davanti alla Prefettura di Chieti da oltre 70 giorni in attesa dell’emissione dell’ordinanza di sospensione dei lavori», commenta il perito Antonio Di Pasquale, «ad oggi risulta avere risposto solo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si è dichiarato non competente e chiede l’individuazione di “eventuali profili di competenza” alla Direzione Generale per le Politiche Abitative dello stesso Ministero».

«Non opporsi all’asservimento da parte dei proprietari dei fondi significherebbe permettere alla  Società Terna Rete Italia S.p.A. di continuare a realizzare, anche sui propri terreni, l’opera dichiarata abusiva», spiega ancora Di Pasquale. «Per quanto attiene la costruzione abusiva, il proprietario del terreno sul quale viene eseguita una costruzione abusiva risponde di concorso morale nel reato consumato dall'autore della edificazione abusiva, nel caso in cui potendo intervenire se ne astenga deliberatamente. Dunque la famiglia Del Bello, pur avendo ricevuto il minaccioso telegramma della Terna, dovendo rispettare i dettati della Legge, si opporrà nuovamente formalmente».

La diffida, inviata al Responsabile Unico del Procedimento della Società Terna Rete Italia S.p.A. ed a tutti i funzionari dalla società chiede di non provvedere all’esecuzione del Decreto «salvo muniti di decreto prefettizio che permetterebbe l’immissione coattiva con l’utilizzo della forza pubblica».

«In presenza di questo decreto», spiega Di pasquale, «i proprietari dei fondi, così come già detto telefonicamente alla questura di Chieti, non opporranno alcuna resistenza.  Ma per quanto fino ad oggi visto e ricevuto dalla Società Terna», continua Di Pasquale, «sono allibito a fronte del fatto che una Società a partecipazione dello Stato, con soldi pubblici, invece di chiarire e giustificare il proprio operato, continui ad inviare atti minacciosi nei confronti di tutti coloro i quali chiedono ormai da tantissimo tempo il rispetto della Legge e dei Diritti in capo alla singola persona ed all’intera collettività».