CALCIO AI MONDIALI

Italia fuori dai Mondiali: non succedeva da 60 anni

Apocalisse, catastrofe o Caporetto? L’uragano è arrivato

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MILANO. Non un semplice record negativo ma qualcosa di più: il punto più basso del calcio italiano da 60 anni a questa parte.

Cosa è successo e perchè?

Apocalisse, catastrofe o “semplice” Caporetto calcistica?

Un uragano che si abbatte sul calcio italiano, giustamente non qualificato al mondiale di Russia 2018 a seguito del modesto 0-0 colto ieri sera dalla squadra di Ventura nel ritorno dello spareggio con la Svezia, lo si valuterà meglio nelle prossime settimane.

Fatto sta che nei 90 minuti di Milano si è scritta una pagina di storia del calcio italiano, che come è noto si intreccia con quella del Paese. Solo una volta era accaduto in precedenza che gli azzurri mancassero la qualificazione, 60 anni fa in seguito ad una tragicomica sconfitta con l'Irlanda del Nord.

Questo vuol dire che tra i 73000 di San Siro e tra i tanti milioni che hanno seguito in tv la debacle di un intero movimento (perde infatti tutto il calcio italiano, non solo il ct Ventura che pure ha sbagliato moltissimo), pochi hanno ricordo di quella disfatta.

Quello di ieri sera è dunque uno strano choc a rilascio prolungato, una botta che durerà a lungo e troverà nuovo acme a giugno 2018, quando gli altri celebreranno la partecipazione alla festa del calcio, e gli italiani si dovranno accontentare di godere delle gesta altrui.

 

 

 

48 ORE DI PAUSA E POI…?

Quarantotto ore di pausa e di riflessione. Se l'è prese Carlo Tavecchio a nome di tutta la Figc, che ora deve tirare i conti del disastro per il mancato Mondiale.

Il presidente del Coni Giovanni Malago' ha lasciato San Siro senza parlare, ma e' evidente che il comitato olimpico nel 'vigilare' sugli scenari della federazione dello sport più popolare non può permettere un ulteriore crollo d'immagine del mondo del calcio italiano. Tavecchio sarà chiamato prima ad affrontare il nodo del ct, che al momento non ha rassegnato le dimissioni per le quali c'e' una questione economica in piedi (ma è pacifico come il ct sia arrivato al capolinea della sua avventura azzurra) poi, si passera' al nodo politico. Domani la federcalcio dovrebbe fissare le tappe, a cominciare dall'incontro tra il presidente federale e il ct di cui ha parlato Ventura stesso: ballano i soldi di un contratto ancora in vigore da un milione e mezzo netto all'anno.

Ventura, da bravo genovese, ha chiarito di non avere presentato dimissioni, si discuterà di un divorzio consensuale. Per il futuro, anche senza Mondiali molte le suggestioni: Ancelotti, Mancini, o un altro nome forte magari per risollevare immagine e morali azzurri, e quotazioni di Tavecchio. Un'operazione che diede i suoi frutti ai tempi dell'ingaggio di Conte.

Il precedente del fallimento del '58, che porto' anche al commissariamento dopo qualche mese dal disastro di Belfast, pesa sugli scenari. Ma comissariare oggi non è possibile, a termini di regolamenti del Coni, a meno di dimissioni di massa dei dirigenti del consiglio federale. La Lega Pro ha gia' fatto sapere di non avere questa intenzione, i Dilettanti guidati da Sibilia dovrebbero essere l'ago della bilancia ma fonti del consiglio assicurano che non tutti sono pronti al passo indietro.

Alla 'moral suasion' di Malagò su eventuali dimissioni in caso di disfatta, Tavecchio aveva gia' fatto sapere di non avere intenzione di lasciare. Ora si attende di vedere quanto l'intensità delle inevitabili accuse per la Caporetto del calcio italiano sia forte. E lunedi' e martedì prossimi al Coni sono in programma gli stati generali dello sport italiano: unico esponente del mondo del pallone invitato, Claudio Gentile. Che è in causa con la Figc...

 

 

VENTURA: «A LSCIARE NON CI PENSO»  

«Mi scuso con gli italiani, ma non mi sono dimesso: dovremo fare molte valutazioni».

L'unico contropiede azzurro riuscito nella notte piu' buia della nazionale e' quello di Gian Piero Ventura, che si prende le responsabilita' tecniche del fallimento ma non lascia il suo incarico.

Dopo 90' di cuore e poco piu', la lunga notte del calcio italiano si consuma nello spogliatoio di San Siro.

 

In attesa della bagarre che scoppiera' domani attorno all'eliminazione dell'Italia dal Mondiale, 59 anni dopo l'unico precedente.

«Troppi stranieri, ecco il risultato», dice subito Salvini, rispolverando le polemiche sugli oriundi del fallimento per il Mondiale '58. Se gli sviluppi saranno gli stessi si vedra', sotto processo e' tutto il calcio italiano. Ma per ora la scelta e' quella di Ventura.

«Non mi sono dimesso perche' non ho parlato con Tavecchio: vedremo, ci sono delle valutazioni da fare», dice ben oltre la mezzanotte. Motivazioni economiche certo, ma a sentire il ct non solo. «Diro' quel che penso e quel che devo dire, ascolterò ed accetterò con serenita' le decisioni prese. Ma ora non posso parlare di qualcosa che non c'e'» , dice spiazzando tutti quanti si aspettavano un passo indietro.

«Sono nel calcio da tanti anni, questa eliminazione ha una risonanza enorme - dice - Le responsabilita' le sento. Affrontare con la Figc il tema di una rifondazione? E' una possibilita', ma devo dire prima tutto quelle che sono le mie considerazioni. Ho fatto tardi solo perche' ho voluto salutare a uno a uno campioni che ho avuto il piacere di allenare, ed altri che spero lo diventino», aggiunge, parlando come se di fatto fosse ex ct.

Ventura ha sette mesi di un contratto da 1,5 milioni l'anno, il prolungamento al 2020 era legato alla presenza al mondiale. Ma la bufera investirà tutto il calcio, non solo Ventura, che stasera e' il principale accusato.

Si e' dimesso, non si e' dimesso, le voci si sono rincorse a lungo nella sala stampa di San Siro, dopo che Buffon era scoppiato a piangere a dirotto in campo annunciando che la sua ventennale storia azzurra finisce qui, con una «fallimento che e' della nazionale, del calcio ed anche sociale».

 

 

LA STAMPA ESTERA: «E’ UN DRAMMA»  

Dalla Spagna all'Inghilterra, dalla Germania, alla Francia, l'eliminazione dell'Italia dalla prossima Coppa del Mondo di calcio occupa tutte le prime pagine dei maggiori quotidiani europei. Mentre lo svedese 'Aftonbladet' va sul classico e titola "Miracolo a Milano", nel resto d'Europa c'è un unico filo conduttore: "E' un dramma". "Per la prima volta dopo 60 anni, la nazionale di calcio, quattro volte campione del mondo, non si qualifica per la fase finale del torneo iridato", scrivono tutte le grandi testate. "Terremoto in Italia!", titola sulla homepage del quotidiano francese L'Equipe, che questa sera ha annunciato anche con notifiche sui cellulari francesi, esattamente al 90' di Italia-Svezia, che il mondiale sarà senza gli azzurri. "Ciao Italia!" è l'altro titolo de L'Equipe, secondo il quale "la Nazionale sparisce dalla cartina del calcio mondiale". "L'Italia eliminata dopo lo 0-0 nella partita di ritorno contro la Svezia", gli azzurri "non vedranno i mondiali", scrive invece France Football.

 

 

 

Per il Daily mail è "Crepacuore Italia". Il Daily star parla di "fallimento Italia" e di "ultima di Buffon". Il Guardian titola: "La Svezia di qualifica per la Coppa del mondo in Russia, a spese dell'Italia, che piange". Il Sun parla di "fallimento Italia. Pe il Times è "una delle più grandi delusioni per il calcio italiano".