BANCHE E MISTERI

Monte Paschi Siena. Pioggia di critiche in Commissione a Tesoro

Brunetta: «Mef inadeguato». Esposto Casini su liste Veneto banca

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ROMA.  "Inadeguatezza totale", "superficialità", "disarmante". L'audizione del dg del Tesoro Vincenzo La Via in audizione alla Commissione d'inchiesta sulle banche per il caso Mps, ora controllata dallo Stato con il 68%, si trasforma in una raffica di critiche da parte dei parlamentari tanto che, a un certo punto, il presidente Pier Ferdinando Casini sospende i lavori per una mezz'ora.

A deludere i parlamentari, non solo dell'opposizione, sono sia la relazione letta dal dg del Tesoro ('ripeteva quella illustrativa allegata al decreto sul Monte Paschi') sia il tono e il merito delle risposte della delegazione del Mef giudicate, da una parte della Commissione, "reticenti".

L'attacco maggiore viene dal presidente di Forza Italia Renato Brunetta che chiede la sospensione dei lavori e la convocazione dell'ufficio di presidenza. Dopo i lavori Brunetta non risparmia le critiche e parla di "inadeguatezza totale" della "tecnostruttura del Mef" dimostrata in audizione e che è stata "vista anche nei vertici internazionali" e nelle interlocuzioni avute con le autorità europee per affrontare le crisi bancarie.

Il vicepresidente Mauro Marino (Pd) invita a separare "le valutazioni politiche da quelle tecniche" ma ammette che dal Mef vi sia stata "superficialità" in "un'audizione non brillante". Sotto il tiro finisce la vigilanza del Mef sulla Fondazione Mps che si depauperò nell'aumento di capitale del Monte del 2011 per mantenere il controllo a ogni costo.

 

"Non potevamo entrare nel merito" risponde La Via ma "avvisammo dei rischi" con la richiesta all'Ente di ridurre la quota. I guai di Siena e l'operazione con il Fresh colpirono poi la Fondazione il cui patrimonio è ora ridotto al minimo. Altro tema spinoso è la conferma dell'ad Marco Morelli, inserito nella lista presentata dal Tesoro. Morelli, sanzionato da Bankitalia per la vicenda Fresh quando era cfo del Monte nel 2008-2009, ha rivendicato di essere stato l'unico a dimettersi. Ma sia i parlamentari del M5s (Carlo Sibilia che Carla Ruocco) che Andrea Augello (Idea) hanno sottolineato l'inopportunità della nomina che pure, come ha spiegato il Mef, risponde ai parametri di legge. Non ci sono elementi ostativi, ha poi detto il Tesoro, al nome di Paolo Salvadori nella lista per il collegio sindacale malgrado sia imputato nel processo a Milano. E poi c'è il tema del recupero dell'investimento pubblico.

 

Per il Tesoro la quota in Mps "è temporanea" (anche se il sindaco di Siena, Bruno Valentini chiede che sia "molto più lunga di 4-5 anni") e verrà dismessa entro il 2021 ma non si possono considerare le quotazioni di Borsa giorno per giorno (al momento la minusvalenza è di circa 2 miliardi ndr) per valutare la possibilità di rientrare dalla spesa di 5,4 miliardi a carico dello Stato (di cui 3,9 per l'aumento di capitale). Infine l'azione di responsabilità contro gli ex vertici Viola e Profumo.

Il pallino spetta al cda e in caso di proposta il Tesoro la valuterà valutando se esistono concrete probabilità. Anche per questo nel 2016 il rappresentante del Mef (dotato oltretutto di poteri di delega limitati) votò contro all'azione nell'assemblea dei soci del Monte. Mancava una documentazione solida e una proposta del consiglio. Chiuse le indagini su Mps, dalla settimana prossima la Commissione si occuperà delle 4 banche finite in risoluzione sentendo i magistrati delle procure locali. Prima però c'è tempo per un esposto di Casini al procuratore di Roma Pignatone sulla divulgazione, sulla stampa, della lista dei debitori di Veneto Banca. Fonti della Commissione spiegano come sia "diffusa convinzione" che il documento non sia stato divulgato da nessun parlamentare, mancando oltretutto della filigrana che contraddistingue le carte depositate e custodite dalla Gdf.