REALTA' PARALLELE

Bussi, Galletti strabiliante: «c’è stata accelerazione su interventi di bonifica»  

In una nota ufficiale anticipata alle agenzie ma non pubblicata ancora sul sito le rivelazioni sensazionali del ministro

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BUSSI. Visto da Roma la bonifica di Bussi è una procedura che va veloce  e che nell’ultimo anno ha subito persino una accelerata.

In una nota anticipata alle agenzie di stampa e non ancora pubblicata sul sito istituzionale il ministro Gian Luca Galletti si espone a rivelazioni che hanno del sensazionale ma solo se visti da questa parte dell’Appennino, molto più vicino a Bussi, dove non si muove foglia da un decennio (e se si muove è solo perchè è divampato un incendio).

I fatti che non si possono contestare sono: dopo 10 anni nessuna bonifica è stata fatta e nessun procedimento amministrativo verso questo obiettivo si è concluso. Persino la gara avviata nel 2015 dopo due anni si è inceppata senza spiegazioni ufficiali ma creando una serie di malumori e conflitti sotterranei istituzionali.

Le spinte e le velocizzazioni non hanno prodotto a nulla.

Il ministro Galletti invece spiega che «a quasi un anno dal subentro del ministero dell'Ambiente nelle attivita' di competenza dell'ex struttura commissariale, tutti gli interventi di bonifica nel Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino (Pescara), hanno registrato una significativa accelerazione. Il rinnovato spirito di collaborazione con Regione e Comuni interessati, oltre al supporto di strutture tecniche quali Ispra, Arta e Istituto Superiore di Sanita' - si legge in una nota del ministero dell'Ambiente - ha permesso di intervenire sui principali punti critici del sito».

Qui la reverenza istituzionale impone dosi aggiuntive di contegno.

«Per quanto riguarda l'espletamento della gara per la progettazione esecutiva e lo svolgimento dei lavori di bonifica delle aree esterne Solvay (discariche 2A e 2B e aree limitrofe), con l'accordo di programma dello scorso maggio tra il Ministero, la Regione Abruzzo, il Comune di Bussi e Solvay, e' stato sancito il passaggio delle aree oggetto di gara dall'azienda al Comune, subordinatamente alla copertura integrale, da parte della Regione Abruzzo, delle somme relative all'attuazione degli interventi non coperte dalla contabilita' speciale, che ammonta a un miliardo e 500 milioni».

Cose effettivamente successe in questo anno che hanno prodotto una serie di ripercussioni e scossoni, oltre a sospetti di illegittimità più volte esplicitati  che hanno portato di fatto ad uno strano fenomeno di inabissamento della procedura di gara arrivata persino all’apertura delle buste e poi più nulla.

Strano che le notizie ministeriali si fermino su questo aspetto a oltre sei mesi fa.

«Solvay, da parte sua», aggiunge il comunicato del Ministero, «prosegue sul fronte delle misure di prevenzione concordate con le amministrazioni centrali e locali e con gli enti tecnico-scientifici: tra queste la copertura superficiale delle aree e il trattamento delle acque sotterranee. E' stato inoltre ridefinito, con decreto del ministro Galletti, il perimetro del Sin: e' stata cosi esclusa un'area di 28 mila metri quadri, acquisita dal Comune e destinata ad attivita' di reindustrializzazione».

Anche su questo punto ci sarebbe da approfondire le reali ripercussioni.

 

«Per quanto riguarda l'area Tre Monti, il ministero ha chiesto a Edison di presentare entro il 15 ottobre il progetto dell'intervento di bonifica insieme agli esiti delle indagini eseguite. L'azienda sta nel frattempo proseguendo ulteriori misure di prevenzione e integrando le indagini ambientali necessarie alla progettazione dell'intervento di bonifica».

Gli ambientalisti sul punto avevano già storto il muso in quanto si lascerebbe troppo spazio alla Edison (che è la responsabile dell’inquinamento) mentre si lascano i controlli pubblici e istituzionali.

«Anche per quanto riguarda Pian d'Orta (ex Montecatini), e' stato richiesto a Edison di presentare entro il 15 ottobre il progetto di bonifica insieme ai risultati delle indagini ambientali eseguite», dice la nota dimenticando di precisare che anche in questo caso parliamo di ulteriori promesse che giungono ad oltre 10 anni dalle inchieste e dai sequestri.

Qui la bonifica non si è vista ed è un fatto reale.

«Relativamente alla centrale termoelettrica di Bussi, e' stata disposta la chiusura del procedimento sulla matrice suolo», spiega la nota controfirmata dal ministro, «Per le acque sotterranee, sono state adottate misure di prevenzione la cui efficacia e' monitorata da Arta. Per quanto concerne l'area della stazione ferroviaria con le zone limitrofe e l'area Isagro, la conferenza di servizi decisoria del 30 novembre 2016 ha approvato il piano di caratterizzazione. Sull'area societa' chimica Bussi (ex Solvay), a seguito di un incontro tra ministero, Ispra, Iss, Solvay Spa e Societa' chimica Bussi Spa, gli enti hanno chiesto alle societa' di proseguire le attivita' di monitoraggio, garantire l'efficacia e l'efficienza delle misure di prevenzione adottate e concludere quelle previste: l'implementazione dei sistemi di emungimento delle acque di falda per le aree interne e a valle dello stabilimento industriale. Inoltre, la Provincia di Pescara e' stata sollecitata a concludere le attivita' di individuazione dei responsabili della contaminazione. Nel corso dell'incontro del 14 giugno scorso, il cui verbale e' consultabile sul sito del ministero, la Provincia ha dichiarato che sono state completate le indagini e che e' in via di formulazione l'atto conclusivo sulle aree esterne allo stabilimento di Bussi».

Questo il resoconto del ministero e la spiegazione della «velocizzazione»  delle procedure di bonifica.

La nota, però, giunta per certi versi improvvisa e non richiesta è forse l’ennesimo indizio che  molte cose si stanno agitando intorno a Bussi e che nessuno è riuscito fino ad ora a far emergere.

Nel frattempo è tutto a posto.  




FORUM H2O: «IL MINISTRO E’ SU MARTE?»     

«Forse guardandolo con il cannocchiale da Marte, il pianeta rosso, gli sparuti ciuffi verdi del Tirino, seppur contaminati fino alla corteccia, saranno sembrati un'oasi di pace al Ministro. Un generale però dovrebbe sapere che in guerra bisogna mettere gli scarponi sul terreno.  Ora», si legge in un comunicato del Forum H2o, «l'ultima volta che siamo andati a Bussi, dieci giorni fa, per fare una visita guidata con degli scout di passaggio che avevano chiesto lumi sulla vicenda, ci siamo trovati davanti ad una parte delle discariche 2A e 2B incendiata. Riconosciamo che con la D'Aprile qualcosa si sta muovendo dal punto di vista delle carte, ma facciamo notare che aver "aperto" il 30 novembre 2016 a nuovi campionamenti da parte della società pur in presenza di una caratterizzazione del Commissario già disponibile da tempo, alla fine ha fatto perdere almeno altri 10 mesi.  Da qui a parlare di bonifiche in corso da parte del Ministro ci pare insensato, fuori dalla realtà e anche fuorviante perchè gioca con la parola "bonifica". Per il cittadino medio quando si usa quella parola vuol dire aver pulito. Consigliamo maggiore umiltà e prudenza a tutti a partire dal Ministero visto che per recuperare oltre 10 anni di inerzia da parte degli enti ci vuole ben altro. Siamo pronti a riconoscere i risultati».