AMBIENTE E VELENI

Rifiuti e inquinamento. M5s: «A Chieti Scalo è emergenza: agire subito per risolvere problema»

Arta e Regione possono fare molto in vista degli appuntamenti di aprile

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CHIETI. «La credibilità delle istituzioni passa anche attraverso la capacità di prevenzione, controllo e sanzione. L’impresa è stata più volte diffidata e sospesa: è giunta l’ora fermare questo disastro. Gli enti, in sinergia fra loro, grazie agli strumenti forniti dal Codice dell’Ambiente, hanno la possibilità di mettere in campo tutta una serie di provvedimenti al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini che risiedono sul territorio comunale e vicinale. Il M5S chiede che a tutti i livelli istituzionali di attivare tutti i procedimenti e le prescrizioni imposte dal Codice dell’Ambiente».

A fare il punto della situazione in conferenza stampa, sulla situazione della ex Seab, la società di trattamento rifiuti oggetto di incendi negli anni sono stati il Consigliere Regionale, Sara Marcozzi e i Consiglieri Comunali, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo.

«E’ inaccettabile che si continui a far operare imprese, in un campo cosi delicato come quello del trattamento dei rifiuti» commentano i portavoce del M5S «troppi gli incendi all’interno dell’azienda. Regione e Comune mettano in atto tutti gli accorgimenti al fine di giungere alla revoca delle autorizzazioni. Il tempo dei cartellini gialli è scaduto».

Nell’Agosto del 2009 c’è stata una prima sospensione parziale di sei mesi, limitatamente a una parte dell’impianto. Nel 2010, a seguito dell’incendio del 2009, l’impianto viene sottoposto a sequestro preventivo e contestualmente il Tribunale di Chieti nomina un Commissario Giudiziario per garantire il proseguo dell’attività di messa in sicurezza.

Sempre nel 2010 Regione Abruzzo invia intimazione e diffida avverso negligenze dell’azienda.

Nel 2012, a seguito di una verifica condotta dai Vigili del Fuoco del Comando di Chieti, viene sospeso il CPI (Certificato di Prevenzione Incendi). La Regione provvede alla sospensione parziale per 3 mesi dell’impianto a causa delle problematiche attinenti la gestione dell’impianto.

Attualmente l’azienda svolge la propria attività in regime di prorogatio in quanto l’autorizzazione decennale è scaduta nel 2016 ed è stata temporaneamente rinnovata. Il 14 Aprile 2017 è stata programmata la conferenza dei servizi per il rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale).

«Regione Abruzzo, di concerto con ARTA e Comune di Chieti», propongono i grillini, «predisponga un’istruttoria per arrivare alla Conferenza dei servizi del 14 Aprile ed esprimere la ferma volontà di non rinnovare le autorizzazioni. E’ un dovere civile e morale nei confronti dei cittadini ma anche di quelle tante imprese ligie al rispetto delle norme, che quotidianamente operano in un campo cosi delicato, come quello dei rifiuti».

Il M5S chiede una moratoria sull’autorizzazione dei nuovi impianti, intervenendo con modifica al Piano Regolatore Generale del Comune, attivando uno stringente Piano della Qualità dell’Aria e l’attivazione di una Task Force in capo al settore Ambiente del Comune con risorse e personale dedicate all’attività di gestione e controllo di queste realtà insistenti sul territorio, affinché i gravi episodi di Chieti Scalo o Colle Marcone, evidentemente causati da incuria e mancanza totale di controllo, non si verifichino mai più

«L’intera area comunale», ha aggiunto Sara Marcozzi, «è da anni in stato di forte degrado ambientale. Dall’incendio del deposito di rifiuti di Colle Marcone, alla discarica di Santa Filomena, al SIR di Chieti Scalo che aspetta da 10 anni la bonifica. In questo contesto, il Comune di Chieti detiene lo straordinario primato di Capoluogo di provincia con il più alto numero di impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti. Ben 19»