RIFIUTI IN FUMO

Inceneritore in Abruzzo, «allarme rosso». Domenica protesta a Lanciano

«Serve immediata opposizione di tutte le amministrazioni»

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PESCARA. Il Piano nazionale degli inceneritori imporrà una quota di incenerimento all'Abruzzo pari a 121.000 tonnellate.

La Regione Abruzzo ha affermato che il redigendo Piano regionale dei rifiuti non conterrà il ricorso all'incenerimento.

Ma come spiegano le associazioni Nuovo Senso Civico, Pescara PuntoZero, Comitato No Inceneritore Val di Sangro e Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua il ministero dell'Ambiente ha avviato la Valutazione Ambientale Strategica del Piano Nazionale di incenerimento dei rifiuti e, nero su bianco, ha chiarito che il Piano nazionale sarà sovraordinato alle scelte regionali che dovranno adeguarsi al quadro tracciato dal Governo nazionale. Resterà alle regioni la localizzazione degli impianti.

Il documento ministeriale sarà commentato durante la conferenza stampa che le associazioni terranno martedì mattina alle 11 a Pescara.

«E' indispensabile una durissima presa di posizione della Regione Abruzzo e di tutti gli enti individuati in Abruzzo come Autorità con Competenze Ambientali da parte del Ministero», dicono i rappresentanti delle associazioni ambientaliste.

Sarà presentata anche la manifestazione regionale contro gli inceneritori che si terrà domenica 10 aprile a Lanciano.

Nel piano del governo sono in progetto 9 inceneritori in tutta Italia e precisamente in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Sardegna e due in Sicilia. Complessivamente si dovranno bruciare 1.951.261 tonnellate di rifiuti l' anno.

Per quanto riguarda l’Abruzzo nelle scorse settimane il sottosegretario all’Ambiente, Mario Mazzocca, è illustrato l’accordo trovato in Conferenza Stato regione per l’inserimento di due emendamenti al Decreto Inceneritori (emendamenti sostenuti dalla regione Abruzzo) in cui si riconosce la valenza delle pianificazioni regionali e la possibilità di stipulare accordi interregionali. Una possibilità quest’ultima che potrebbe favorire un accordo Abruzzo-Molise per l’utilizzo dell’impianto molisano di Pozzilli.

Ma questo non chiude il caso. Anche perché l’inceneritore molisano di Pozzilli, che dovrebbe accogliere i rifiuti abruzzesi, ha una storia particolare. Proposto alle comunità locali come centrale a biomasse, è stato convertito in impianto di incenerimento di rifiuti tra le legittime proteste dei cittadini. La posizione assunta dalla Regione Abruzzo è stata ribattezzata dall’associazione Rifiuti Zero come uno strano caso di “sindrome Nimby istituzionale" prevedendo l’utilizzo di inceneritori, purché non siano collocati nella propria regione