TRIVELLATORI

Referendum Trivelle, il Pd formalizza l’astensione e crea imbarazzi

Marcozzi: «non ci aspettavamo niente da D’Alfonso»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

1162

ABRUZZO. Lo certifica la comunicazione dell’Agcom: il Pd farà campagna elettorale per l’astensione al referendum anti trivelle del prossimo 17 aprile.

Nell’ambito di una votazione in cui il quorum è di vitale importanza, dunque, il partito del presidente del Consiglio tifa apertamente per il boicottaggio. E non è certo una novità dpo aver negato l'election day, che avrebbe fatto risparmiare al Paese 400 milioni di euro accorpando referendum e amministrative (garantendo dunque anche una maggior affleunza).

La scoperta è emersa dal sito dell’Agcom: anche il Pd, infatti, si è messo in lista per chiedere spazio nelle tribune elettorali e negli spazi informativi autogestiti sulle televisioni private. E dalla tabella dell’Agenzia delle comunicazioni si specifica anche che lo spazio in questione servirà per sponsorizzare l’astensione.

Sarà interessante sentire le motivazioni con le quali i vari rappresentanti del partito inviteranno i cittadini a non esprimere la loro opinione, soprattutto in Abruzzo dove la battaglia va avanti da mesi e per un certo periodo anche il partito del Governatore D’Alfonso sembrava disposto a tutto pur di fermare le trivelle.

Poi la marcia indietro, dopo aver bloccato «Ombrina di ferro». Ora cosa inviteranno a fare i consiglieri comunali, regionali, parlamentari democratici? Si allineeranno con Renzi (come fecero in occasione dello Sblocca Italia) o inviteranno gli abruzzesi al voto?

E come non citare il presidente della Puglia Michele Emiliano, del Pd, che è una degli esponenti più in vista del Sì (qualcuno nelle ultime ore gli ha chiesto di lasciare il partito) o il presidente del Consiglio regionale della Basilicata Pietro Lacorazza, che si domanda: «vorrei capire dove questa decisione è stata presa, in quale sede di partito. La scelta opposta di tanti consigli regionali è arrivata al termine di un percorso democratico che ha coinvolto gran parte del nostro popolo».

Durissima la critica del Wwf secondo cui «l’invito a non votare offende i cittadini».

Ma anche il Movimento 5 Stelle contesta. «Lo avevamo detto sin dall’inizio in consiglio regionale che questo referendum era una farsa salva faccia per la maggioranza. Ed oggi arriva la conferma», dice la consigliera regionale Sara Marcozzi. «Per coloro che nutrivano ancora una qualche forma di fiducia, il Partito Democratico ha definitivamente gettato la maschera» continua Marcozzi «dare un contentino ad associazioni, comitati e cittadini sapendo bene che tanto poi la battaglia la dovranno combattere altri. L'ennesima prova che il Pd non ha a cuore il destino del Paese, della regione, nè del mare».

Secondo Marcozzi era chiara la volontà di boicottare il referendum già dalla decisione di non concedere l’election day ma questo palese cambio di rotta «ha dell’incredibile».

«Forse sperano nella disinformazione dei cittadini, anche quella studiata a tavolino, ma noi saremo sempre qui a ricordare le loro responsabilità. Nulla ci aspettiamo dal presidente D’Alfonso, che il dietrofront sul referendum lo aveva già formalizzato da tempo! Altro che lotta agli ufo! Confidiamo nei cittadini informati, che sono sempre di più. Sebbene consci della oggettiva difficoltà di riuscita di questa consultazione, il M5S andrà a votare e voterà SÌ per iniziare una rinnovata lotta alle trivelle e alla petrolizzazione selvaggia».