PROTESTA INFINITA

Allevatori ancora in piazza per la crisi del latte

Manifestazione a Udine. Martina: «priorita' e' l'equa remunerazione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

57

ROMA. Non si ferma la 'guerra del latte' portata avanti da Coldiretti per protestare contro i prezzi 'da fame' riconosciuti per il latte alla stalla agli allevatori; stavolta è Udine la tappa della protesta, con migliaia di allevatori, mucche e trattori radunati nel cuore della città. Difatti, come osserva l'organizzazione agricola, a un anno dalla fine del regime delle quote latte, la crisi sofferta dalle stalle italiane è più forte che mai. Tonnellate di latte da buttare perché sono stati disdetti i contratti e non viene più ritirato dalle stalle, denuncia il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Non è più in vigore l'accordo sul prezzo del latte - spiegano gli allevatori Coldiretti - e si tagliano i compensi agli allevatori sotto il ricatto di non accettare la consegna di un prodotto deperibile come il latte. La realtà - denuncia la Coldiretti - è che si punta a far chiudere le stalle per giustificare l'aumento delle importazioni di semilavorati di provenienza straniera a basso costo e scarsa qualità. Proprio contro questa 'invasione' di prodotti dall'estero - secondo Coldiretti una mozzarella su quattro in vendita in Italia non è ottenuta dal latte ma da semilavorati industriali, chiamati cagliate, che vengono dall'estero senza indicazione in etichetta - gli allevatori hanno messo in scena una protesta esplicita buttando a terra polvere di latte e cagliate giunte dall'estero.

Non a caso Coldiretti ha scelto Udine per la mobilitazione, difatti il Friuli Venezia Giulia è considerato «la porta di ingresso in Italia di centinaia di milioni di chili di latte stranieri, anche come trasformati e semilavorati industriali, che vengono spacciati come Made in Italy. Il risultato è che nella regione il prezzo per il latte pagato agli allevatori è il più basso d'Italia».

 E mentre agli allevatori vendono riconosciuti pochi centesimi - aggiunge Coldiretti -, il prezzo del latte fresco moltiplica più di quattro volte nel passaggio dalla stalla allo scaffale. Agli allevatori giunge intanto il sostegno del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina e del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

«Siamo al fianco degli allevatori per superare questa fase molto complicata - dice Martina - L'equa remunerazione dei loro sforzi è una nostra priorità fin dall'inizio del mandato. Dall'Europa ci aspettiamo risposte molto più concrete e intanto portiamo avanti il piano nazionale per il settore».

«La manifestazione di Coldiretti - commenta Serracchiani - ci ricorda l'importante patrimonio agroalimentare che abbiamo e l'impegno che ci viene chiesto, a livello europeo, per una regolamentazione che stabilisca l'obbligo di chiarire la provenienza per i prodotti trasformati e in particolare per il latte UHT».

 Anche la Grande distribuzione organizzata sottolinea di dare «il proprio contributo al sostegno di una filiera in questo momento in difficoltà» annunciando la partenza ad aprile della campagna "La primavera del latte italiano" che valorizza il latte e i prodotti lattiero caseari 100% italiani.