CONSENSI INFORMATI

D’Alfonso ‘istruisce’ neo assessore: «in giunta si fa così». E non esclude altri avvisi di garanzia

Una breve lezione, aperta agli amici di Fb, è illustrare come si lavora

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ABRUZZO. Come si preparano le delibere, qual è il compito degli uffici tecnici, a che serve l’attività preparatoria alle delibere, la formazione della volontà e le norme interpretate?

Tutto spiegato in un monologo di 8 minuti e 21 secondi in un contesto di “collegialità” di pre-giunta.
Luciano D’Alfonso, oggi, ha sentito il bisogno di illustrare, in una pacatissima e lentissima riunione di pre-giunta, a beneficio dei social, cosa avviene prima delle riunioni ed il procedimento di formazione della volontà che viene condensata poi nelle delibere.
Senza poterlo prevedere, proprio ieri, avevamo raccontato in un lungo articolo cosa accade nelle riunioni di giunta, prendendo spunto dalla contestazione recente che la procura di Pescara ha mosso, al presidente D’Alfonso e agli assessori, di aver attestato falsamente la propria presenza in giunta.
Così nella «comoda doppia natura di presidente e senatore» D’Alfonso ha aperto la pre-giunta ufficialmente per informare il neo assessore D’Ignazio ed introdurlo al nuovo impegnativo ruolo, e per lanciare messaggi ai giornalisti, ai colleghi scalpitanti, agli ex, e ai magistrati.

«Che valore ha un momento di questo tipo prima della giunta? Per avere un momento convergente da non guadagnare con una dialettica di posizioni distintive prima che l’argomento pervenga con la sua maturità all’interno dell’esame dell’organo collegiale politico».
Un momento informativo a beneficio degli assessori e per sviscerare il dibattito che poi dovrà concretizzarsi nel voto “collegiale”.
Un momento che è proprio del momento deliberativo che invece D’Alfonso conferma di aver “spacchettato”.
«Mi è capitato di richiedere l’esame di questo momento prima del mio arrivo e di far sapere che prima che io arrivi si articolino le manifestazioni di volontà e opinione. (...) Per esempio io dico “potete fare l’istruttoria di giunta prima che io arrivo?” In maniera tale che quando arrivo parte il tempo formale della giunta e c’è soltanto il tempo delle attività tipiche».
Quale sarebbe l’ “attività tipica”? Il voto?
Se così è, allora, gli altri assessori dibattono mentre D’Alfonso non c’è e poi quando arriva si vota. Si tratta di anticipazioni importanti di un «libello» che ha annunciato di voler scrivere e che riporterà «racconti di vita istituzionale» a beneficio di tutti (e magari anche degli studenti di diritto amministrativo dell’Università di Teramo?)


LA TRASPARENZA

«Una seduta tematica di preparazione mi torna utile per far vedere che cosa facciamo prima della giunta vera e propria», ha detto, «per far in modo che ci sia lo stesso patrimonio conoscitivo dei partecipi. Era importante che ci fosse questa dettagliata informazione all’inizio, prima della seduta di giunta vera e propria».
Già, uno di problemi emersi e bene documentato è il problema del “consenso informato” degli assessori chiamati a votare su materie che spesso non hanno avuto modo di approfondire nel dettaglio per ragioni tecniche o di tempo.
Un grandissimo numero di delibere (per una media che oscilla non lontana dal 50%), per esempio, sono “fuori sacco” cioè senza attività istruttoria preventiva degli uffici, come invece prescrive la norma, e senza che gli assessori abbiano avuto prima la bozza e soprattutto la documentazione allegata.
Il perchè lo spiega bene D’Alfonso nella sua lezione facile -facile per gli utenti dei social.

LE DELIBERE FUORI SACCO
«Ci sono delibere fuori sacco. La differenza è di consistenza istruttoria ma il vero e proprio esame istruttorio la fa la giunta non la fa l’ufficio. L’istruttoria dell’ufficio si limita alla regolarità tecnica, amministrativa e contabile. La regolarità di legittimità stabilisce se quell’argomento è nelle mani dell’organo competente. La regolarità tecnica registra la coincidenza tra quel passaggio procedurale e quello specifico tipico di atto. Poi c’è la copertura finanziaria. Oltre questa stringata attività istruttoria degli uffici -che può essere anche lontana da quando si delibera- c’è l’attività tipica degli assessori. Per esempio Paolucci fa una istruttoria che deglutisce abbondantemente anche quella degli uffici, tanto che vedo la giovane avvocatessa Valenza che va anche un pò in sofferenza perchè non sa se porre un limite a questa aggiuntiva attività istruttoria».


GLI AVVISI DI GARANZIA
Tutte cose dette a «beneficio di Giorgio D’Ignazio», «il nuovo assessore che vogliamo tutelare, anche se non posso escludere del tutto che non arriveranno altri avvisi di garanzia»
Nella sua introduzione il presidente senatore elenca sommariamente le delibere che arriveranno in discussione in giunta (tra cui l’ennesima approvazione del consuntivo di bilancio del 2013 che tanti problemi crea e sul quale non si sofferma).
«Ecco, questo è quello che facciamo noi prima delle giunte. Assesore Pepe ha delle cose da dire, non mi volevi sottoporre una delibera?».
«No».
Poi una voce fuoricampo (probabilmente quella del direttore generale Rivera) ricorda l’impellenza delle delibere al punto 3 e la 4 che «sono indispensabili».
«Sì, sì, infatti l’approviamo…», ribatte D’Alfonso senza l’ombra che un serrato dibattito collegiale in giunta possa dare un esito diverso da quello pronosticato.
Finito il monologo D’Alfonso chiude:
«E’ il momento di iniziare la giunta nella sua segretezza e genuinità».
E il video si spegne.