AL VOTO

Elezioni amministrative, Sicilia e Ostia il M5s cresce e rischia di vincere

Questa mattina la verità dopo lo spoglio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

12362

SICILIA. Dallo spoglio delle elezioni siciliane e quello del tormentato comune di Ostia potrebbe venir fuori il dato che il M5s è il partito più votato ma eterno secondo perchè senza alleanze non si vince.

Il M5S, nella sua campagna trimestrale, ha provato a invertire la rotta, puntando sulla battaglia all'astensionismo.

E, alla vigilia dello spoglio, il Movimento prova comunque a consolarsi con un dato, quello di essere il primo partito e con percentuali di molto superiori (persino raddoppiate, secondo gli exit poll) a quelle del 2012.


A conti fatti però in Sicilia vince il "partito del non voto". Solo il 46,76% ha votato per l'elezione del presidente della Regione e dell'Assemblea, mentre il 53,23% ha disertato le urne. Rispetto al 2012 quando aveva votato il 47,41%, il dato dell'affluenza è in calo dello 0,65%.

In totale, secondo il dato definitivo, hanno votato 2.179.474 elettori su 4.661.111 aventi diritto, mentre cinque anni fa avevano votato 2.203.165 persone. Solo in tre province su nove la percentuale è più alta rispetto al 2012: a Messina ha votato il 51,69% (51,24%), a Catania il 51,58% (51,09%) e a Palermo il 46,4 (46,28%).

Nel resto dell'isola l'affluenza è stata inferiore: Siracusa 47,55% (48,48%), Ragusa 47,48% (49,63%), Trapani 45,43% (47,53%), Caltanissetta 39,83% (41,35%), Agrigento 39,6% (41,34%), Enna 37,68% (41,7%). Catania e Messina quindi sono le provincie dove ha votato oltre la metà dell'elettorato, in particolare la provincia etnea è quella dove è più forte la base elettorale del candidato di centrodestra Nello Musumeci, mentre a Caltanissetta, città d'origine di Giancarlo Cancelleri (M5s), si è registrata una flessione di quasi 2 punti.

I grillini puntavano molto sui “delusi dalla politica” spingendoli al voto ma evidentemente la loro campagna non è servita a fa r affluire più gente il che avrebbe forse fatto la differenza.

Questa mattina inizia lo spoglio e si vedrà se il centrodestra avanti negli exitpoll ce la farà oppure vi sarà una rimonta insperata dei 5 Stelle.

«Noi restiamo coerenti e puliti e dimostriamo che possiamo superare coalizioni che hanno messo insieme decine di liste per batterci»,  rilanciano i vertici, consapevoli che, con la nuova legge elettorale, la partita sarà difficile e si giocherà molto su un Movimento contro tutti.

E sarà una partita che peserà soprattutto sulle spalle di Luigi Di Maio.

Il candidato premier non si è certo risparmiato in Sicilia prendendosi la responsabilità di una campagna che, comunque vada, lo vedrà tirato in ballo.

Con il rischio che la sconfitta faccia riemergere i malumori "in sonno" dell'ala ortodossa nei riguardi del neo leader. Anche per questo, è l'invito che arriverà da Beppe Grillo e Davide Casaleggio già nelle prossime ore, nel Movimento servirà la massima compattezza nella campagna per le Politiche.

Di Maio, a meno di cambi dell'ultimo minuto, questa  mattina commenterà con Cancelleri proiezioni e spoglio. Ci saranno diversi altri parlamentari siciliani e rumors insistenti davano probabile la presenza anche di Casaleggio in caso di vittoria.


IL GIALLO DEL BROGLIO DI DI BATTISTA

Ed è giallo su alcune frasi di Alessandro Di Battista pubblicate su facebook dopo la chiusura delle urne. Secondo quanto si legge in alcuni tweet, visibili anche su alcune testate giornalistiche, Di Battista avrebbe allertato gli attivisti sulla notte che separa la chiusura dei seggi dallo spoglio: «Stanotte faranno porcherie», avrebbe scritto il deputato M5S anche se, su Facebook, non compare alcun post di questi tipo e non ci è alcuna conferma ufficiale sul fatto che il "Dibba" abbia scritto ciò. Su facebook, invece, compare un post di tutt'altro tenore. «Aspettiamo i dati ufficiali di domani. Speriamo di mettere la ciliegina sulla torta. Ci siamo impegnati tanto e i frutti si vedono già. I miei complimenti a Giancarlo Cancelleri per le battaglie di questi ultimi cinque anni e a Luigi Di Maio che ha dimostrato con l'impegno costante il suo valore», si legge sul profilo di Di Battista.

In ogni caso, nel Movimento, l'allarme brogli sembra scattato. «Attivisti siciliani, non succede che non succede ma se vogliamo che accada, questa notte, nei seggi, nessun dorma...occhi aperti tutti!», scrive a tarda sera il deputato Angelo Tofalo. In caso di sconfitta per il M5S c'è comunque da esorcizzare la delusione per un probabile secondo posto dignitoso ma inutile. Una posizione che, in chiave nazionale e con il Movimento che mai abdicherà alle alleanze, condanna i 5 Stelle ad essere quella che, nella vulgata calcistica, è un po' l'Olanda: finire eterni secondi.

PROIEZIONE ORE 11

Secondo una proiezione delle ore 11 Piepoli e Noto per la Rai - su una copertura del 27% - vede il candidato del centrodestra Nello Musumeci in testa con il 38% delle preferenze (la coalizione che lo sostiene al 36,3%). Seguono l'esponente del M5S Giancarlo Cancelleri al 36% (M5s al 28%), Fabrizio Micari con il 17,5% (la colazione che lo sostiene 27,9%) e Claudio Fava che si conferma al 7,5% e la Lista i Cento Passi al 7,4%.

OSTIA SPOGLIO SOLO AL 90% E M5S IN TESTA

Otto ore dopo la chiusura delle urne, non è ancora stato concluso lo scrutinio delle 183 sezioni in cui si è votato per l'elezione del presidente del X Municipio di Roma, tornato al voto ieri dopo due anni di commissariamento per mafia.

Alle 7 il sito ufficiale del Comune di Roma riporta i dati del 90,71% delle sezioni scrutinate (166 su 183) che vedono la candidata del Movimento 5 Stelle, Giuliana Di Pillo, in testa con il 30,32% delle preferenze, davanti a quella del centrodestra, Monica Picca, che ha ricevuto invece il 26,66%. Terza forza sul territorio è il Partito Democratico che con Athos De Luca ha ottenuto il 13,69%. Boom, infine, per Casapound che ha raccolto il 9,12% dei voti, circa 400 in più dell'ex viceparroco Franco De Donno (8,42%). Seguono l'"autonomo" Andrea Bozzi (5,51%), l'ex consigliere di Sel Eugenio Bellomo (3,66%), il candidato del Popolo della Famiglia Giovanni Fiori (1,33%) e l'avvocato Marco Lombardi (1,30%).