RASSICURAZIONI OPACHE

Gran Sasso ed esperimenti radioattivi. Il ministro Galletti: «nessun rischio»; Lolli lo smentisce: «sospendere subito»  

Le rassicurazioni ieri durante il question time

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ABRUZZO. «Non esiste alcun rischio di dispersione di Cerio-144, e quindi di contaminazione anche minima dell'ambiente circostante, del laboratorio ed in particolare delle acque del bacino del Gran Sasso, come evidenziato e dimostrato con studi tecnici completi».

E' quanto ha sostenuto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti in risposta a un'interrogazione del deputato e presidente di Abruzzo Civico, Giulio Cesare Sottanelli, su eventuali rischi connessi all'esperimento Sox previsto dall'aprile 2018 nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, che implichera' l'uso di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144 proveniente da un combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo.

La notizia è trapelata nei giorni scorsi solo grazie a PrimaDaNoi.it che ha saputo di un primo carico di contenitori radioattivi per una simulazione. La notizia ha destato sconcerto e preoccupazione ma il peggio è venuto con le risposte confuse, a tratti contraddittorie e insufficienti, dei vari enti coinvolti tra tutti lo stesso direttore dei Laboratori del Gran Sasso e il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli.

   Costretti a dare spiegazioni si è capito poco sui reali rischi ma si ha la certezza che tutti gli enti sapevano e sono stati interpellati ma nessuno ha informato la popolazione. Si è poi scoperto che vi sono una serie di autorizzazioni a tutti i livelli, procedure conclusesi senza alcuna informazione alla popolazione nè la pubblicazione di atti.


 

IL PUNTO

Il punto è che da oltre un anno è riesplosa una emergenza acqua Gran Sasso per ben due incidenti nei laboratori che hanno portato alla contaminazione delle acque poi distribuite con l’acquedotto.

Anche questa vulnerabilità è nota da sempre ma mai comunicata ai cittadini nonostante lavori da 84mln di euro che si sono scoperti di recente insufficienti a garantire sicurezza.

Tutte le vulnerabilità -dopo un anno di pressing sulle istituzioni- sono state ampiamente confermate a tutti i livelli istituzionali, tanto che lo stesso Lolli ha più volte dichiarato di aver aperto un canale di dialogo ministeriale per reperire oltre 100 mln per lavori di completa messa in sicurezza dei laboratori.

In questo contesto si inseriscono le parole del ministro Galletti che ha anche aggiunto che «il generatore di neutrini e' progettato per garantire massima sicurezza anche in caso di eventi incidentali. In particolare, il Cerio-144 e' sotto forma di polvere solida, e' sigillato in modo permanente e sicuro all'interno di una doppia capsula in acciaio saldata. La combinazione della doppia capsula in acciaio e del contenitore sigillato di Tungsteno rende impossibile la dispersione del materiale, anche in quantita' minime e anche in caso di eventi incidentali indipendenti quali terremoti, incendi o allagamenti del sito dell'esperimento, scenari valutati attentamente nella fase di progetto».

Galletti ha detto che questa «configurazione rimarrà invariata per tutta la durata dell'esperimento, che sara' di circa 18 mesi. Al termine dell'esperimento, la sorgente ritornera' in Francia, presso l'istituto che ne detiene la proprieta'. Al riguardo, anche ISPRA ha evidenziato che per le caratteristiche fin qui esposte si esclude che, a seguito dell'impiego della sorgente, possano derivare rilasci di sostanze radioattive nell'ambiente ed eventuali contaminazioni delle falde acquifere. Ricordo inoltre che in sede di autorizzazione, l'ISPRA ha fissato specifiche prescrizioni circa le prove da effettuare preliminarmente all'installazione e al successivo impiego della sorgente».

Il Ministro ha detto che «l'Istituto effettuera' la propria attivita' di vigilanza sull'esecuzione delle prove, cosi' come rilascera' il previsto specifico attestato di sicurezza, per quanto riguarda le operazioni di trasporto. Con riferimento alle operazioni di trasporto - ha concluso Galletti - e' altresi' previsto che venga rilasciato specifico attestato di sicurezza da parte del Centro Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione».

 

«I cittadini abruzzesi hanno il diritto di essere informati in maniera completa ed esaustiva sull’esperimento e sulle precauzioni di sicurezza adottate», ha replicato Sottanelli che si è però detto molto soddisfatto della risposta: «i laboratori del Gran Sasso sono una eccellenza internazionale e la loro attività  va sostenuta. Il ministro ha chiarito nei dettagli tutte le precauzioni che saranno adottate e che finora non erano state comunicate con efficacia alla popolazione, suscitando giustamente preoccupazione».


 

FORUM H2O «VIOLATE CONVENZIONI INTERNAZIONALI»

«Galletti, avendo già autorizzato l'esperimento senza alcuna trasparenza e partecipazione del pubblico in pieno contrasto con la Convenzione di Aarhus che dovrebbe per primo far rispettare, ha difeso l'indifendibile visto che il Testo Unico dell'Ambiente vieta senza se e senza ma lo stoccaggio di sostanze radioattive vicino alle captazioni, anche sorgenti schermate. Su quest'ultimo aspetto vogliamo evidenziare che i governanti hanno il riflesso condizionato nel negare problemi di sicurezza. Anche a Fukushima sostenevano che erano impossibili problemi, i reattori erano schermati, sappiamo come è andata a finire».

Lo dice il responsabile del Forum H2O Augusto De Sanctis che ha aggiunto: «Galletti è lo stesso ministro che garantiva sul petrolio, laddove c'è stato il gravissimo incidente al Centro Oli di Viggiano con la perdita di centinaia di tonnellate di petrolio».

In un’altra interrogazione il M5s chiede di avere tutta la documentazione inerente le autorizzazioni dell’esperimento Sox.

 

IERI CONFRONTO AD ISOLA DEL GRAN SASSO

Ieri sera si è tenuto ad Isola del Gran Sasso un incontro tra direttore dei Laboratori, Regione ed attivisti che ha rivelato tutta una serie di mancanze e criticità principalmente imputabili alla scarsa voglia di chiarire  e rendere trasparente tutta l’operazione.

Nonostante la buona volontà del direttore Stefano Ragazzi che non si sottrae mai al confronto poco è stato aggiunto alle poche cose certe che si sanno e non grazie alle istituzioni.

«Consigliamo di vedere il video dell'incontro», commenta oggi Augusto De Sanctis del Forum H2o, «con tutti gli interventi. L'intervento della Mobilitazione del Gran Sasso al minuto 1h05 circa, seguito da quello dell'Osservatorio, è stato molto duro con i Laboratori e con il Direttore Ragazzi lì presente, ribadendo, senza ricevere alcuna smentita, tutte le preoccupazioni in ordine al rischio incidentale, anche rispetto a  casi specifici citati (terremoto con fagliazione e dislocazione dentro o nei pressi del Laboratorio; fattore umano; effetto domino con gli idrocarburi di Borexino). Per questo bisogna togliere le sostanze pericolose già presenti, non aggiungerne di nuove, visto che i Laboratori hanno già dimostrato con diversi incidenti di non essere in grado di garantire sicurezza totale (che non esiste, tra l'altro)».

 

Tra l'altro è anche emerso che la Regione, direzione Sanità, aveva ricevuto alcuni documenti nella fase autorizzativa. Lolli ha chiarito la necessità di sospendere l'iniziativa per sottoporla ad una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (con Valutazione di Incidenza Ambientale) nazionale e ha ribadito che il sistema deve essere messo in sicurezza.

 

Oggi pomeriggio intanto a Teramo in via Fedeli Romani presso la sede di Teramo Nostra alla 17:30 ci sarà l'incontro pubblico organizzato dalla Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso.