LA STERZATA

Progetto Toto. Il Consiglio regionale dice no e Mazzocca spiazza il Pd

Approvato documento che impegna giunta a pretendere manutenzione sul tracciato esistente

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ABRUZZO.  Il Consiglio regionale dice no al progetto di riqualificazione dell’autostrada A24 e A25 di Strada dei Parchi e ha dato in pratica mandato al presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso a confrontarsi con il governo Renzi «affinché la società del gruppo Toto, predisponga un piano di interventi atti a garantire l'adeguamento antisismico dei viadotti esistenti».

Dunque lavori sì, ma quelli strettamente necessari per la sicurezza stradale e no deciso al maxi progetto che anche il ministero ritiene sproporzionato alle reali esigenze.

Ieri il dibattito è stato serrato ed articolato, molte parole per esprimere e chiarire una procedura amministrativa che per molti è stata una forzatura oltre che essere stata bocciata pesantemente dal ministero. Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso è rimasto in trincea a difendere l’idea, il progetto e le carte firmate dai dirigenti regionali che hanno validato pareri tecnici di conformità unitamente ai tecnici della Regione Lazio. Pareri tecnici, come detto, bocciati e sconfessati dal ministero.   

Per il M5s uno dei punti nodali di tutta la questione è appunto come abbiano fatto i dirigenti regionali dell’apposito tavolo costituito un anno fa dal presidente a non sottolineare i medesimi rilievi poi emersi da Roma. Una vicenda che andrebbe approfondita se non altro per anzalizzare anche la qualità del lavoro svolto dagli uffici regionali che sono poi gli stessi che emanano pareri su tutte le opere pubbliche.

Non sono mancati accenni criptici ad eventi futuri da parte di D’Alfonso che sembrerebbero adombrare sviluppi positivi per il progetto visto che un altro gruppo di lavoro starebbe lavorando al ministero per trovare il punto di sostenibilità tra il costo dei lavori e l’aumento della tariffa.   

Inoltre il presidente ha lanciato anche questa volta frecciate e doppi sensi sulla qualità del lavoro svolto dallo stesso ministero, sminuendo il lavoro e dunque la risposta del sottosegretario Della Vedova che ha replicato all’interrogazione di Vacca (M5s) al posto del ministro Delrio.

Alla fine a non frenare il progetto è rimasto solo una parte del Pd.

COSA DICE IL DOCUMENTO APPROVATO

«Le proposte avanzate da Strada dei Parchi spa non appaiono nè coerenti nè convincenti e quindi non in grado di cogliere le finalità imposte dalla legge»: la prima firma, nell'atto, e' quella del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca, secondo firmatario, l'assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo. La disanima del sottosegretario Mazzocca sulle varianti e' stata una sorpresa per l'opposizione che, in aula e sulle varianti, ha chiesto alla maggioranza il ritiro dei pareri favorevoli espressi sul progetto dalla Regione.

Inaspettata, a dir poco, anche l'approvazione del documento che da' ragione al mondo ambientalista e a chi, sino ad ora, ha addotto validi argomenti per escludere questi interventi in variante per le autostrade abruzzesi: «Ad una attenta lettura - afferma Mazzocca - le varianti appaiono sovradimensionate e controproducenti sui 2 tratti dell'A24 e dell'A25».

Sono 30 chilometri in meno di autostrada per 55 gallerie in piu' e un investimento di quasi 2,5 miliardi di euro, in cambio della riduzione del tracciato la societa' ha chiesto una proroga di 45 anni della concessione delle autostrade abruzzesi.

«In breve - rileva Mazzocca - le varianti tagliano in modo piu' che marginale la lunghezza dei 2 tracciati autostradali e andrebbero a toccare diversi corpi idrici sotterranei importanti per la nostra Regione. Il progetto rischia di compromettere il cuore della Regione verde d'Europa vocata a un turismo rispettoso dei valori paesaggistici, ambientali, culturali e alle produzioni agroalimentari di qualita'».


CONFRONTO CON GOVERNO

Nel documento si impegna il presidente D'Alfonso anche ad aprire «un serrato confronto con il governo e la società concessionaria Strada dei Parchi Spa per la verifica puntuale dell'assolvimento degli obblighi previsti nella convenzione» che risale al 2001 e a ottenere «importanti investimenti per lo sviluppo e l'ammodernamento della linea ferroviaria Pescara-Sulmona-Roma, risalente al 1880, per portare i tempi di percorrenza tra Roma e Pescara sotto alle due ore, per affermare definitivamente l'aeroporto d'Abruzzo e nel contempo rendere competitivo il trasporto mare-ferro-gomma tra il porto di Ortona e quello di Civitavecchia».

Due documenti presentati dalle opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle sono stati bocciati. «Puntiamo alla messa in sicurezza dei viadotti rispetto all'eliminazione degli stessi con la realizzazione di nuove gallerie - spiega il consigliere regionale di Centro Democratico Maurizio Di Nicola, presidente della Commissione Bilancio - Fermo restando la libertà dell'imprenditore, le infrastrutture in Abruzzo vanno decise e programmate dalla Regione. Il progetto in questione migliora il tracciato, ma tende a diminuire i tempi di percorrenza tra la costa adriatica e Roma aumentando le distanze tra le zone interne e la capitale. Il parere precedente? Non era amministrativo, nel senso che non ha attivato percorsi ufficiali, ma solo un parere politico».

«Dopo i nostri numerosi interventi e dopo mesi di discussione finalmente la maggioranza e il presidente D'Alfonso iniziano a scoprire le carte del progetto relativo alla messa in sicurezza delle Autostrade A24 e A25 e, soprattutto, a capire di interloquire e confrontarsi con il Consiglio regionale, ciò che ha evitato nell'ultimo periodo», hanno commentato i consiglieri regionali di Forza Italia.

«Dodici minuti in meno di percorrenza in auto», hanno commentato invece i consiglieri del Movimento 5 Stelle, non valgono la distruzione del patrimonio ambientale d'Abruzzo, l'isolamento di alcune comunita' montane e l'aumento della, gia' costosissima, autostrada per Roma. Eppure c'e' qualcuno che non e' d'accordo con questa affermazione e continua una propaganda basata sulla paura del sisma e la scusa della sicurezza».