SANITA' E CEMENTO

Ospedale Maltauro. D’Alfonso: «gara europea e controlli implacabili»

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ABRUZZO. Il primo giorno da ex commissario della sanità Luciano D’Alfonso lo ha voluto festeggiare con una conferenza stampa nella quale ha spiegato,illustrato respinto nuovamente il project financing del nuovo mega ospedale di Chieti proposto dalla ditta Maltauro.


Oggi 1 ottobre 2016 per l'Abruzzo è ufficialmente il primo giorno fuori dal commissariamento per il deficit della sanità al quale era soggetto dal 2007 a causa del deficit dei conti. Oggi l'ente regionale ha riacquistato i poteri nella gestione acquisendo di nuovo la condizione di Regione 'libera' e non più 'canaglia'. Ieri è scaduto infatti il mandato di commissario ad acta da parte del presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso.

L'Abruzzo rimane, comunque, 'osservato speciale' da parte dei ministeri competenti con i quali, attraverso tavoli di monitoraggio, potrà confrontarsi sul piano di riqualificazione della sanità. L'Abruzzo era già virtualmente uscito dal commissariamento nelle scorse settimane con la dimostrazione sui tavoli di monitoraggio dei parametri regolari e con i vari passaggi, ultimi dei quali nella conferenza Stato-Regioni e nel Consiglio dei Ministri.


Ci sono comunque ancora ulteriori passi da fare e adempimenti erano previsti entro i 30 settembre.

«Da oggi torniamo ad essere come 10 anni fa, padroni del nostro destino in un settore vitale - spiega l'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci -. Mai però nella nostra vita professionale e politica dobbiamo tornare alle cattive abitudini di 10 anni fa, un concetto per niente scontato».


Sull’iniziativa Maltauro invece D’Alfonso ha detto: «il project financing è uno strumento voluto dal legislatore non per evitare la gara ma per accelerare il tempo della stessa. Definita la consistenza progettuale, si torna alla procedura ordinaria per la scelta del contraente, che si effettua con bando internazionale. Dunque ci sarà una gara per costruire l’ospedale di Chieti, come accade giustamente per ogni opera pubblica di tale portata».

Il presidente ha confermato  che ci sarà una gara europea alla quale «parteciperanno tutti, compreso il promotore del progetto», ha aggiunto, «quantità, qualità e oggetto della convenzione saranno definiti dalla gara, così come la durata e la tipologia della gestione dei servizi. Su questa procedura e sulle altre che attiveremo vogliamo un livello elevatissimo di partecipazione».

Poi D’Alfonso ha svelato: «Due imprenditori del settore mi hanno detto che non parteciperanno alla gara perché un giornale digitale aveva scritto che il vincitore dell’appalto sarebbe già noto: Maltauro. Voglio specificare a tal proposito che la Maltauro è stata da me incontrata solo e sempre insieme alla Giunta, e vi sono tracce verbali concrete ed esibibili. Quindi sarà la magistratura a vagliare questi scritti giornalistici. Io mi auguro soltanto la partecipazione più ampia perché la concorrenza abbassa il prezzo».


La trasparenza sull’operazione c’è: «La proposta di Maltauro è stata depositata prima del mio arrivo e mi sembra strano che non sia stata analizzata all’epoca. Noi l’abbiamo valutata in ogni aspetto, ora è la Asl teatina che deve sviscerarla e relazionare».

L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha voluto aggiungere: «Leggo di fantomatici costi miliardari. Non si può conteggiare il costo della costruzione (251 milioni) insieme ai costi della gestione, è un falso. Così come è folle proporre la frammentazione dell’ospedale in più sedi: è ovvio che la dispersione fa aumentare i costi».

FEBBO: «EXCUSATIO NON PETITA» 
«Conosciamo perfettamente le procedure e le modalità che attengono ai progetti di finanza e su queste, ribadite retoricamente in conferenza stampa, non abbiamo eccepito nulla; è sembrato tanto un caso di “excusatio non petita accusatio manifesta”», ha detto Mauro Febbo consigliere regionale di Fi, «per quanto riguarda invece le responsabilità attribuite alla Giunta di centrodestra voglio ricordare che la prima stesura del project financing per l’ospedale di Chieti era stata depositata nell’aprile 2014 alla ASL e un mese dopo si è andati alla urne, quindi la proposta non è mai stata sottoposta alla valutazione dell'Esecutivo Chiodi».


«Piuttosto – rimarca Febbo - dobbiamo constatare come non ci siano state risposte ai rilievi che abbiamo sollevato come la volontà di costruire un vero e proprio centro commerciale all’interno del nuovo nosocomio, l’affidamento di numerosi servizi per 30 anni con il conseguente e inevitabile impoverimento del territorio, così come nulla sulle problematiche di bilancio che si verrebbero a creare con la conseguente non fattibilità degli Ospedali di Lanciano e Vasto. Ma d’altronde il fatto di aver convocato per ben due volte in Commissione Vigilanza il presidente D’Alfonso che poi non si è presentato dimostra la pochezza del progetto. Noi continueremo a monitorare questa vicenda – conclude Febbo – perché siamo convinti che il progetto di finanza così come pensato sia inutile e dannoso per l’economia e per il sistema sanitario regionale».