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Variante Toto, sindaco di Sulmona: «una idea killer»

Amministratori locali compatti dicono no

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SULMONA. Strada dei Parchi vorrebbe realizzare quaranta chilometri di nuove gallerie a doppia canna che consentirebbero di accorciare le autostrade A24 e A25, sforbiciando le zone piene di curve, trasformando un tracciato in un lungo rettilineo.

Il progetto è stato già depositato due anni fa dal gruppo Toto al Ministero e si sta aspettando il via libera.

Mentre gli ambientalisti si stanno mobilitando per il no anche gli amministratori pubblici sono sul piede di guerra.

«Il progetto sembrerebbe un sogno avveniristico, a tutto vantaggio della percorrenza veloce e della sicurezza. Ma così non é. Cercherò in tutti i modi di contrastare, con l'aiuto di altri amministratori del territorio con i quali stiamo discutendo da alcune settimane», promette il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, «che possa essere realizzato un tunnel da Cerchio a Bussi, con la conseguente eliminazione dei caselli di Pescina, Cocullo e Pratola Peligna-Sulmona. Ora basta. Non è accettabile che l'avvicinamento di dieci miseri minuti tra Roma e Pescara passi come uno schiacciasassi su un ambiente che dobbiamo preservare e sulle speranze di intere comunità della Valle Peligna, Valle del Sagittario e dell'Alto Sangro».

Il Comune di Sulmona ha anche chiesto il parere di geologi che hanno illustrato i grandi rischi di realizzare tunnel e gallerie a ridosso delle principali faglie sismiche della nostra area.

«Altro che Autostrada dei Parchi - continua Annamaria Casini - questo progetto cancella di fatto ogni possibilità di accesso al Parco nazionale della Majella, senza dimenticare che la zona industriale di Sulmona, area in profonda crisi, sará completamente tagliata fuori dalla connessione autostradale. Un'idea killer quella del gruppo Toto che spegnerebbe così ogni speranza di rilancio con nuove attività economiche, mettendo a serio rischio la competitività di quelle esistenti».

Secondo il sindaco Annamaria Casini anche l'ospedale di Sulmona potrebbe garantire meno prestazioni rispetto al passato: «è a rischio anche l'assistenza sanitaria per i cittadini. Questo progetto rende infatti più difficili e tortuosi i collegamenti con gli ospedali più grandi. Non ci faremo oscurare da progetti che non abbiamo condiviso e che non ci piacciono, nella sostanza e nella forma - insiste il sindaco di Sulmona - Porterò la vicenda all'attenzione del Consiglio comunale e chiederò a tutte le Amministrazioni della Valle Peligna, della Valle del Sagittario e dell'Alto Sangro di adottare un atto che blocchi questo scempio. Ambientale ed economico. Non c'é spazio per trattare. É ora di dire no - urla il sindaco Annamaria Casini - a un progetto folle ed inutile che di fatto prevede la cancellazione di un intero territorio».

Intanto alla interrogazione dei consiglieri provinciali Mazzocchi e Alfonsi il presidente della provincia ha affermato la propria contrarietà soprattutto nella sua veste di sindaco di Pratola Peligna. Nel dibattito che è seguito il consigliere Alfonsi ha sollecitato la discussione in consiglio provinciale allargata a tutti i portatori di interesse del territorio peligno e marsicano che hanno il diritto di dire la loro sul problema.

«Quello che appare comunque imprescindibile è la considerazione delle dichiarazioni dei tecnici sismologi riportate sulla stampa lo scorso febbraio», dicono Mazzocchi e Alfonsi.

«Già perché se nulla è cambiato non si comprende come si possa pensare ad un'opera già in partenza irrealizzabile. E comunque in Consiglio è auspicabile la partecipazione di rappresentanti del ministero dei trasporti e infrastrutture, dell'INGV e della regione Abruzzo. Certe scelte non possono passare sulla testa dei cittadini, ma devono essere condivise da loro. Sarebbe doloso che nella calda estate e nel clima vacanziero, (non per tutti) qualcuno prenda scellerate decisioni».
«A chi pensa male potrebbe venire in mente che il Presidente della Regione sia più interessato agli affari dell’amico Toto, che alla salute dell’ambiente e al territorio» commenta il consigliere 5 stelle Ranieri.

«Che il progetto di variante autostradale sia un’oscena speculazione è un fatto, perché pensare che il futuro della mobilità in Abruzzo possa passare ancora per la realizzazione di un’ autostrada è anacronistico».

Perplessità le esprime anche Patrizio Schiazza segretario regionale di Ambiente e/è vita: «ci si concentra su progetti faraonici e si dimentica l’ordinario come l'approvazione della legge dei Piani di Gestione dei SIC e la relativa premialità prevista nel PSR, la ripartizione di fondi straordinari alle aree protette regionali, la riforma della L.R.38/96 con il nuovo modello di governance per le Riserve Regionali ed il Parco Sirente Velino e la estemporaneità di alcuni provvedimenti di legge in discussione, quale ad esempio è il Pdl 251/2016 ”Modifiche LR 38/1996 Aree protette” che appunto snellisce la procedura sia di istituzione di nuove arre protette regionali che di revisione dei confini perimetrali delle medesime. Una politica ambientale disomogena, estemporanea e priva di contenuti programmatici alla quale occorre contrapporre una visione strategica in linea con la legislazione europea e della green economy che possiamo definire di “Sostenibilità di prossimità».

Il Wwf, Legambiente, Pro Natura, FAI, Italia Nostra, Marevivo e Archeoclub parlano invece di «schiaffo agli abruzzesi» perché le autostrade esistenti (in gestione alla società “Autostrada dei Parchi” sino al 2030, con pedaggi costosissimi per gli utenti) «sono largamente sufficienti per il traffico tra l’Abruzzo e Roma, modificarle è una vera follia. Se dovesse passare questa idea sarebbe anche necessario cambiare la denominazione sociale del gestore in “Autostrada contro i Parchi”, più aderente alla realtà».