DIETRO LE QUINTE

La gaffes di Legnini e Pezzopane a Chieti e l’inciampo sui rischi del Web…

«Aumentano i rischi con Internet». Pezzonapane gli fa eco ma il Governo Renzi sta tagliando la polizia postale

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CHIETI. «Non vi e' alcun dubbio che le comunicazioni via web hanno accresciuto la nostra qualita' della vita ma anche i rischi, come crescono i reati commessi sul web e il cybercrime, che pongono domande nuove alle forze di sicurezza, alla giustizia e alla magistratura italiana».

Lo ha detto Giovanni Legnini, vice presidente del Csm, intervenuto stamane a Chieti al teatro Marrucino all'Ict security day 2016.

Subito gli ha fatto eco la senatrice abruzzese del Pd, Stefania Pezzopane: «Condivido pienamente il grido d'allarme lanciato da vicepresidente del Csm sulla carenza d'organico nei tribunali. Quello della carenza del personale e' un problema sollevato piu' volte nel corso di questi ultimi mesi e c'e' anche un'interrogazione a mia firma indirizzata al ministro Orlando, per sollecitarlo a farsene carico. Sa situazione in Abruzzo e' davvero pesante, in particolare negli uffici giudiziari del distretto della Corte d'Appello dell'Aquila, che rischiano il collasso per carenza di personale».

La febbre da visibilità, però, porta ad improvvise amnesie: da alcuni anni, infatti, anche l’attuale governo sta attuando tagli alle sedi periferiche dei tribunali, anche perchè le carenze di organico non vengono colmate così come non vengono rimpiazzati i dipendenti in pensione. Persino le forze dell’ordine -anche dal governo Renzi- vengono maltrattate con continui tagli di organico e sopportano gli annosi problemi di carenze delle forniture più basilari come benzina e cancelleria oltre al razionamento persino degli strumenti di lavoro e dotazioni di sicurezza (che dire di un solo giubbotto antiproiettile per pattuglia che di poliziotti ne conta almeno due?).

Ma siccome si sta parlando di sicurezza informatica di certo il governo avrà pensato di dotare la polizia Postale di mezzi all’avanguardia e di finanziamenti adeguati per stare al passo con il cybercrime.

Nemmeno per sogno.

Legnini di Chieti, dice a Chieti che sono aumentati i pericoli del web e a qualche chilometro di distanza proprio la sezione teatina della polizia postale è in procinto di essere chiusa dopo essere stata negli ultimi anni “asciugata” di mezzi e uomini. E dire che i compiti della Polizia postale sono importantissimi e vigilano proprio quel mondo ancora misterioso e insidioso del web e del deep web e a questo corpo vengono girate tutte le investigazioni inerenti.

Il disegno in atto da alcuni anni porterà il governo Renzi a tagliare 80 sedi periferiche su 100 della polizia Postale in tutta Italia con relativo assorbimento degli uomini presso le varie questure.

In pratica in nome di un presunto e mai dimostrato risparmio si accorperebbe la Postale con la questura; così quegli stessi uomini che hanno acquisito competenze specifiche e tecniche saranno chiamati “dove serve” e dunque a svolgere mansioni diverse proprio a causa della carenza di organico, anche delle questure.

Per ora la mobilitazione è rimasta strisciante e si muove sul web e sui social mentre alcuni sindacati non sono sembrati così incisivi.

Sta di fatto che al di là della propaganda il problema è serio visto che verranno “razionalizzati” reparti che svolgono un lavoro che interessa sempre più persone.

Non si dimentichi che la sezione di Chieti della Postale è competente della intera provincia che è la maggiore d’Abruzzo, già sotto organico da anni e con mole di lavoro che spesso non si riesce ad evadere nei tempi previsti dalle leggi.

Il provvedimento del governo che dovrebbe essere attuato all’inizio del 2017 (tra sette mesi) prevede il taglio delle sezioni minori, per esempio Pescara che è compartimento regionale non sarà toccata.

Quali saranno gli effetti di questa “riforma” è probabile che emergeranno dalle statistiche sulla criminalità del 2018…

Eppure le finalità dell’appuntamento organizzato dal Corecom sono nobili: diffondere una conoscenza ad ampio spettro su una molteplicita' di tematiche: dal corretto utilizzo degli strumenti digitali fruibili in Internet, alla comprensione dello stato dell'arte della sicurezza informatica; dalle testimonianze di autorevoli protagonisti del mondo del Cyberspazio, fino alle analisi di geopolitica e agli interventi di prestigiosi rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e militare.

Presenti, tra gli altri, Antonello Giacomelli, vice ministro allo Sviluppo Economico-Comunicazioni e il presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti, Stefano Pallotta.

SEMPRE PIU’ ON LINE

«In un mondo sempre più online», dichiara il presidente del Corecom Abruzzo, Filippo Lucci, «dove le informazioni trasmesse in tempo reale rappresentano il vero combustibile di quel motore in grado di generare tutti gli eventi che influenzano i settori dell’economia, della politica e della finanza, il contenitore informativo della Rete rappresenta il vero strumento di potere del terzo millennio. Soprattutto nell’ultimo decennio, grazie alla diffusione di strumenti tecnologici avanzatissimi ed economicamente accessibili alle masse, ed in funzione della inarrestabile ascesa esponenziale dei social network, il tessuto sociale mondiale ha subìto una inaspettata modificazione, trasformando tutti noi in “individui digitali” costantemente online, interconnessi all’interno di quel mondo virtuale in cui stiamo trasferendo le nostre stesse esistenze reali».

«Ma la questione della cyber security», aggiunge Lucci, «non investe soltanto la vita e la privatezza delle informazioni del singolo cittadino. Essa è una problematica che assume una enorme rilevanza anche per tutte le nazioni del pianeta. Le violazioni di segreti di Stato, le intercettazioni telefoniche, il terrorismo cibernetico, le cyber war condotte da gruppi di hackers pilotati da gruppi criminali e organizzazioni terroristiche estremiste, sono solo alcune delle attività criminose che quotidianamente si consumano nel mondo virtuale. Le aziende, le istituzioni e soprattutto i cittadini devono prendere coscienza della pericolosità di ciò che è definito come “ecosistema digitale’’, ossia l’habitat tecnologico in cui l’individuo del terzo millennio sta trovando una nuova dimensione. La violazione dei diritti civili, il condizionamento psicologico nei social network, il furto di identità digitali, il cyber terrorismo, sono solo alcuni dei cyber crimes che stanno mettendo in serio pericolo la stabilità e la sicurezza delle popolazioni mondiali».

Tutto giusto. Allora come si spiega che il governo invece di potenziare il settore preposto alla vigilanza e repressione di questi fenomeni lo smembri?