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Pd Abruzzo: «M5s vuole la chiusura dell’aeroporto». Aiuto: «vergognoso delirio»

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PESCARA. «Ci sono abruzzesi che lavorano contro l'Abruzzo. Chi è eletto dovrebbe tutelare il territorio e risolvere i problemi. La Aiuto non è stata d'aiuto all'Abruzzo.

Ora, visto che mi risulta che l'onorevole parte per Bruxelles da Pescara, presenterò io stesso una interrogazione per sapere se qualora avesse chiuso l'aeroporto la Aiuto sarebbe andata a Bruxelles a piedi'».

Come preannunciato il Pd abruzzese oggi ha tenuto una conferenza stampa per rincarare la dose iniettata via social dal presidente D’Alfonso e che di fatto ha dettato la linea della attuale classe dirigente non solo sulle vicende inerenti l’aeroporto ma anche sul tipo di cultura politica nella quale è stato immerso l’Abruzzo.

Critiche e strali dunque sono partiti anche da Camillo D'Alessandro (Pd) all'indirizzo della europarlamentare vastese grillina Daniela Aiuto all'indomani della bocciatura da parte della Ue di una interrogazione in merito a presunti aiuti di stato da parte della Regione per la Saga, la società che gestisce l'aeroporto di Pescara.

«Se fosse passata l'interrogazione l'aeroporto avrebbe chiuso: per quanto legittima, l'iniziativa della Aiuto, ci avrebbe reso ancora più isolati e marginali - ha proseguito D'Alessandro - Mentre il Pd cerca di risolvere i problemi, qui assistiamo al fuoco amico, mentre il contrario è il tradimento. Ci chiediamo allora se la Aiuto fosse stata al Governo del paese cosa avrebbe fatto: avrebbe impugnato tutte le leggi della Regione?»'.

Il segretario regionale del Pd Marco Rapino ha poi parlato di «demagogia strumentale per colpire una iniziativa politica».

Pur non contestando la legittimità dell'azione politica della deputata europea grillina, D'Alessandro ha però puntualizzato che «anche se avessi avuto il minimo dubbio sulla legittimità dei finanziamenti non avrei mai fatto nulla contro la mia regione, perchè per me viene prima l'Abruzzo».

E le reazioni scomposte ormai non si contano più e non è un bello spettacolo.

Gianluca Vacca deputato M5s ha accusato D’Alfonso di essere il tipo di politico che ha rovinato l’Italia ed aveva aggiunto : «attaccare donne, come fa lei a quanto pare di frequente (prima Sara Marcozzi, ora Daniela Aiuto) con gesti violenti e parole umanamente degradanti, è inqualificabile, e l'avvicina più ai 'bruti' che non agli inseguitori di "virtute e canoscenza" (per citare Dante, come lei ama fare credendo di darsi un tono). In una sola parola: si vergogni».

Ha risposto il consigliere di D’Alfonso, Catena, sminuendo e denigrando il ruolo fin qui tenuto dal deputato abruzzese asserendo che lui ed i suoi colleghi grillini nulla hanno fatto fin qui.

«Il problema degli esponenti eletti nei Cinque stelle non è di essere cittadini onerosamente prestati alla politica, ma di essere cittadini onerosamente e casualmente prestati a funzioni che non sono in grado di svolgere», ha detto Catena, «dal deputato Vacca vogliamo sapere cosa lui ed i suoi colleghi pentastellati hanno prodotto per la loro regione in 38 mesi di rappresentanza parlamentare, cosa hanno prodotto in 23 mesi i suoi colleghi parlamentari europei e consiglieri regionali del M5S, tolte le iniziative contro l’aeroporto e le interrogazioni utili solo a manifestare la propria esistenza in vita. Non si possono avere ruoli e non rendere mai conto dei risultati che si producono. Anche questa è trasparenza».


DANIELA AIUTO: «VERGOGNOSO DELIRIO»

«Vergognoso il delirio di onnipotenza del governatore D’Alfonso», dice l’europarlamentare Daniela Aiuto da D’Alfonso ribattezzata “onorevole Ostacolo”. «Rimango sconcertata dai toni volgari ed offensivi con cui il Presidente si è rivolto alla sottoscritta in un bieco tentativo di scarico di responsabilità, con la sua più nota violenza verbale. Violenza della quale il Presidente ormai fa sfoggio quotidianamente senza alcuna remora nei confronti delle donne e delle istituzioni. Ha tentato vanamente di far ricadere su di me le responsabilità della crisi dell’Aeroporto d’Abruzzo. Colpe che sono in toto della Regione e della società di gestione SAGA. In uno dei suoi giochi abituali di riflesse responsabilità. L’interrogazione alla Commissione europea alla quale si riferisce il Governatore risale alla fine del mese di gennaio, quando scoppiò lo scandalo RyanAir. L’interrogazione voleva far luce sulla scellerata gestione dell’Aeroporto d’Abruzzo, perpetrata negli anni. Quarantotto milioni di euro di fondi che la Regione ha erogato dal 2000 ad oggi alla SAGA, con contratti che quest'ultima ha stipulato con RyanAir nel 2009, poi rinnovati nel 2014, in scadenza proprio quest’anno. Nulla di tutto questo è stato mai notificato all'Unione europea, come invece previsto dal trattato sul funzionamento dell'Ue. E non per chiedere alla Commissione europea di chiudere l'aeroporto d'Abruzzo, come ha affermato ieri sera il gran Governatore d'Abruzzo in uno dei suoi ultimi deliranti post in merito. Evidenza che le interrogazioni neanche le ha lette ed esterna per sentito dire. Nel mese di gennaio», ha aggiunto Aiuto, «nel pieno svolgimento del mio mandato di eurodeputata, agendo nell'esclusivo interesse degli abruzzesi, già tartassati da tasse regionali, da surplus di ticket sanitari e dalla gestione allegra dei bilanci, ho chiesto chiarimenti alla Commissione europea con due interrogazioni. Ho risposto così alle numerose sollecitazioni arrivate dal territorio, dove evidentemente i cittadini non si sentono più rappresentati. I contratti con RyanAir sarebbero da ritenersi "nulli di pieno diritto". È necessario fare chiarezza, soprattutto alla luce dell'annuncio del vettore irlandese di abbandonare lo scalo d’Abruzzo.

Lavorare affinché si faccia luce e trasparenza sull'uso di tali fondi pubblici, soprattutto quando si ravvisano anche comportamenti illegali: questo è il mio dovere. Ma forse "ficcare il naso" nei loro affari da fastidio.

Io non mi fermo qui e certamente l'atteggiamento "intimidatorio" del Governatore non mi spaventa. Si rassereni il Governatore, presenterò presto altre interrogazioni alla Commissione europea, fino allo sfinimento, pur di far alzare l'attenzione su quello che accade in Abruzzo. Ricordiamo che, se ci dovesse essere una chiusura dell'aeroporto d'Abruzzo, cosa che scongiuriamo, sarà responsabilità di una gestione pessima del l'infrastruttura perdurata per anni e anni, e non certo perché un cittadino portavoce degli abruzzesi a Bruxelles fa una lecita domanda agli stessi uffici di Bruxelles che dovrebbero verificare la correttezza dei comportamenti di chi amministra tali infrastrutture».