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Consiglio regionale, tutto rimandato. Forza Italia: «D’Alfonso non sta producendo niente»

Saltata anche la sessione straordinaria

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ABRUZZO. La seduta odierna del Consiglio regionale è stata rinviata. La nuova data del Consiglio regionale sarà decisa dalla Conferenza dei Capigruppo, che verrà convocata dopo il 5 maggio.

Così come è saltato il Consiglio regionale straordinario sui trasporti e dire che la situazione regionale è veramente critica con l’aeroporto d’Abruzzo che rischia la chiusura dopo l’abbandono di Alitalia e Ryanair e l’aumento delle tasse del Governo Renzi; i porti alla paralisi, con il blocco del dragaggio per quello di Ortona e la mancata approvazione del Piano regolatore per quello di Pescara. E poi ancora impossibile trovare i progetti nuovi sulla messa in sicurezza delle autostrade A24-A25, impossibile avere notizie sul rischio di pedaggio per l’asse attrezzato Pescara-Chieti e sulla Teramo Mare; la Tua è già in crisi, la Cgil ha dichiarato lo sciopero generale del trasporto pubblico per il 13 maggio.

Non solo: ai problemi già noti, si aggiungono quelli annunciati dalla dirigente Picardi che, in Commissione, ha già detto che la prossima manovra finanziaria prevede l’ennesimo aumento del costo dei biglietti e l’ulteriore perdita di diversi chilometri di percorrenza dei bus per compensare i nuovi tagli operati dal Governo Renzi per 18milioni di euro.

La giustificazione ufficiale è stata il mancato ritorno in sede del Governatore, impegnato a Roma per il Piano di riordino della sanità, ma secondo il centrodestra la verità è che la maggioranza è scollata e mai avrebbe superato l’impatto del Consiglio straordinario sulla crisi dei trasporti.

«Ennesima fumata nera in Consiglio regionale: così accade dall’inizio dell’anno, da quando non è stato ancora licenziato nessun provvedimento a causa principalmente delle frizioni interne alla maggioranza», dice il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo.

Oggi, nel programma dell’Assise regionale che prevedeva la solita sfilza di interrogazioni e interpellanze proposte dalla minoranza, c’erano ben 4 progetti di legge dell’assessore Sclocco che non è riuscita a farli approvare in Commissione, cioè dalla sua maggioranza.

«Per questo»; va avanti Febbo, «ne ha chiesto l’inserimento nell’ordine del giorno, ciò a dimostrazione dell’evidente scollamento tra il Governo regionale e i Consiglieri».

Nel corso della scorsa settimana, ieri e anche questa mattina, la Prima Commissione Bilancio convocata per licenziare sette provvedimenti si è incagliata sull’approvazione di un unico documento (Cram e Ater) a firma dell’assessore Di Matteo, anch’esso bloccato e poi rinviato a data da destinarsi in considerazione del fatto che i lavori consiliari riprenderanno a termine di Legge dopo il 10 maggio a causa della presentazione delle liste elettorali.

«Quindi la “macchina da guerra” comandata da D’Alfonso si è dimostrata caricata a salve e di fatto non sta producendo alcun risultato utile all’economia regionale anzi», continua Febbo, «l’Abruzzo non sta sfruttando le ingenti risorse europee che sono le uniche reali opportunità realmente disponibili. Capitolo a parte merita l’elezione del Garante dei detenuti, addirittura non inserito nell’ordine del giorno odierno, per cui se ne riparlerà forse dopo l’estate».
«Giustamente», contesta Lorenzo Sospiri, «il Governatore D’Alfonso con la sua maggioranza fanno rinviare la seduta straordinaria odierna del Consiglio regionale convocata sul disastro dei trasporti abruzzesi, una scelta inaccettabile, scellerata, da parte di una maggioranza di sinistra ormai a pezzi e che versa in un immobilismo imbarazzante. Ovviamente il rinvio odierno sarà inutile, non consentiremo al Governatore di sfuggire in eterno a quelle che sono sue precise e dirette responsabilità».


Il Movimento 5 Stelle rivendica invece lo stop alle modifiche contenute nella legge Omnibus. «Grazie a noi», dicono i pentastellati, «sono stati eliminati i tagli ai fondi per la manutenzione ristrutturazione e messa in sicurezza degli alloggi popolari; una de-regolamentazione rispetto alle aree attrezzate per i turisti e una sanatoria rispetto alle vecchie autorizzazioni. Inoltre la maggioranza è stata costretta a fare un passo indietro anche su quell'articolo che da molti era stato definito “liberalizzazione” per la nomina a dirigenti: una modifiche che prevedeva la nomina senza concorso, in barba ad ogni forma di meritocrazia».