DECLASSAMENTO

Porti. D'Alfonso, «con Ancona condannati a secondarietà»

Febbo (Forza Italia): «sconfitta del governo regionale»

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ABRUZZO. «Vogliamo conservare i nostri porti e se restassimo con Ancona saremmo condannati ad un ruolo di secondarietà, mentre con Civitavecchia (Roma) assumeremmo un primato in collaborazione».

Così il governatore Luciano D'Alfonso, questa mattina a Pescara, ha spiegato l'opposizione della Regione Abruzzo al Piano della riforma dei porti approvato dal Consiglio dei ministri. Una riorganizzazione che vede il porto di Ortona (Chieti) inserito nell'autorità di sistema portuale numero 12, denominato "Mare Adriatico Centrale", con sede ad Ancona e comprendente anche Pescara, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Falconara (Ancona) e Pesaro.

Anche Confcommercio Pescara contesta la riforma dei porti: il presidente Franco Danelli spiega: «siamo delusi dalla scelta operata dal Governo, nell’ambito della riforma delle Autorità Portuali, di inserire i Porti di Pescara ed Ortona all’interno dell’Autorità di Ancona anziché di quella di Civitavecchia. Eppure sia il Governo Regionale che le associazioni che rappresentano l’economia abruzzese si sono espresse da tempo a favore dello sviluppo del corridoio Tirreno-Adriatico e quindi sulla sinergia fra i nostri porti con quello di Civitavecchia. Appare evidente, infatti, che l’inserimento di Pescara ed Ortona nell’Autorità Marittima di   Ancona mortifica le legittime aspettative dei nostri porti di un incremento del traffico marci e passeggeri con i Balcani e con la Grecia che ovviamente la città marchigiana ha tutto l’interesse ad attrarre nel proprio bacino.
Diversamente la sinergia con Civitavecchia avrebbe favorito lo sviluppo dei Porti di Pescara ed Ortona quali “Porte sui Balcani” per il versante tirrenico che ha tutto l’interesse a potere godere di uno sbocco sull’Adriatico per implementare un corridoio commerciale e turistico di grandi potenzialità».

Confcommercio si rammarica del fatto che i parlamentari abruzzesi non abbiano fatto sentire la propria voce al riguardo sostenendo e difendendo la scelta fatta dal territorio e ribadita dalla Regione Abruzzo a favore dell’Autorità di Civitavecchia.
Secondo Forza Italia, invece, quella del centrosinistra sarebbe una sonora sconfitta. «In questi ultimi due anni – commenta Febbo - abbiamo sentito e risentito fino alla nausea attraverso conferenze stampa, pomposi convegni e tavole rotonde altamente istituzionali e qualificate che l’Abruzzo doveva entrare nelle grandi reti di comunicazione transeuropee attraverso un sistema integrato trasversale della logistica e della mobilità tra il corridoio Tirrenico e quello Adriatico. Oggi invece registriamo che Ortona e Pescara sono finiti nell’autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale Ancona invece di Civitavecchia e addirittura scompare, anzi viene stralciata, Vasto dalla geografia portuale. Una scelta politica illogica che la dice lunga sui rapporti e la considerazione che il governo centrale ha nei confronti dell’Abruzzo».

«Noi lavoriamo alla modifica del provvedimento, nel quale sarà garantita la volontà e la scelta strategica della Regione Abruzzo, perché faremo valere le nostre ragioni politiche e di legittimità giuridica. Le chiacchiere le lasciamo agli altri», gli replica però il consigliere regionale delegato ai Trasporti, Camillo D’Alessandro.