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Le «monellerie» fanno paura: arrivano i vigilantes in consiglio regionale

Polemiche a non finire, accuse, e pesanti strascichi giudiziari dopo l’occupazione di ieri del M5s

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ABRUZZO.  Mancata trasparenza, protesta pacifica, reazioni scomposte e poi accuse diffamatorie sui social, minacce e intimidazioni, eloquio scurrile e incivile. Non manca nulla nello scenario politico di fine anno che da ieri sembra più concentrato sulla protesta dei grillini che sui provvedimenti da adottare e sulle modalità innovative che impediscono piena trasparenza. C’è troppo, e molto è fuori luogo. Questa mattina dura presa di posizione di centrodestra e centrosinistra su quanto alcuni hanno letto sui social, offese e minacce inescusabili all’indirizzo di figli e famiglia di consiglieri regionali, Camillo D'Alessandro il più contestato dai leoni da tastiera.  

Così dopo la «monelleria» dei 5 Stelle ieri in Consiglio regionale (copyright del presidente D’Alfonso) arrivano nuovi strascichi della vicenda che ha animato l’assise pubblica, finendo sui giornali di mezza Italia.

 Il consigliere regionale Camillo D’Alessandro, ripreso dai 5 Stelle mentre dice «io preferisco la rissa» e dà uno schiaffo sul cellulare del consigliere regionale grillino Domenico Pettinari che lo sta riprendendo «senza consenso», è stato infatti sommerso da commenti volgari e offensivi sulla sua pagina Facebook. I commentatori ‘folli’ si sono scatenati anche sotto la foto dei suoi figli o in messaggi privati che D’Alessandro spiega di aver già girato alle autorità competenti che sono andati a trovarlo per verificare se sia solo folklore o se ci siano minacce concrete.

E questa mattina, all’apertura del Consiglio regionale, l’Ufficio presidenza (che ha adottato la censura contro i grillini richiamandoli ad un comportamento consono e al rispetto dell’istituzione) ha espresso piena solidarietà a D'Alessandro: «si tratta di minacce», ha detto il presidente Di Pangrazio, «che non mettono i consiglieri nelle condizioni di serenità».

«Quando si mette in rete qualcosa ricostruendo faziosamente il contenuto arrivano minacce da tutta Italia e spero che qualcuno capisca che chi mette fuoco prima o poi qualcosa brucia», ha detto D’Alessandro.

Il clima dipinto questa mattina è a tinte molto fosche: i politici ed i consiglieri eletti democraticamente sembrano intimiditi da gruppi di facinorosi che a parole sarebbero pronti ad azioni poco civili e gentili.

Le accuse mosse più o meno velatamente sarebbero all’indirizzo dei sostenitori dei 5 Stelli che «con nome e cognome e con la foto del profilo un simbolo di partito» non hanno ritenuto sconveniente inveire, ingiuriare o accusare attraverso il filtro dei social.

Intanto oggi il presidente del Consiglio regionale, Giovanni Di Pangrazio, ha disposto che due agenti della vigilanza privata operino un presidio nei due ingressi agli scranni del governo regionale.

Ieri la protesta innescata dal fatto che secondo i grillini la maggioranza di centrosinistra non ha consegnato le carte sui documenti contabili, ha provocato la reazione del presidente della Giunta, Luciano D'Alfonso, che ha fatto alzare energicamente dalla sedia il consigliere Sara Marcozzi per liberare gli scranni occupati.

L’azione di forza per il presidente sarebbe ampiamente giustificata.

«Stamattina ho voluto riappropriarmi della mia posizione in Consiglio regionale», ha scritto su Facebook D’Alfonso, «una posizione che mi è stata assegnata da oltre 319mila abruzzesi - più del doppio dei voti presi dal M5S - con un voto democratico e che il M5S ha ritenuto di occupare in maniera illegittima calpestando le più elementari norme di convivenza civile. Ho tenuto un comportamento rispettoso dei miei doveri di amministrazione attiva e dell’integrità fisica di chi stava commettendo un atto di occupazione indebita, sul quale le Forze dell’ordine effettueranno sicuramente accertamenti per verificare l’eventuale sussistenza di reati. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio ha votato all’unanimità - quindi con il consenso delle opposizioni presenti - la censura all’operato degli appartenenti al M5S. Auspico che in futuro il confronto possa avvenire solo sulla base della espressione delle idee e non sulla ricerca di un momento di notorietà provocato con comportamenti indegni di un’aula consiliare regionale».

Dopo la bagarre  l'uscita dall'aula dei grillini che non hanno partecipato ai lavori. Oggi è prevista la riunione del consiglio regionale chiamata ad esaminare la legge di stabilità e il bilancio di previsione alla quale, secondo quanto si è appreso, non saranno in aula. Ieri sera entro mezzanotte quando si è conclusa la discussione generale sulla legge di stabilità, il centrodestra ha presentato circa 1700 emendamenti.

Ma come nel caso di ieri del documento di programmazione economico finanziario (Dpef), anche oggi scatterà la cosiddetta legge tagliola che li ridurrà a 5 a consigliere. Il clima che si respira da ieri e' incentrato sulla ricerca di un intesa tra centrosinistra e centrodestra per riuscire a chiudere la partita nella serata di oggi.

M5S:«SULLA TRASPARENZA LA GIUNTA D’ALFONSO MENTE SAPENDO DI MENTIRE»

«L’irresponsabilità di questo Governo si palesa nell’occultamento dei documenti ai cittadini, nella mancanza di condivisione e trasparenza», affermano oggi i consiglieri pentastellati, «quello che vediamo in questi giorni è una politica chiusa, a cui noi ci opponiamo in tutti i modi possibili. Per settimane abbiamo chiesto invano che i capitoli di bilancio venissero consegnati ai cittadini, anche supportati dal parere del Collegio per le Garanzie statutarie che ha confermato la legittimità della richiesta del M5S. Ma la Giunta D’Alfonso ha interpretato “a suo abuso e consumo”, la norma.
Infatti se è vero che la legge predispone l’uniformità nelle modalità di redazione del bilancio in tutte le regioni, non vieta affatto la conoscibilità dei capitoli ai consiglieri. Anzi, dalla lettera della norma si evince che i capitoli debbano essere contenuti all’interno del macroaggregato da trasmettere ai consiglieri. E chi afferma il contrario mente sapendo di mentire. Tanto è vero che in Veneto, Lazio e Friuli, solo per citare qualche esempio, le rispettive Giunte hanno fornito la documentazione completa dei capitoli di spesa. Addirittura in Piemonte l’applicazione della nuova forma di redazione di bilancio è stata rinviata all’anno prossimo. Perchè la Giunta abruzzese non vuole seguire il modello delle altre Regioni? Cosa non vuole far sapere? Una risposta che non arriverà agli abruzzesi e che, anzi, davanti ad una richiesta forte da parte nostra, ha scatenato l’ira della maggioranza che non potendo controbattere con valide argomentazioni ha reagito in un modo incommentabile».

 IPSE DIXIT: QUANDO CAMILLO D'ALESSANDRO OCCUPAVA I BANCHI DELLA GIUNTA (DI CENTRODESTRA)

Era il 2013 e il consigliere Pd Camillo D’Alessandro inscenò una protesta pacifica con tanto di cartelli nell’aula del consiglio regionale. In quel caso si parlava del declassamento del reparto di senologia di Ortona. Allora D’Alessandro disse:

«Sono stato costretto ad occupare i banchi della Presidenza del Consiglio regionale per denunciare la grave decisione di declassare senologia ad Ortona, centro di eccellenza in Italia. Una decisione questa contro le donne, contro la sanità che funziona , contro gli abruzzesi.


Sono ridicole le scuse del manager e del centro destra che sostengono che non cambierà nulla. Bene allora se nulla cambierà a cosa è servito chiudere l'unità operativa complessa di senologia ad Ortona per istituire una finzione , un programma chirurgico senologico , che non esiste altrove. Proprio ad Ortona che avevano annunciato di farlo diventare l'Ospedale della donna proprio li, declassano senologia e colpiscono il punto nascite.

Alle 13 è iniziato in consiglio ma  alle 13:08 già la maggioranza non aveva il numero legale, erano in 15, dovevano essere almeno in 23 per garantire il numero legale. Per l'ennesima volta, in cinque anni, la maggioranza è assente, ormai siamo alla patologia cronica: nessun provvedimento approvato da mesi ed oggi introno alle 13:20 hanno rinviato tutto, consiglio , Question time e commissioni , ma lo stipendio se lo prendono , se ne fregano di senologia, ed in queste condizioni vogliono trascinare fino a maggio».