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Forza Italia boccia D’Alfonso: «un anno orribile»

Conferenza stampa di fine anno per gli azzurri

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ABRUZZO. Bilancio di fine anno per Forza Italia che questa mattina in conferenza stampa, prima dell’inizio del Consiglio comunale, ha bocciato su tutta la linea l’amministrazione D’Alfonso.

Dall’analisi fatta dal centrodestra l’Abruzzo starebbe perdendo tutte quel vantaggio accumulato quando a governare c’era Chioci.

«Si conclude un anno orribile, con una Finanziaria orribile, che contraddistingue una Regione che, come confermano tutti i dati tendenziali economici, sta arretrando in controtendenza rispetto alla gestione Chiodi», ha detto il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina all’Aquila dal gruppo consiliare di opposizione.  

«Nel 2016  - aggiunge Sospiri - in Abruzzo ci saranno meno servizi ospedalieri, meno ospedali nelle aree interne e meno pronto soccorso».

«Gravissima» è stata definita la revoca dei 28 milioni destinati ai Comuni per il dissesto idrogeologico. «Un disastro che abbiamo tentato di contrastare e oggi, come nei giorni scorsi, daremo battaglia sui documenti di programmazione finanziaria. È la filosofia stessa della finanziaria che va cambiata: da una manovra fatta di sole tasse, vecchie e nuove seppur mascherate, a una finanziaria che punti alla riduzione delle tasse e allo sviluppo».

«Quello che ci ha stupito è l’inconsistenza amministrativa e programmatica della maggioranza – ha dichiarato il Presidente emerito Gianni Chiodi - tanto abile nella narrazione, nel fra credere, promettere ed evocare e altrettanto incapace di tradurre il tutto in atti concreti. La loro azione di governo è facilmente riassumibile in aumento delle tasse, indebitamento e riduzione dei fondi alla sanità pubblica in favore della sanità privata. Noi abbiamo al momento 134, 5 milioni di gettito fiscale, cui vanno sottratte le rate delle cartolarizzazioni residue dal 2016 al 2020 pari a 56 milioni annui (a differenza dei 98 pagate fino al 2014, già ridotte a 77 nel 2015) per un saldo positivo di 74 milioni che però non può ritenersi libero perché bisogna far fronte alla novella che prevede la copertura dei deficit in 7 anni mentre potrebbero tranquillamente spalmarlo in 10 anni liberando così risorse per 26 milioni da destinare alla riduzione delle tasse».

Il vice Presidente del Consiglio regionale, Paolo Gatti ha evidenziato  come «dei 100mila posti di lavoro in cinque anni promessi solo l’anno scorso, dobbiamo amaramente prendere atto dei 30/40mila occupati in meno in Abruzzo: un dato tristemente significativo di come questa maggioranza sia più brava nel creare suggestioni che risolvere i problemi degli abruzzesi. La nuova legge elettorale non è ancora pervenuta, altrettanto il collegato alla finanziaria del 2015. Si è confermata la mancanza di risorse per lavoro e sviluppo e, se si considera che il macroaggregato sui fondi sociali è di soli 22 milioni di euro (di cui almeno 12 dovrebbero coprire i ticket, senza calcolare tutti i servizi sociali) ci chiediamo come possano, con una cifra così esigua, garantire un decoroso livello di tali servizi. Di fronte a un bilancio ‘crepuscolare’ e stanco, il nostro obiettivo è quello di ridurre il danno che gli abruzzesi subiranno».

«Quella che si giocherà oggi – aggiunge il Consigliere Emilio Iampieri – è una partita a poker a carte coperte, visto che siamo chiamati ad approvare il bilancio senza conoscere neanche i singoli capitoli di bilancio. Gran parte degli impegni assunti da D’Alfonso nel suo programma sono stati disattesi: basti pensare alla promessa legge sulla Ricostruzione dell’Aquila – pagine 13 e 14 del programma – che avrebbe dovuto fare dell’Aquila “il più grande cantiere di restauro tecnico e architettonico del mondo” tanto da chiamare a collaborare, sotto la regia della Regione Abruzzo, “i migliori maestri italiani e europei” dando vita a un’esperienza formativa per studenti e architetti provenienti da ogni parte del pianeta attraverso l’istituzione di una “scuola della ricostruzione” che sarebbe stata possibile grazie a un cospicuo finanziamento regionale. Ed invece è stata solo licenziata una legge sulla Perdonanza, cui anche noi abbiamo contribuito, ma senza incidere sulle esigenze di una ricostruzione che procede ancora troppo lentamente».

Il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo ha chiesto che D’Alfonso spieghi , tra le tante incongruenze di un bilancio nascosto, «per quale motivo non può essere utilizzato per le aree interne il milione e mezzo di oneri per il piano di rientro. Se è vero che siamo usciti dal commissariamento, come ci ripetono da mesi, quella somma va sostenuta dal governo nazionale. Per non parlare del comitato Via, di fatto commissariato e diventato onerosissimo. Le nuove aziende devono passare per il Via e ogni pratica costerà migliaia di euro, uno stravagante incentivo per facilitare l’iniziativa economica senza la quale è improbabile parlare di ripresa. La semplice richiesta di documenti verrà a costare invece 500 euro. È così che intendono tutelare l’ambiente? Altro capitolo dolente è il Masterplan, un vero e proprio bluff: si tratta di un atto nullo in quanto non è stato approvato dal Consiglio Regionale, come si conviene agli atti di programmazione, e non c’è neanche la valutazione ambientale strategica (Vas). Si tratta, peraltro, di 130 milioni deliberati dal CIPE durante l’amministrazione Chiodi e per il resto sono solo chiacchiere, come i 10 milioni promessi ai parroci per le Chiese, ovviamente mai arrivati e ora confluiti in questo crogiuolo di retromarce e spot post elettorali».