CONSIGLIO REGIONALE

M5s occupa banchi della giunta, D’Alfonso si riprende la poltrona con la forza

Marcozzi spintonata e sale la tensione

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ABRUZZO. Azione dimostrativa dei consiglieri 5 Stelle che stamattina hanno occupato i banchi della giunta mentre l’aula del consiglio regionale era ancora deserta. Poi ad un certo punto è arrivato il presidente D’Alfonso e si è ripreso la poltrona con la forza ed un gesto affatto gentile nei confronti di Sara Marcozzi costretta ad alzarsi.

 «Questa è la mia sedia», ha detto D’Alfonso prendendo lo schienale e sollevandolo con forza. Poi, una volta seduto, ha appallottolato alcuni cartelli dei grillini e li ha gettati per terra.

Il lungo ed estenuante consiglio non era ancora iniziato e ha fatto subito discutere la protesta e la successiva presa di posizione del governatore che avrebbe potuto essere di certo più diplomatico. Ma la tensione era alle stelle e quando è così le staffe si perdono facilmente.

Ma qual è il problema?

 «La Giunta Regionale Abruzzese PD nasconde il bilancio alle opposizioni e, dunque, ai cittadini», dice Sara Marcozzi, «oggi si dovrebbero votare in Consiglio il DEF Regionale e la Legge di bilancio. Il M5S ha occupato i banchi della Giunta. Resteremo qui finché non ci consegneranno tutti i documenti, capitoli di bilancio compresi. I cittadini abruzzesi vogliono sapere come vengono spesi i loro soldi».

A Palazzo dell'Emiciclo e' in programma la seduta dedicata all'esame del documento di programmazione economico finanziario, la Legge di stabilita' e il Bilancio di previsione 2016. La protesta segue le continue denunce dei grillini contro la maggioranza di centrosinistra di non avere a disposizione informazioni sufficienti su legge di stabilita' e bilancio di previsione.

Tra gli striscioni si legge "dal palazzo di vetro a una camera oscura", "meno sprechi, piu' servizi, bilancio 2016", "Bilancio nascosto".

La sessione di bilancio in consiglio è dunque cominciata in un clima di forte tensione dopo che la commissione bilancio, i cui tempi sono stati contingentati alle 23, ieri sera si era chiusa senza l'approvazione dei tre documenti contabili. Il nulla di fatto e' stato causato secondo la maggioranza per gli emendamenti ostruzionistici delle opposizioni di centrodestra e dei grillini che dal canto loro hanno accusato il centrosinistra di non aver messo a disposizione le carte.

GLI SPINTONI

IL PRESIDENTE SPOSTA IL CONSIGLIO IN ALTRA AULA

Il presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio ha tentato in tutti i modi e con le buone di far alzare i consiglieri del M5s che però sono rimasti fermi, immobili ed in silenzio al posto della giunta.

Dopo aver parlato del ruolo democratico del consiglio si è detto costretto ad intervenire accusando i consiglieri del M5s di interruzione di pubblico servizio.

Di Pangrazio allora ha invitato gli uscieri ad avvertire formalmente i consiglieri grillini dopo di che ha annunciato che il consiglio si sarebbe tenuto nell’aula della commissione consiliare.

A questo punto Mauro Febbo (Fi) si è alzato in piedi ed ha iniziato ad inveire contro il presidente del consiglio accusandolo di perpetrare «un crimine» che «sarà ricordato nella storia».

Lo scontro continuerà perché i consiglieri non si muoveranno nell’altra sala.

Il tutto è cominciato perché la maggioranza di centrosinistra, ed il Pd in testa, interpretando le nuove norme sostengono che i consiglieri di opposizioni possono avere solo alcune carte del bilancio, cioè i dati aggregati ma non tutto il dettaglio del documento che sono chiamati a votare e dunque a valutare.

Il centrosinistra è rimasto fermo sulle proprie posizioni facendo ancora una volta sfoggio della propria “potenza” ma dal punto di vista politico le conseguenze non saranno indolori.

Non si era mai vista una cosa del genere ed uno spettacolo così avvilente e offensivo per le istituzioni.

M5S FUORI DALL’AULA, FEBBO:«ORA E’ CHIARO CHI FA OPPOSIZIONE»

«Alla nostra azione dimostrativa a tutela dei soldi degli abruzzesi è seguita una azione violenta da parte del Presidente Luciano D’Alfonso. Abbandoniamo l’aula perchè non ci sono stati consegnati i capitoli di bilancio, dunque non c’è niente di cui discutere. Il Gruppo Consiliare esprime solidarietà alla collega Sara Marcozzi, unica donna in Consiglio», hanno detto i consiglieri del Gruppo Consiliare M5S Abruzzo.

«Dopo l'applicazione del regolamento», spiega il consigliere regionale Pietro Smargiassi, «hanno applicato su di noi la censura ovvero la votazione nel prossimo consiglio di una punizione di due giornate di sospensione. Poi hanno spostato il consiglio in aula di commissione. Dopo una decina di minuti abbiamo lasciato l'aula. Eravamo rimasti soli. Loro dopo 30 minuti sono tornati in aula. Noi non partecipiamo alla discussione di un bilancio al buio. Non ha senso: non abbiamo alcuna prontezza delle voci ma solo macro voci riassuntive per missioni. Una follia. Legale ma pur sempre una follia che riduce di molto la possibilità democratica di partecipare con puntualità alla discussione».

 «Abbiamo dichiarato e ribadito a più riprese l’inconsistenza dei documenti programmatici oggi in discussione in Consiglio regionale, di come questa maggioranza sia omertosa e nasconda carte e reali intenzioni sui programmi ma siamo qui in Aula a fare la nostra opposizione, decisa, determinata ma sempre con l’intento di essere costruttivi e ridurre i danni causati agli abruzzesi», ha commentato invece il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo.

«Non condivido questo modo di fare opposizione ad uso e consumo delle telecamere – prosegue Febbo - per poi non rimanere in Aula a fare il proprio lavoro ma al tempo stesso è assolutamente da stigmatizzare il comportamento grave tenuto dal Presidente dalla Giunta D’Alfonso che di fronte a una protesta pacifica e condivisibile non può e non deve tenere comportamenti inaccettabili e incompatibili con l’alto ruolo che ricopre. Ci aspetteremmo da lui, massimo esponente di una maggioranza di centrosinistra, un atteggiamento più democratico e disponibile al dialogo. Ma dobbiamo registrare ancora una volta che chi governa la Regione vuole proseguire sulla strada intrapresa in questi 2 anni considerando l’ente come casa propria dove agire secondo le proprie personalissime regole venendo meno ai principi di trasparenza e democrazia». 

 MARIANI: «VILIPENDIO AL POPOLO ABRUZZESE»

 «L’ennesimo teatrino inscenato dal Movimento 5 Stelle è un vero e proprio delitto di vilipendio, non solo a carico dell’assise istituzionale, bensì nei confronti dell’intero popolo abruzzese».

Dice il Capogruppo dei Democratici, Sandro Mariani.

«Si tratta di un modo incivile – continua Mariani – di porre in essere le proprie rimostranze, cui nessun membro della maggioranza si è mai sottratto in questi giorni di assiduo lavoro in commissione e tantomeno intende sottrarsi oggi in Consiglio. Le lamentele continue dei 5 Stelle sono ormai una litania – aggiunge il Capogruppo Democratico –  di cui i cittadini sono stanchi e che non possiamo permettere oltre, per non mandare in stallo la funzione della Regione nei confronti degli stessi. L’atteggiamento irresponsabile – attacca ancora Mariani – di impedire lo svolgimento di un’assemblea legislativa, denota inequivocabilmente quale sia il livello di attenzione di questi signori nei confronti dei nostri concittadini, lo sprezzo che hanno nei confronti delle istituzioni regionali e dunque dei problemi quotidiani che tra mille difficoltà, cerchiamo di affrontare e di risolvere».

«Non ci spaventano le intimidazioni – conclude Mariani – noi proseguiamo con il nostro lavoro, certi che in questa giornata porteremo a compimento il documento di programmazione regionale, nonché la legge di stabilità ed il bilancio di previsione della Regione, con cui nonostante i tagli e le pesanti imposizioni, continueremo a garantire i servizi ai nostri cittadini».