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La Thales vince bando europeo ma rischia chiusura

Lolli, è follia inaccettabile. Ecco progetto SafeCop

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PESCARA.  Il progetto SafeCop, presentato, tra gli altri, dall'Università dell'Aquila e dalla Thales Italia, arriva primo su 51 nell'ambito del bando europeo Ecsel 2015, ma l'azienda di Chieti è a rischio chiusura per decisione del gruppo, con sede in Francia.

I risultati ottenuti nell'ambito del bando europeo sono stati illustrati dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che ha definito una «follia» l'ipotesi della chiusura dello stabilimento. Presenti in conferenza stampa, oltre a Lolli, il responsabile Ricerca e Tecnologia di Thales Italia, Francesco Barcio, il docente dell'ateneo aquilano Fortunato Santucci, e Fabrizio Citriniti di Confindustria Chieti.

L'obiettivo del progetto SafeCop, che partirà ad aprile e durerà tre anni, è quello di fornire tecnologie e metodi scientificamente validi per garantire la sicurezza nell'utilizzo della tecnologia wireless nei Cyber Physical Systemps (Cps).

Il progetto è stato presentato insieme a Intecs, Cnr, Politecnico di Milano, quattro Pmi innovative e altri partner europei ed ha superato altri 50 progetti, presentati da oltre 900 industrie, centri di ricerca e università europee.

Un altro progetto, Alisha, presentato sempre da Thales Italia con l'Università dell'Aquila, è stato indicato dalla commissione valutatrice come 'degno di ricevere finanziamento Esif a livello regionale'; anche in questo caso i progetti presentati a livello europeo sono stati 142 e Alisha è rientrato tra i primi.

Lolli ha parlato di «un'azienda che attira risorse importanti e lo fa in modo virtuoso, collaborando con l'università, su una materia e una tematica di grande attualità, quale è la sicurezza cibernetica e elettronica. E' un gioiello del nostro sistema industriale, che invece rischia la chiusura - ha osservato - perché il gruppo Thales ritiene, nonostante questi successi, che non sia sufficientemente intertessante mantenere aperto questo sito. Noi non lo possiamo accettare: qualunque posto di lavoro merita di essere difeso, ma qui in discussione non ci sono solo i cento posti di lavoro, c'è un pezzo pregiatissimo della nostra struttura economica e direi perfino culturale».

 Se il gruppo francese ha chiesto un segnale dallo Stato italiano, Lolli ha ricordato che «nella legge finanziaria dello Stato c'è un intero capitolo di quasi 500 milioni di euro dedicati esattamente alla cyber security e c'è un ordine del giorno presentato da due parlamentari abruzzesi, Fusilli e Castricone, accettato dal Governo, in cui si indica esattamente di privilegiare quelle attività in cui esistono le attrezzature, facendo cenno esplicito alle attrezzature e alle attività abruzzesi».

«Mi auguro - ha aggiunto il vicepresidente - che l'azienda si presenti con un atteggiamento diverso, con un progetto industriale credibile e che, collaborando, si possa evitare una follia, perché chiudere un centro di ricerca cosi importante e così efficace di questi tempi è una follia inaccettabile". Lolli ha infine ricordato che nella nuova programmazione Fesr 2014-2020 "la Regione ha inserito la possibilità di cofinanziare i progetti selezionati dall'Europa».