DITTATURA DEL PETROLIO

Trivelle, D’Alfonso: «bisogna cancellare l’astuzia dei petrolieri»

Forum H2O: «Il governatore si incateni o restituisca la tessera del Pd»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

309

ABRUZZO. Il dibattito sul petrolio e le trivelle non si arresta. Il tempo stringe e le decisioni finali e definitive sono ormai dietro l’angolo. Il 2016 sarà certamente l’anno delle decisioni, quella del Tar sul ricorso della Regione (sentenza prevista a giugno) ma anche del referendum, se dovesse arrivare il via libera definitivo dopo il primo sì della Cassazione.

Sul fronte regionale la politica locale si sta impegnando, per quanto può, e anche il governatore è ottimista.  «Dicembre non sarà un mese neutro», ha detto ieri  alla platea di Confindustria Chieti-Pescara e Assomineraria il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, intervenendo al convegno 'L'Abruzzo e gli idrocarburi: realtà e prospettive', riferendosi alla vicenda delle perforazioni petrolifere sull'Adriatico e gli ultimi sviluppi dopo i suoi colloqui con il governo.

D'Alfonso agli imprenditori petroliferi ha riferito che dicembre vedrà dei cambiamenti normativi, in relazione alle regole con le quali vengono dati i permessi di estrazione.

Per il presidente abruzzese va superata «quell'astuzia» che le imprese del petrolio hanno infilato nello Sblocca-Italia, ammettendo dunque un intenso lavoro di lobbing tra le fila dei partiti che, loro sì, sono seduti in Parlamento e cuciono le leggi.

«Perché in Abruzzo non c'è una ideologia impazzita, ma un movimento consistente contro le trivelle a mare che ha raggiunto persino la Cei. Noi - ha concluso D'Alfonso - abbiamo difeso il territorio, perché ci siamo anche sentiti spodestati della nostra capacità di decisione e della democrazia. Sappiamo che le norme sono figlie di interessi ma nel recente passato c'è stata una forzatura che ha sequestrato l'autonomia decisionale delle Regioni». 

E al workshop di ieri di Confindustria non c’era invece il sottosegretario Mario Mazzocca: una decisione presa dopo aver scoperto che Confindustria ha avanzato ricorso "ad opponendum" contro la Regione ed a favore della Rockhopper sul procedimento al Tar Lazio su "Ombrina".

E sempre per questo motivo gli attivisti del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua avevano presentato  una richiesta per fare un sit-in e manifestare pacificamente il loro dissenso durante l'incontro di Confindustria, ma gli è stato detto di no: «possiamo metterci a 300 metri di distanza. Questa è una sospensione della democrazia», hanno contestato.

Gli ambientalisti sono convinti che ormai la battaglia sia esclusivamente politica: «c’è un presidente del Consiglio dello stesso partito e il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, deve fare il possibile, fino a riconsegnare la tessera del Pd e ad incatenarsi».

Sul fronte del no ieri si sono fatti sentire anche gli operatori turistici della costa abruzzese che ribadiscono il loro 'no' alla deriva petrolifera ed esortano la politica 'a fare una scelta'. La presa di posizione degli operatori - associazione B&B Parco Maiella-Costa dei Trabocchi, Sib Confcommercio, Agenzia turistica Maradhoo Lanciano, Intour, Bellandare, Traboccanti, Agriturismo Rifugio Mare Rocca San Giovanni, Balneatori costa Pescara-Francavilla – è stata netta.  

Affiancati dal Coordinamento No Ombrina, con cui nei mesi scorsi hanno sfilato a Lanciano  insieme a 60mila cittadini contro la deriva petrolifera, gli operatori rappresentano «alcune migliaia di aziende, che danno lavoro a decine di migliaia di persone». Dati alla mano, gli operatori, nel corso di una conferenza stampa, hanno sottolineato che «tutti gli studi economici indicano il turismo, la tipicità alimentare e tutti i settori che mirano alla sostenibilità delle risorse come i veri settori su cui puntare per il futuro. Sono in aumento - hanno evidenziato - i viaggi verso i piccoli centri, gli itinerari alternativi e, soprattutto, ecosostenibili. Insieme alla globalizzazione si sta sviluppando come antidoto la ricerca di esperienze vere, locali e autentiche. Diventeranno grandi attrattori di turismo proprio i territori, le città ed i paesi con grandi qualità ambientali e paesaggistiche».

«E' necessario - hanno aggiunto - sviluppare i settori del cicloturismo, dell'agricoltura di qualità e incentivare una volta per tutte il traffico e le presenze turistiche in incoming per dare un futuro impiego ai nostri giovani, evitando di incrementare ulteriormente il flusso migratorio verso altri Paesi, impoverendo per sempre il nostro territorio. Come si può pensare di finanziare il progetto 'Bike to Coast' per promuovere il cicloturismo e poi lasciare che in mare continuino ad arrivare piattaforme petrolifere?».

«Chiediamo a D'Alfonso e alla politica di uscire dall'ambiguità e dichiarare non solo con le parole, ma con i fatti, quale sarà il nostro prossimo futuro. Il tempo è scaduto, la tutela delle nostre risorse ambientali deve essere messa al primo posto. A Confindustria - hanno concluso gli operatori turistici - chiediamo, invece di continuare a sponsorizzare il settore petrolifero, di valutare attentamente, senza pregiudizi, le conseguenze negative che la deriva petrolifera porterebbe sui comparti economici di turismo, agricoltura, pesca e commercio, assi portanti dell'economia regionale».

Intanto ieri c’è stato anche un incontro dei delegati delle Regioni che hanno promosso i referendum contro le trivelle in Adriatico, su cui è arrivato il primo via libera da parte della Corte di Cassazione. L'incontro si è svolto a Roma, nella sede della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province Autonome. «Nutriamo speranza - ha spiegato Lucrezio Paolini - affinché il Governo possa riveda la sua posizione sul tema».

«Purtroppo – commenta invece Mauro Febbo - a giugno o meglio ottobre Ombrina sarà già realtà con l’assenso di questo Governo Regionale ormai vassallo di Renzi».