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Tua e l’incognita del futuro: «nessuna certezza per la società»

Oggi audizione in Commissione Vigilanza del presidente Luciano D’Amico

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ABRUZZO. Che futuro c’è alle porte è difficile immaginarlo oggi sebbene si sia cercato di sondare il terreno.

 Non c'è nessuna certezza sui risultati con cui la Tua, l'azienda di trasporto unica regionale, chiuderà l'esercizio 2015 e non c'è neppure alcuna sicurezza sulle basi con cui inizierà l'attività nel 2016.

Colpa l'incertezza sull'entità del fondo unico dei trasporti nazionale (tuttora in discussione sui tavoli romani) e di conseguenza di quello regionale, che a sua volta è stato ridotto.

E' quanto emerso questa mattina all'Aquila nel corso della seduta della Commissione di Vigilanza, in cui è intervenuto in audizione il presidente di Tua Luciano D'Amico, che ha illustrato le strategie aziendali per far fronte al taglio dei contributi al trasporto pubblico locale, cui si aggiungono i costi del nuovo contratto nazionale del comparto, firmato nei giorni scorsi.

In sostanza i dipendenti delle tre ex società pubbliche hanno rinunciato ad una parte delle loro remunerazioni (per complessivi un milione e mezzo di euro) ed a una serie di provvigioni con il tagli di straordinari e trasferte pur di salvare i posti di lavoro e di conseguenza l'azienda. Tagli sono previsti anche ai dirigenti: ad esempio un direttore anziano passerà da 263mila euro lordi l'anno a 84mila euro. E nei prossimi tre anni sono previsti 243 pensionamenti.

E tra le iniziative messe in campo ci sono anche un blocco del turn-over, la riduzione dei chilometri percorsi grazie a una migliore organizzazione dei turni e allo sviluppo dell'intermodalità ferro-gomma.

Misure importanti, ma che per il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, non bastano da sole a garantire l'equilibrio contabile della società e di conseguenza la sua attività.

«Come avevamo denunciato più volte - spiega Febbo - purtroppo gli attesi risparmi che ci si aspettava dalla società unica non ci sono stati. In più abbiamo dovuto constatare lo scarso impegno della Regione a far fronte con risorse proprie ai tagli stabiliti dal fondo nazionale. Per il bene della società ci auguriamo che ciò avvenga, ma siamo già al 2 dicembre, e quindi i margini per discutere variazioni al bilancio dell'anno in corso sono piuttosto ristretti. A questo si aggiunge infine la circostanza del mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal tavolo nazionale per la concessione delle premialità. Noi addirittura rischiamo una penalizzazione, che sul bilancio di Tua andrebbe a pesare per 4 milioni e mezzo».

«FEBBO O NON CAPISCE O E’ IN MALAFEDE»

«Prima o poi mi convincerò a fare operazione verità sui conti ereditati perché ho preferito risolvere i problemi piuttosto che dimostrare la vergogna altrui, ma visto che Febbo o non capisce o in malafede, a questo punto è necessario ricostruire esattamente ciò che si è ereditato», commenta il consigliere regionale del PD Camillo D'Alessandro.

«D'Amico - continua D'Alessandro - in un anno ha dovuto recuperare 16 milioni di euro di crediti ex Arpa mai riconosciuti dalla Regione, quella stessa Regione in cui Febbo era assessore. Crediti che hanno generato un debito di pari importo, a cui vanno aggiunti 6 milioni di perdita. In sostanza D'Amico è partito con meno 22 milioni di euro, portando in utile la semestrale di quest'anno con minori fondi trasferiti. A questo si è aggiunto il 'regalo', ultimo scoperto, di 12 milioni di euro di penalistà riferiti agli anni 2012-2013-2014, che determinano una riduzione di trasferimenti per il prossimo anno. Siamo al lavoro per diminuire l'entità delle penalità - prosegue il Consigliere, delegato ai trasporti - che comunque, però, ci saranno. Quando verrà fatta l'operazione verità, racconteremo degli autobus comprati senza copertura finanziaria, delle nuove sedi aperte (di dubbia utilità) e non certo indispensabili in quella situazione di bilancio, finita ulteriormente ad aggravarsi. Parleremo di costi su gasolio, gomme e ricambi. Così come racconteremo della mancata riorganizzazione e integrazione dei servizi. Se avessimo continuato a sentire Febbo, Arpa sarebbe fallita, trascinandosi dietro Sangritana e Gtm. Per fortuna dei lavoratori, abbiamo vinto noi».

L'esponente del PD parla anche della riduzione dei contributi della Regione a Tua.

«Per quanto riguarda le risorse - conclude - l'importante è che siano trasferite entro l'approvazione del bilancio della società (il 31 maggio 2016). Il ripristino dei 5 milioni di contributi potrà quindi avvenire anche nei primi mesi del 2016, senza nessuna conseguenza sui conti e sull'operatività dell'azienda».