SANITA'

Punti nascita, Paolucci non vuole riaprire il confronto

«Penne rischia di perdere anche pronto soccorso»

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ABRUZZO. Nonostante il Ministro al Sanità Beatrice Lorenzin, l’11 novembre scorso, abbia ridefinito i criteri di valutazione per ottenere la deroga alla chiusura dei Punti nascita, dal governo regionale emerge ancora una volta la mancanza di disponibilità a riaprire il confronto al fine di evitare la chiusura dei quattro Punti nascita abruzzesi.

Lo afferma il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, dopo l’audizione dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, che si è svolta martedì mattina all’Emiciclo, su due argomenti: chiusura Punti nascita e riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese.

Sul primo punto, dunque, la tensione interna al Partito Democratica sembra destinata a salire se è vero che la sezione teramana del partito, più la senatrice aquilana, Stefania Pezzopane, dissentono dalla linea di chiusura dell’assessore Paolucci.

Così martedì in Commissione di Vigilanza è stato chiesto il riesame delle procedure, e, alla luce del così detto decreto Lorenzin dell’11 novembre scorso, di integrare il Comitato Percorso nascita regionale con nuove professionalità “indipendenti” che possano ampliare il confronto scientifico.

Ma la strada sembra decisamente impossibile da intraprendere a meno di grosse sorprese.

«Dalla rilettura dei due pareri emessi dal CPNR, peraltro», spiega Febbo, «si evince come non corrisponda per tutti i casi il criterio orografico rispetto ai limiti temporali legati alla sicurezza. In Commissione di Vigilanza abbiamo accertato, infatti, che il Presidio ospedaliero “San Massimo” di Penne, che abbraccia un’area montana dove gravitano paesi come Farindola, Villa Celieria o Civitella Casanova, o il “San Liberatore” di Atri, su cui si riversano gli utenti dei centri di Arsita e Bisenti, potrebbero ottenere la deroga ministeriale. Peraltro – incalza il presidente Febbo – l’atteggiamento di totale chiusura mostrato oggi dall’assessore Paolucci è da mettere in relazione con la nebulosa riorganizzazione della rete ospedaliera. Anche in questo caso – conclude Febbo – la proposta fatta dal governo regionale è tenuta ancora una volta nascosta al Consiglio e, quindi, ai cittadini abruzzesi». 

«Con la dismissione del punto nascita, il presidio ospedaliero “San Massimo” di Penne perderà anche il Pronto soccorso. Lo ha confermato in Commissione di Vigilanza l’Assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci», riferisce il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

«E’ evidente, e noi più volte lo abbiamo detto, che la chiusura del Punto nascita di Penne comporterà, con la nuova riorganizzazione della rete emergenza-urgenza, anche il declassamento del pronto soccorso. La conseguenza, quindi, è la chiusura dell’ospedale San Massimo. Sono queste le reali intenzioni del Partito democratico e del Presidente Luciano D’Alfonso, che oggi l’Assessore regionale Silvio Paolucci ha confermato in Commissione di Vigilanza. Il sindaco Rocco D’Alfonso anziché perdere tempo con amene letterine e proclami bucolici, sfiduciasse il suo Presidente, artefice – conclude Sospiri – del collasso della sanità vestina». 

L’OSPEDALE DI TAGLIACOZZO

L'ospedale di Tagliacozzo, invece, non subirà tagli ai posti letto ne', tantomeno, riduzioni alcune come per esempio il punto di primo intervento (PPI) che resterà aperto 24 ore.

Lo ha affermato l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci nel corso dell'incontro che si è svolto nella sala consiliare del comune di Tagliacozzo al quale hanno preso parte, tra gli altri, il direttore generale della Asl Giancarlo Silveri, il presidente del consiglio regionale, Giuseppe di Pangrazio, il consigliere regionale, Lorenzo Berardinetti, e il sindaco Maurizio Di Marco Testa.

Nello specifico, la riabilitazione neuromotoria e cardiologica continuerà a mantenere i 40 posti letto a questa si aggiunge, sempre per la medicina riabilitativa, la realizzazione di una palestra per i pazienti ambulatoriali.

Molto importante e' inoltre che Tagliacozzo manterrà attivo il presidio di primo intervento articolato nelle 24 ore.

«I Ppi sono importanti perchè dispongono di competenze cliniche e strumentali adeguate a fronteggiare e stabilizzare, temporaneamente, le emergenze fino alla loro attribuzione al pronto soccorso di rifermento e sono in grado di fornire risposte a situazioni di minore criticità e bassa complessità», continua Berardinetti. «Anche la diagnostica strumentale (Radiologia) sarà rimodulata sulle necessità del punto di primo intervento cosi come anche il laboratorio analisi, l'endoscopia digestiva e le attività del servizio dialisi. A questo va aggiunto», ha concluso Berardinetti, «che saranno mantenute ed implementate tutte le attività tipiche dei presidi territoriali di assistenza come le attività ambulatoriali, le attività afferenti il servizio di guardia medica, l'ospedale di comunità e tutte le attività afferenti al centro unico di prenotazione».