BARICENTRI

La rivoluzione sanitaria: «si impoverisce il pubblico per potenziare il privato»

Audizione in commissione di vigilanza. Febbo: «pronto soccorso a Villa Serena»

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ABRUZZO. Nelle premesse rischia di essere la rivoluzione più incisiva, invasiva e destabilizzante che l’Abruzzo abbia mai visto nella sua storia. Il riordino della sanità con la scusa dei debiti accumulati (per tangenti e sperperi vari) sta dando il destro per un rinnovamento che rischia di non essere compreso a pieno dai cittadini che, invece, percepiscono benissimo disagi e disservizi.

Oggi trapelano ulteriori notizie in seguito all’audizione in Commissione di Vigilanza di sindaci e manager ed ognuno racconta una parte della verità che vive

«Le audizioni effettuate oggi in Commissione di Vigilanza, convocate sulla chiusura dei Punti nascita di Atri e Penne», fa sapere il presidnete Mauro Febbo, «hanno fatto emergere come le scelte assunte oggi dal governo regionale sono inappropriate sul piano sanitario, frutto solo di scelte politiche».

Sono stati ascoltati i sindaci di Penne, Rocco D'Alfonso, e Atri, Gabriele Astolfi, ed i direttori generali Roberto Fagnano (Asl Teramo) e Claudio D'Amario (Asl di Pescara).

Ma si scopre anche che la dieta dimagrante del pubblico ed il riposizionamento dei servizi avrà come effetto collaterale il potenziamento dei privati, non tutti, ma alcuni sì con un consequenziale spostamento del baricentro nell’area Chieti-Pescara  e depauperamento delle zone interne.

Sembra sempre più certo che in seguito all’applicazione del decreto Lorenzin debbano chiudere alcune cliniche private a Chieti mentre Villa Serena –da quanto emerso oggi- dovrebbe ospitare addirittura il pronto soccorso, in deroga assoluta ai principi che vietano ai  privati di gestire l’urgenza.

«Nel dibattito», osserva ancora Febbo, «abbiamo affrontato anche il tema della riorganizzazione del sistema sanitario abruzzese che, cosi' come progettato, penalizzerebbe notevolmente le aree interne e creerebbe degli squilibri nell'area metropolitana pescarese-chietina. In provincia di Teramo, ad esempio, la chiusura del Punto nascita di Atri accrescerebbe la mobilita' passiva verso le Marche dove, come e' noto, il Decreto Lorenzin non viene applicato. Nell'area chietina, poi, ci sara' la chiusura di due cliniche private, mentre saranno potenziate le altre due strutture private oggi presenti a Pescara; in una delle quali sara' addirittura conferita una postazione di pronto soccorso, poiche' il nosocomio di Pescara e' tecnicamente impossibilitato ad accogliere le emergenze-urgenze di una popolazione che supera le 350 mila persone».

«Voglio ricordare - sottolinea il presidente Mauro Febbo - che il pronto soccorso dell'ospedale di Pescara, per via delle sue funzioni specialistiche, serve un bacino di utenti che e' di area regionale. Questo forte aumento di domanda di sanita', portera' alla scelta del progetto, piu' volte annunciato, di costruire un nuovo nosocomio, in project financing e con oltre 400 posti letto, promosso dalla ditta Maltauro. La rivoluzione sanitaria annunciata dal presidente D'Alfonso - conclude Febbo - punta soltanto ai contenitori, anziche' ai contenuti, mettendo in secondo piano le vere problematiche della sanita' regionale e dei territori, favorendo la sanita' privata».

 

«La scelta del governo regionale di chiudere il Punto nascita di Penne e di declassare il presidio ospedaliero "San Massimo"», dice Lorenzo Sospiri (Fi), «rischia colposamente di mandare in tilt la sanita' pescarese».

«Dal dibattito emerso in Commissione di Vigilanza - osserva Sospiri - appare chiaramente che la scelta di chiudere il Punto nascita di Penne e' stata solo politica, cioe' voluta dal Partito democratico, perche' non si e' tenuto conto del territorio vestino e delle sue peculiarita' orografiche, ma solo di logiche, lo ripeto, politiche. Il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso non ha ben compreso che dopo la chiusura del punto nascita e il declassamento del presidio ospedaliero, Penne rischia seriamente di perdere tutto. E' grave, poi, l'inerzia del governo regionale di centrosinistra sulla destinazione dei 12 milioni di euro programmati dal presidente Chiodi per la ristrutturazione dell'ospedale di Penne e per la realizzazione del nuovo pronto soccorso».