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Tua, lavoratori dicono sì al contratto ma aspettano la svolta da cda e politica

Il sì vicne con oltre 700 voti

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ABRUZZO. Dopo circa sette mesi di intense trattative che hanno dato origine all’ipotesi di accordo di contratto  aziendale  sottoscritta lo scorso 26 ottobre, le Segreterie Regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti  e Faisa Cisal, hanno promosso assemblee territoriali per illustrare nel dettaglio i termini dell’intesa cui ha fatto seguito la consultazione referendaria aperta a tutti i dipendenti di Tua.

L’esito referendario emerso al termine dello scrutinio tenuto presso la sede della Regione Abruzzo in Viale Bovio a Pescara, ha fatto registrare un’ampia affermazioni del “sì” (n. 773 voti) ovvero di coloro che hanno condiviso i contenuti dell’accordo rispetto ai “no” che sono stati 403 (oltre che 15 voti e 10 bianchi). Nello specifico hanno espresso il voto 1201 dipendenti pari al 76,8 % degli aventi diritto vale a dire gli iscritti e non iscritti alle organizzazioni sindacali firmatarie dell’intesa e promotrici del referendum.  Non è un caso infatti che le stesse organizzazioni sindacali firmatarie di un’ipotesi di accordo giuridicamente già legittimato dalle proprie rappresentanze sindacali aziendali, abbiano voluto ugualmente sottoporre al giudizio di tutti i lavoratori i contenuti dello stesso.

«OCCORRE PRESTO UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE»

Secondo i sindacati, comunque, il contratto aziendale rappresenta solo una prima fondamentale premessa per far decollare un’azienda regionale che ad oggi evidenzia ancora gravi carenze organizzative essendo ancorata alle precedenti organizzazioni ereditate da Arpa, Gtm e Sangritana per nulla armonizzate. «Un’operazione di difficile concretizzazione», dicono i rappresentanti sindacali, «se non si provvede celermente al trasferimento su Pescara degli uffici della Direzione Generale di Chieti ove peraltro la società TUA continua a pagare inaccettabili onerosi canoni di affitto per le sedi di via Asinio Herio e di via dei Peligni». 

ORA TOCCA ALLA POLITICA E AL CDA

A questo punto non vi è dubbio che i lavoratori, unitamente ai sindacati, abbiano decisamente fatto la loro parte sia promuovendo la costituzione dell’azienda unica regionale (consapevoli delle tante insidie che la stessa comportava) e sia avallando un contratto di armonizzazione che, se da un lato ha preservato l’occupazione e ha mantenuto i livelli retributivi salvaguardando i lavoratori con i redditi più bassi,  dall’altro, ha previsto una nuova organizzazione del lavoro e un aumento della produttività con principi di equità. «Adesso», dicono i sindacati, «ci aspettiamo il mantenimento degli impegni sottoscritti sia dalla politica che dal Cda a cominciare dal Piano Industriale per il quale va riaperto un confronto costruttivo al fine di definirne i contenuti in un breve arco temporale. Così come ci aspettiamo una rapida attuazione degli impegni assunti rispetto al contenimento dei costi del management nonché delle figure apicali gratificate in passato attraverso riconoscimenti ad personam deliberati dai precedenti Consigli di Amministrazione e in assenza di accordi sindacali».