CALCI AI CALCIATORI

Chieti calcio, il presidente furioso: «caccio i calciatori a calci in c…»

«Gli allenamenti mattutini gli serviranno a capire che cosa significa sacrificio»

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CHIETI. «Caccio i calciatori, a calci in c… caccio i calciatori. Quello che è successo domenica è ignobile e non esiste nel modo più assoluto. L’allenatore non ha colpe perché in campo va la squadra e non l’allenatore. Logicamente è sempre più facile cacciarne via uno che cacciarne via 20, però in questo caso specifico è stata veramente una cosa che non so neanche come spiegarvi, sembrava di vedere un film di fantascienza domenica. Perciò tutto a posto, teniamo il mister e cacciamo via tutti e venti».

Queste le parole di Giorgio Pomponi, presidente del Chieti Calcio a Tutti Convocati su Radio 24 in merito agli allenamenti alle 6.30 del mattino che ha imposto ai suoi giocatori dopo i risultati della scorsa domenica.

«Il problema principale – prosegue Pomponi - è che ogni tanto bisogna riportarli alla realtà quella vera, che non è quella di un calciatore che addirittura è di categorie minori come la Serie D, riportarli veramente coi piedi per terra perché non vanno bene nel modo più assoluto certi atteggiamenti nei confronti di tutti, allora ho detto ‘diamogli una mezza svolta, facciamo capire cosa significa la parola sacrificio in tutti i sensi’, quello che fa il 99% del popolo italiano, che si alza la mattina presto e torna a casa la sera tardi. Il provvedimento dura fino a domani, 3 giorni. E’ sopportabile, però mi auguro tanto per loro che domenica facciano quello che devono fare, perché perdere si può perdere ci mancherebbe altro, nella vita si vince e si perde, ma perdere con dignità, con la maglia intrisa di sangue non di sudore, quando si porta avanti un programma di lavoro, con i problemi ereditati anche dalla passata gestione e sono problemi seri e stiamo facendo dei sacrifici altissimi senza aiuti da parte di nessuno solamente noi imprenditori, ecco perché poi a uno rode ancora di più». 
Prosegue Pomponi rispondendo alle domande di Carlo Genta e Luigi Pardo a Tutti Convocati su Radio 24: «Qui c’è gente che lavora 12 ore al giorno all’interno della società e non fa il calciatore, questa è una categoria di privilegiati. Non prendiamoci in giro, quando fanno tre doppie, c’è gente di serie A che guadagna fior di milioni di euro che se gli dici di fare due doppie alla settimana gli vengono i capelli dritti mentre c’è gente che a fine mese non riesce ad andare avanti. Sono discorsi fatti e rifatti però purtroppo è la cruda realtà. Questi signori si devono mettere in testa che la gente si fa un mazzo tanto per 13-14 ore al giorno per mille euro, perciò loro facendo una doppia sessione di un’ora e mezza che poi a correre veramente correranno 40 minuti non è nulla, equivale a zero nella vita».