MAZZETTE INFINITE

Sisma L'Aquila: indagato anche Aielli. Cialente: «sono nauseato»

Inquirenti: «la guardia resta alta»

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L'AQUILA. Nuova bufera giudiziaria ieri sulla ricostruzione privata dell'Aquila, la fetta più ricca del post-terremoto del 6 aprile 2009, perché prevede la quota maggiore dei finanziamenti statali, nonché la più ambita a causa delle modalità ad affidamento diretto alle imprese di commesse spesso milionarie.

Nei guai sono finiti l'ex vice sindaco del capoluogo nonché assessore all'Urbanistica, Roberto Riga, arrestato ai domiciliari come figura cardine dell'inchiesta, e l'imprenditore Massimo Mancini, vice presidente dell'Aquila Calcio, pure detenuto in casa, entrambi con l'accusa di corruzione in concorso per l'aggiudicazione della ricostruzione da 28,5 milioni di euro del complesso dell'Opera salesiana.

La commessa sarebbe stata assegnata alla ditta Mancini per 'merito' di Riga. Coinvolto anche un nome di prestigio a livello nazionale, l'attuale amministratore delegato dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, all'epoca titolare dell'ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila (Usra), indagato a piede libero per abuso d'ufficio in concorso con l'allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell'Aquila Vittorio Fabrizi. Al centro dell'inchiesta un giro di mazzette che nel caso di Mancini si sarebbe evidenziata con un affitto gonfiato di un appartamento di proprietà della moglie di Riga.

Per corruzione sono indagati anche due imprenditori locali che operano nel settore edile, Simone Lorenzini e Sandro Martini, per i quali è stata disposta la misura interdittiva del divieto temporaneo dell'esercizio d'impresa per il periodo di un mese.

La procura dell'Aquila avrebbe scovato auto di lusso prese da Riga attraverso un assegno considerato pure questo corruttivo di un altro imprenditore che aveva numerose commesse; infine vengono contestati altri versamenti definiti prestiti dagli indagati, ma mai restituiti.

«GRANDE ATTENZIONE»

«La ricostruzione privata merita grande attenzione perché caratterizzata da una carenza normativa e perché è in questa che si concentra gran parte del flusso economico», ha detto il procuratore Cardella, mentre per il capo della polizia tributaria della Guardia di finanza, Sergio Aloia, «l'inchiesta dimostra che il settore della ricostruzione privata é particolarmente esposta a fenomeni di malversazioni, episodi corruttivi e di frode, quindi la guardia deve essere sempre molto alta».

«Sereno e pronto a spiegare ogni aspetto della vicenda giudiziaria che lo coinvolge», è, infine, Mancini, secondo gli avvocati Luca Marafioti e Tiberio Gulluni.

LE ACCUSE AD AIELLI

Per Aielli la contestazione riguarda la sua figura istituzionale di ex titolare dell'ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila (Usra), ruolo ricoperto a partire dall'ottobre del 2012. Il funzionario della Zecca e' accusato di abuso d'ufficio, in concorso con l'allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell'Aquila Vittorio Fabrizi. In sostanza i due avrebbero fatto ottenere all'impresa "Macini Srl" vantaggi economici nel considerare il complesso dell'Opera salesiana una "abitazione privata" invece che struttura religiosa. Un appalto che sarebbe passato da 80 mila euro fino a 28,5 milioni di euro.

Oltre ad Aielli e Fabrizi sono indagati altri due imprenditori: Sandro Martini e Simone Lorenzini, il primo di Rocca di Mezzo (L'Aquila), il secondo dell'Aquila. Per entrambi i costruttori l'accusa e' di corruzione.

Aielli, nominato in Abruzzo nell'ottobre 2012 e passato a guidare la Zecca dopo due anni, è indagato a piede libero, in particolare, per abuso d'ufficio in concorso con l'allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell'Aquila Vittorio Fabrizi. In sostanza i due avrebbero considerato nei loro uffici il complesso dell'Opera salesiana una "abitazione privata" invece che struttura religiosa, con la conseguenza di aumentare a dismisura, da soli 80 mila euro fino a ben 28,5 milioni, i contributi concedibili per la riparazione post-sisma. Secondo gli inquirenti, i due hanno «violato norme di legge e regolamento intenzionalmente procurando un ingiusto vantaggio all'Opera salesiana e all'impresa Mancini Srl, consistito nella percezione di un indebito contributo a favore della stessa impresa altrimenti non spettante o spettante in misura notevolmente inferiore».

In particolare Aielli, in virtù del suo ruolo, «avrebbe dovuto disciplinare sicuramente la ricostruzione della parte strutturale dell'Opera salesiana, adibita esclusivamente all'esercizio dell'attività religiosa e sociale, e per la quale sarebbe stato concedibile al massimo un contributo di 80 mila euro».

CIALENTE «NAUSEATO»

«Per me è un dolore enorme, più volte avevo raccomandato a Riga attenzione estrema, ma questa mattina leggendo i resoconti mi veniva la nausea», ha commentato il sindaco Massimo Cialente.

«Gli chiesi di dimettersi, era dovuto non essendo un semplice avviso di garanzia», spiega Cialente, che a sua volta si dimise salvo poi rientrare con la nomina di un nuovo vice, l'ex procuratore Nicola Trifuoggi. Sui lavori di ricostruzione del complesso Salesiano compreso l'Oratorio, passati, secondo le accuse, da 80 mila euro a 28,5 milioni grazie all'intervento di Riga, il primo cittadino spiega che «è una vicenda di ricostruzione privata che non è stata proprio gestita dal Comune. Delibere procedurali se ne fanno normalmente - prosegue - per far partire i cantieri, ma sono atti normali, non potevamo fermare una cosa finanziata con i soldi del quotidiano Libero e di Enel Cuore».

MANCINI SERENO, SPIEGHERÀ TUTTO 
«Sereno e pronto a spiegare ogni aspetto della vicenda giudiziaria che lo coinvolge». Questo, secondo gli avvocati Luca Marafioti e Tiberio Gulluni, l'atteggiamento dell'imprenditore Massimo Mancini, vice presidente dell'Aquila Calcio.

Mancini, assicurano i legali, spiegherà «sia la piena regolarità dell'iter amministrativo seguito nell'affidamento dei lavori di ristrutturazione degli immobili di proprietà dei Salesiani, sia l'assoluta insussistenza di ogni ipotesi corruttiva in favore del vicesindaco Riga».

«A differenza di quanto ipotizzato dalle accuse - proseguono - la locazione dell'immobile era, infatti, non solo effettiva ma, altresì, pienamente in linea con il reale valore e con i prezzi di mercato, includendo arredi, luce, acqua, riscaldamento e condominio. Pertanto l'indagato ha intenzione di spiegare ogni cosa all'autorità procedente, così da allontanare ogni sospetto sul proprio comportamento, da considerare invece alla luce del sole».

Non appena ha saputo di essere ricercato dagli inquirenti, raccontano sempre i legali, Mancini «ha lasciato Genova, dove si trovava per lavoro, per raggiungere L'Aquila, accompagnato dai difensori, e mettersi senza indugio a disposizione dell'autorità giudiziaria, presentandosi alla Guardia di Finanza che ne ha curato l'arresto».

INQUIRENTI: «LA GUARDIA RESTA ALTA» 
«La ricostruzione privata merita grande attenzione perché caratterizzata da una carenza normativa e perché è in questa che si concentra gran parte del flusso economico». Così il procuratore della repubblica dell'aquila, Fausto Cardella, sulla nuova inchiesta.

«Faccio i complimenti alla guardia di finanza per il modo in cui ha svolto le indagini così complesse - prosegue -. La procura insieme alle forze di polizia che ci coadiuvano nell'attività, continua a cercare di scoprire situazioni e a neutralizzare casi di illegalità».

Il capo della polizia tributaria, Sergio Aloia, spiega che «l'inchiesta dimostra che il settore della ricostruzione privata é particolarmente esposta a fenomeni di malversazioni, episodi corruttivi e di frode, quindi la guardia deve essere sempre molto alta».

Intanto la società L'Aquila Calcio esprime solidarieta' al vice presidente Massimo Mancini per quanto accaduto. «Siamo sicuri che potra' dimostrare ampiamente la piena estraneita' ai fatti pur avendo fiducia nella magistratura».