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Bussi: salta firma accordo bonifica. Il sindaco: «è un dramma»

Ministero e Regione assenti. Solvay annuncia che farà da sola

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BUSSI. E’ saltato l'accordo di programma sulla bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi Sul Tirino.

Ieri mattina, alla riunione della Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto sancire la ratifica dell'intesa, non si sono presentati né i rappresentanti del ministero dell'Ambiente né quelli della Regione.

Presenti, invece, le altre parti interessate, il Commissario straordinario Adriano Goio e gli esponenti del Comune di Bussi, della Provincia di Pescara, della Solvay e del nuovo investitore Filippi Farmaceutica.

La Solvay, che in un comunicato del luglio scorso aveva indicato il 31 ottobre come termine ultimo per aderire al percorso tracciato nell'accordo di programma, ha fatto sapere, tramite i suoi responsabili, che da adesso in poi si ritiene libera di assumere altre iniziative, pur dichiarandosi disponibile a proseguire la collaborazione avviata.

Decisiva, per il fallimento dell'intesa, la missiva inviata nella giornata di giovedì dal direttore generale del ministero dell'Ambiente, Maurizio Pernice, che ha di fatto bocciato la bozza dell'accordo, avanzando una serie di obiezioni.

Pernice, infatti, ha sottolineato una serie di carenze formali, in particolare l'assenza dei riferimenti normativi che consentano la partecipazione dei privati. Ha inoltre constatato che la titolarità dell'istruttoria in materia di bonifica spetta al Commissario straordinario e ha sollevato dubbi sulla possibilità di procedere al passaggio di proprietà dei terreni, dalla Solvay al Comune, tramite un accordo di programma, visto che solo un atto di diritto privato può produrre tale effetto.

Altri interrogativi hanno a che fare con gli oneri da sostenere in futuro, alla scadenza dei 6 anni coperti dalla Solvay, per la barriera delle acque e sull'impostazione relativa alla riperimetrazione delle aree. La mossa del direttore generale del ministero, ha spinto la Regione Abruzzo ad inviare un messaggio al Comune di Bussi, nel quale ha spiegato di essere sostanzialmente in sintonia con il percorso avviato, ma di essere intenzionata ad attendere le osservazioni formali che il ministero dell'Ambiente avanzerà nei prossimi giorni. Lunedì prossimo il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, spedirà a tutte le parti coinvolte una nuova versione della bozza di accordo, emendata con i suggerimenti e le osservazioni di tutti coloro che hanno preso parte alla riunione di oggi. Solo dopo che arriveranno le osservazioni formali del ministero, però, sarà possibile convocare una nuova riunione della Conferenza dei servizi.

«E' una situazione drammatica, non si può giocare sulla pelle degli occupati e dei disoccupati di Bussi, per non parlare dei terreni che necessitano di essere bonificati. Chi non ha consentito la firma di questo accordo di programma dovrà assumersi le sue responsabilità», commenta il sindaco di Bussi sul Tirino Salvatore Lagatta, dopo la mancata ratifica dell'accordo di programma sulla bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Bussi, al centro di uno dei più grandi scandali ambientali in Europa e di una grave crisi occupazionale.

«La Solvay ha fatto sapere che da adesso si sente libera di agire come crede - rimarca il sindaco - e questo è molto pericoloso per il nostro territorio». Lagatta è deluso per l'esito del percorso avviato insieme alle altre istituzioni: «Ho preparato il testo di questo accordo seguendo le indicazioni e le osservazioni che ho ricevuto da tutte le parti coinvolte e invece oggi la Regione non si è neanche presentata, mentre il ministero dell'Ambiente ha presentato delle obiezioni esagerate, che avremmo comunque potuto recepire».

Quanto alle prossime mosse, il primo cittadino di Bussi spiega che «questa volta dovranno essere le altre parti coinvolte a chiedermi di convocare una nuova Conferenza dei servizi».

SEL E PC: «NON PRENDERE IN GIRO I CITTADINI»

Sinistra Ecologia e Libertà e il Partito dei Comunisti Italiani ricordano di essere nettamente contrari all’acquisizione delle aree inquinate da parte dell’Amministrazione comunale senza adeguate e idonee garanzie perché ciò esporrebbe la Comunità a gravi rischi e, soprattutto, rimangono fedeli al principio

che chi ha inquinato paghi.

«Abbiamo contestato la bozza dell'accordo di programma proposta dal sindaco La Gatta», ricordano, «proprio perchè, al centro di tutto il dispositivo, poneva specificatamente il passaggio delle aree da bonificare dalla Solvay al Comune. Ci siamo sempre posti con un atteggiamento propositivo, mettendo al centro gli interessi dei tanti cittadini che aspettano risposte e tentando di porre sul tavolo della discussione proposte realistiche e percorsi agevolmente e velocemente percorribili».

I due partiti ribadiscono la necessità di non prendere in giro i cittadini con annunci roboanti e con atteggiamenti vittimistici: «chi amministra oggi Bussi deve avere la lungimiranza di capire che serve riaprire immediatamente un confronto con le parti sociali e la Regione Abruzzo per non perdere altro tempo prezioso e cambiare passo».