LA PROTESTA

Azienda speciale Majella–Morrone, Di Marco scrive ai sindaci: «versate 95 mila euro»

Situazione di acuta criticità nella liquidità

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PESCARA. Il presidente Antonio Di Marco, che ieri mattina ha partecipato all’assemblea dei dipendenti dell’azienda Majella-Morrone nella sala consiliare del Comune di Manoppello,  ha scritto ai 16 sindaci della val Pescara che fanno capo all’ambito sociale Majella Morrone chiedendo loro di rimettere entro 10 giorni le somme spettanti all’azienda.

Si tratta, effettivamente di un notevole impegno da parte dei Comuni che in qualche modo dovranno anticipare le somme che devono ancora essere girate dalla Regione ai Comuni. 
«Dall’acceso confronto – scrive di Marco -  è emersa una situazione di acuta criticità nella liquidità del’Azienda, derivata da ritardi finora accumulati da vari Comuni facenti parte dell’Ambito territoriale di riferimento.  In particolare, viene denunciato un credito complessivo di oltre 95.000.00 euro alla data del 31 agosto 2015 che, ove pagato, potrebbe dare un sollievo significativo alle esigenze rappresentate dai lavoratori».
«Mi sono fatto carico – scrive Di Marco – di fare appello alla vostra sensibilità invitandovi a rimettere a questa Provincia, possibilmente entro domani, una dichiarazione di impegno, sottoscritta anche dal responsabile finanziario dell’Ente, affinché quanto spettante all’azienda venga liquidato e pagato entro il termine massimo di 10 giorni».
«Sono consapevole delle difficoltà finanziare in versano i nostri Comuni – conclude Di Marco – ma resto oltremodo certo della volontà di ciascuno di non penalizzare le retribuzioni di lavoratori essenziali per assicurare alle nostre popolazioni un livello qualitativo importante nell’erogazione dei servizi sociali».

Sempre nell’incontro di  ieri Di Marco ha chiarito ai lavoratori dell’Azienda speciale che la Provincia ha integralmente usufruito e pagato le somme dovute per i servizi ai disabili nelle scuole superiori della val Pescara, sulla base degli impegni sottoscritti nell’accordo di programma.

Intanto Forza Italia chiede la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio regionale, da svolgere a Pescara, vista la pertinenza territoriale della materia trattata, «per fare luce, in modo definitivo, sui  trascorsi dell’Azienda e soprattutto sulle future prospettive concrete superando le false illusioni propinate a spron battuto dal Presidente D’Alfonso nella speranza di contenere una protesta dalle dimensioni esplosive per la quale, però, la miccia è già accesa».

Secondo il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, D’Alfonso avrebbe dovuto mettersi a tavolino con chi ha amministrato l’azienda, capire dove il meccanismo si è inceppato, «perchè 65 lavoratori hanno continuato e continuano a prestare la propria opera senza percepire per 10 mesi un solo stipendio, e capire perché sono venute meno le voci finanziarie, chi non ha pagato per le prestazioni ricevute, o, se le somme sono state erogate, come sono stati spesi quei soldi, perché non sono state corrisposte le indennità ai dipendenti. E invece no, il Presidente-veloce ha pensato bene di accantonare l’indagine amministrativo-istituzionale dovuta, e un mese e mezzo fa ha promesso l’erogazione in quattro e quattr’otto dei primi 300mila euro per pagare quegli stipendi, un’operazione che, sapevamo, non poteva funzionare perché comunque quella somma non avrebbe mai consentito di coprire i debiti che l’Azienda Majella-Morrone, a sua volta, ha contratto negli anni. Ora, senza dimenticare i dubbi di legittimità che abbiamo già sollevato sull’erogazione dei 300mila euro a un’azienda in liquidazione, per un progetto le cui finalità sono rimaste fumose, distraendo fondi, già esigui, originariamente destinati al sociale su tutto il territorio regionale, i fatti odierni ci fanno tornare al punto zero».

Sulla testa dell’Azienda oggi pendono 3milioni di euro di debiti già esistenti con Equitalia, Inps e Inail, più i pignoramenti per  160mila euro per due ex dipendenti che hanno vinto le proprie cause contro l’Azienda, cui si è poi aggiunto un terzo pignoramento per 63mila euro del Consorzio Industriale Val Pescara. Ciò significa che il Commissario De Santis comunque non può usare i 470mila euro disponibili in cassa per pagare gli stipendi.