DAMA NERA

Inchiesta Anas: Meduri respinge accuse: «mai preso soldi»

Ex sottosegretario precisa, con 'Dama Nera' amicizia non affari

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ROMA. Nega le accuse Luigi Meduri, ex sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture dal 2006 al 2008 (governo Prodi), finito agli arresti domiciliari per corruzione nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su un giro di tangenti all'Anas. "Sono estraneo ai fatti, mai preso soldi" è stata la versione data al gip Giulia Proto in sede di interrogatorio di garanzia, alla presenza dei pm Francesca Loy e Sabina Calabretta. A spiegare la linea di difesa dell'ex sottosegretario è stato il suo difensore Antonio Managò: "Il mio assistito - ha detto - ha risposto a tutte le domande e chiarito ogni particolare, in particolare ha spiegato di essere estraneo a qualsiasi passaggio di danaro". "Di questa vicenda - ha aggiunto - non sa nulla. Non sapeva che questi imprenditori (Bosco e Costanzo, ndr) dessero soldi all'Anas in cambio di favori, né nessuno ha mai chiesto un intervento di Meduri in questo senso". "Non ci spieghiamo - ha dichiarato ancora il legale come mai la signora Antonella Accroglianò (la cosiddetta "Dama Nera", ndr) abbia più volte speso il nome di Meduri in più occasioni, parlando di Gigi... Secondo noi si tratta di millanteria. Noi non lo comprendiamo". "Con la signora Accroglianò - ha concluso Managò - lui aveva buoni rapporti di amicizia, anche datati, ma non di affari. Ma nulla di più. L'unico favore di cui si parlava era l'impiego del fratello di questa signora alla Regione Calabria, che poi non c'è neppure stato. Meduri è un po' seccato per questa vicenda, ma la affronterà". Secondo l'accusa l'esponente politico si sarebbe adoperato, da un lato, per mettere a disposizione il suo pacchetto di voti a favore del fratello della 'Dama nera', candidato alla Regione Calabria nelle liste dell'Udc, e dall'altro si sarebbe dato da fare per fargli ottenere un importante incarico all'interno di una società partecipata della Regione, sempre dietro richiesta della Accroglianò dopo il fallimento del fratello alle elezioni. In cambio, sostengono la Guardia di Finanza e la procura di Roma, l'ex sottosegretario avrebbe chiesto l'assunzione e la riconferma in Anas di due geometri a lui vicini. E se la Dama Nera, come è emerso ieri, è pronta a collaborare con gli inquirenti, oggi sono proseguiti gli interrogatori di garanzia dei 14 destinatari delle misure, tra carcere e domiciliari, emesse dalla magistratura romana. A comparire davanti al gip sono stati anche gli imprenditori, entrambi ai domiciliari, Giuliano Vidoni, il quale ha negato di aver versato danaro ad Antonella Accroglianò, e Domenico Costanzo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani sarà volta dell'avvocato Eugenio Battaglia e dell'imprenditore Albino Bosco, anche loro ai domiciliari. "I fatti sono talmente gravi che richiedono il licenziamento", ha ribadito l'ad dell'Anas, Vittorio Armani, conversando con i cronisti a margine del Business Forum a Bogotà. "Il sostegno della procura è fondamentale per procedere all'allontanamento dei dipendenti corrotti", ha aggiunto spiegando: "stiamo acquisendo informazioni dalla procura che saranno utilizzate nelle contestazioni per il licenziamento".