POLTRONE E POLITICA

Istituto Zooprofilattico, «Di Pasquale innominabile». Sindacati sul piede di guerra

Chiodi su Facebook: «curriculum non idoneo» ma per Poalucci tutto ok

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TERAMO. E’ stata nominata una settimana fa la nuova presidente  dell'Istituto zooprofilattico Abruzzo e Molise, Manola Di Pasquale, ex candidata del Pd a sindaco alle scorse elezioni comunali.

Di Pasquale non ce l’ha fatta a diventare sindaco (Brucchi è stata riconfermato) e un anno e mezzo dopo trova una nuova sistemazione. La nomina è arrivata direttamente dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che aveva fortemente creduto che lei potesse essere la persona giusta per il post Brucchi.

Ma fin da subito sono emersi problemi in merito a questa nomina come ad esempio l’inconferibilità dell’incarico in quanto la Di Pasquale siede in Consiglio comunale e l’articolo 7 comma 1 del vigente D.Lgs. n. 39/2013 prescrive l’impossibilità di conferire incarichi di questo tipo a i  componenti del consiglio di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione che conferisce l’incarico». Nessuno se n’è accorto?

Così come appare chiaro l’articolo 18 comma 1 (in questo caso riferibile a D’Alfonso) che recita: «I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati». Il comma 2: «I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli non possono per tre mesi conferire gli incarichi di loro competenza».

Ma anche il curriculum della Di Pasquale avrebbe qualche carenza di troppo. La Legge Regionale 21 novembre 2014 n. 41 su “Riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale”, all’articolo  8 comma 1 chiarisce che “Il Consiglio di Amministrazione, che dura in carica quattro anni, è composto da tre membri, muniti di diploma di laurea magistrale o equivalente ed aventi comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, di cui uno designato dal Ministro della Salute, uno designato dalla Regione Abruzzo ed uno designato dalla Regione Molise».

Che il curriculum della Di Pasquale non sia idoneo ne è certo anche l’ex governatore Gianni Chiodi che ha pubblicato il cv dell’esponente del Pd sulla sua pagina Facebook: «il presidente dell'IZS dovrebbe essere autorevole in campo scientifico o, quanto meno, avere relazioni nazionali ed internazionali nel campo della sanità animale. l'IZS non è un consorzio in liquidazione o uno dei tanti enti attuatori di politiche meramente regionali».

Intanto il sindacato FSI chiede «chiarezza in un momento di confusione totale derivante dagli allarmi provenienti dagli organi di informazione circa la presunta illegittimità del nuovo Presidente del CdA» e con una lettera inviata al Ministero della Sanità, alla Regione Molise, alla Regione Abruzzo, al Consiglio di Amministrazione dell’IZS, all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e al Responsabile della Prevenzione della Corruzione dell’IZS (la Dott.ssa Ivana Cravero), esprime «viva preoccupazione circa la conferibilità e nominabilità dell’avvocato di che trattasi alla carica presidenziale. Da decenni, all’interno dell’Istituto si verificano anomalie e disfunzioni che hanno causato e continuano a causare vere e proprie sospensioni della legalità con grave nocumento di tutti i dipendenti (mancate approvazioni dei contratti decentrati, mancate erogazioni delle dovute premialità, scorretti inquadramenti nelle mansioni, assenza di piani per la formazione, mancate progressioni di carriera, ecc.). Data la pregressa situazione, non può che destare allarme quanto emerge dagli organi di informazione circa la presunta illegittimità del nuovo Presidente del CdA, ragione per cui si chiede a ciascuno degli Organi in indirizzo – per quanto di rispettiva competenza – di verificare scrupolosamente la inoppugnabile legittimità dell’incarico in parola, onde evitare all’Istituto ulteriori anni di incertezze e di menomazioni funzionali che sarebbero di detrimento per l’intera cittadinanza, oltre che per la platea di dipendenti e collaboratori, già pesantemente fiaccati dalle gestioni pregresse».

 Intanto ieri si è tenuta la cerimonia di presentazione del nuovo consiglio di amministrazione e l’assessore regionale Silvio Paolucci ha ostentato entusiasmo e tranquillità: «abbiamo voluto in tutti i modi evitare il commissariamento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per garantirne la piena autonomia. La Regione Abruzzo fornirà tutti gli strumenti che consentiranno all'Istituto di mantenere il rango internazionale che gli appartiene, rivestendo un ruolo imprescindibile per la tutela della salute pubblica e offrendo allo stesso tempo un sostegno significativo all'economia della conoscenza del territorio e all'imprenditoria agroalimentare». Paolucci ha poi annunciato che tornerà all'Istituto zooprofilattico sperimentale a novembre per effettuare il passaggio di consegne alla nuova governance dell'ente, chiarendo su quali investimenti e prospettive di sviluppo potrà contare. «Il nuovo consiglio di amministrazione - ha concluso l'assessore alla Programmazione sanitaria - è composto da professionisti di alto profilo le cui competenze sono diverse ma complementari tra loro e sarà chiamato a svolgere un ruolo di indirizzo e controllo in raccordo con gli enti che rappresenta».