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Inchiesta Anas: la 'Dama Nera' è pronta a collaborare

Accroglianò non risponde al gip ma chiede di parlare con i pm

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ROMA.  La 'Dama Nera' non risponde alle domande del gip ma è pronta a collaborare con gli inquirenti. Una scelta che potrebbe aprire la strada a clamorosi sviluppi dell'inchiesta sul giro di mazzette negli appalti dell'Anas. Formalmente la decisione di Antonella Accroglianò, la superdirigente dell'Anas, considerata dagli inquirenti figura-chiave nella vicenda, di non rispondere al gip nell'ambito dell'interrogatorio di garanzia è legata alla decisione di voler leggere le carte dell'inchiesta che l'ha portata in una cella del carcere di Rebibbia con l'accusa di corruzione ma la volontà sarebbe quella di offrire chiarimenti ulteriori ai pm della procura e fornire, forse, nuovi sviluppi all'indagine.

Oggi, comunque, la Accroglianò è rimasta in silenzio. Una strategia non seguita da tutti gli indagati che, invece, hanno risposto al gip Giulia Proto fornendo anche delle prime ammissioni.

«La mia assistita ha bisogno di tempo per leggere gli atti e selezionare tutti gli argomenti da affrontare con il pubblico ministero - ha dichiarato l'avvocato Giancarlo Pittelli, difensore della Accroglianò -. Nei prossimi giorni prenderemo contatto con il magistrato».

 La Accroglianò è uno dei 14 destinatari delle misure, tra carcere e domiciliari, emesse dalla magistratura romana. Tra loro anche l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri, che verrà interrogato domani, e l'avvocato calabrese Eugenio Battaglia, entrambi ai domiciliari.

 A sfilare davanti ai magistrati anche un altro funzionario dell'Anas, Giovanni Parlato, che invece ha ammesso le sue responsabilità in merito ad alcune contestazioni. In particolare su uno degli episodi principali a suo carico e relativo al ritrovamento di 25 mila euro, frutto di una mazzetta, sul sedile della sua macchina, avvenuto nel maggio di quest'anno nel corso di una perquisizione della Guardia di Finanza.

 Gli interrogatori di garanzia di oggi hanno riguardato gli indagati raggiunti da provvedimento di custodia cautelare in carcere: Oreste De Grossi, Antonino Ferrante e Sergio Lagrotteria. Intanto, la Regione Lazio precisa che Accroglianò è stata nominata nel 2011 e poi confermata nel 2014, nel CdA di Autostrade del Lazio direttamente dall'Anas, azionista al 50% della società. «In questa nomina quindi, avvenuta ben prima della conoscenza di qualsiasi indagine della Procura - è detto in una nota - la Regione non c'entra assolutamente nulla. Inoltre la Regione Lazio, appena appresa la notizia delle accuse rivolte alla signora Accroglianò, «ha subito chiesto al presidente di Autostrade del Lazio, Raffaele Stajano, di chiederne ad Anas l'immediata rimozione dall'incarico. Tale rimozione dovrebbe avvenire nel prossimo Cda il 2 novembre».