DITTATURA DEL PETROLIO

Petrolio, Morandi difende Ombrina: «nessun rischio sicurezza»

Ma D’Orsogna attacca: «conosciamo bene i rischi»

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ABRUZZO. Negli scorsi giorni Sergio Morandi della Rockhopper Exploration è stato intervistato da Rete 8 e ha difeso il progetto Ombrina fortemente osteggiato dai cittadini e a quanto pare anche dalla politica.

 Il dubbio è lecito dal momento che in Abruzzo il centrosinistra sembra impegnato a bloccare l’iniziativa della multinazionale del petrolio ma da Roma arrivano segnali di tutt’altro genere.

Morandi nell’intervista televisiva ha sostenuto in pratica che turismo e ambiente possono convivere, che la Fpso (unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico)
che vorrebbero ancorare a 12 chilometri dalla riva è un «impianto della tipologia diffusissima in tutto il mondo» e che non presenta alcun «rischio particolare sulla sicurezza».

«Ci sarà facilità di controllo di tutte le operazioni», ha sottolineato Morandi, spiegando che paragonare Ombrina al ‘mostro’ del Golfo del Messico dove c’è stato uno degli incidenti più disastrosi della storia recente, non è opportuno oltre che errato.

«Ombrina non è paragonabile» all’impianto esploso, ha assicurato, «c’è una differenze enorme, nel nostro progetto le teste di pozzo saranno facilmente ispezionabili», solo per fare un esempio.

Morandi ha smentito anche altre notizie: la piattaforma (a 6 km dalla costa) sarà di 600 metri quadrati «non uno stadio di calcio» e ospiterà «solo le teste pozzo, e se è vero che sarà alta 40 metri c’è da sottolineare che 20 metri saranno sott’acqua e altri 20 sopra».

«Morandi ha fatto come l’oste che difende  il suo vino», ha replicato Maria Rita D’Orsogna, «il suo intervento è
parte, con forti interessi economici sotto. I motivi per cui Ombrina sara' deleteria per i mari d'Abruzzo sono stati
ampiamente spiegati da otto anni a questa parte, e ormai fanno parte del sapere comune: l'inquinamento giornaliero impattera' la pesca, l'aria, la salute generale di un mare gia' martoriato, l'immagine dell'Abruzzo e le
nostre aspirazioni di popolo che non vuole essere petrolizzato, checche' ne dica Sergio Morandi.
E' allora una coincidenza interessante che in questi giorni due FPSO dei mari del Canada riportano un incidente dopo l'altro».
Una perdita di gas naturale si e' verificata dalla FPSO detta Sea Rose, della Husky Energy, il giorno 31 Agosto 2015, con circa l'equivalente di nove mila chilogrammi di gas rilasciati in ambiente. Questa stessa FPSO si
era gia' incendiata nel Maggio del 2012.
Il giorno 30 Settembre 2015 un altra FPSO, la Terra Nova della Suncor, e' oggetto di un piccolo incendio e rilascia 3000 litri di metanolo in mare. Il giorno 1 Ottobre la Suncor riporta un nuovo incendio sulla stessa Terra Nova. La produzione viene fermata, ma il giorno 13 Ottobre divampa il terzo incendio in due settimane. Per evitare il quarto incidente e' tutto fermo e non si sa quando la Terra Nova tornera' attiva.
«E' un puro caso», continua D’Orsogna, «che questi fatti di cronaca accadano proprio quando Sergio Morandi cerchi di rassicurarci sul tuttapposto del suo progetto, ma se si segue la cronaca delle FPSO in giro per il pianeta e' facile rendersi conto che incidenti e perdite, piu o meno gravi, sono davvero frequenti. Incidenti di maggior o minor rilevanza si registrano tutti gli anni.  Per il 2015, basta solo ricordare i nove morti della FPSO Cidade de SĂŁo
Mateus esplosa in Brasile a Febbraio o la FPSO Knarr nei mari di Norvegia incendiatasi a Marzo, una settimana dopo l'inizio delle operazioni. La FPSO di Morandi sara' migliore di quelle canadesi, brasiliane,
norvegesi? I loro tecnici piu' bravi? Gli imprevisti piu' prevedibili che in Canada, Brasile, Norvegia?»

 D’Orsogna ricorda che la FPSO Terra Nova era ancorata a 300 chilometri dalla riva dello stato di Newfoundland, Canada e la FPSO Sea Rose a 350. La FPSO Knarr era a 120 chilometri dalle coste norvegesi.  La Cidade de Sao Mateus a 120 chilometri dalla riva dello stato di Santo Spirito del Brasile.
«Nessuna di queste strutture incendiatesi era a nove chilometri da un proposto parco nazionale, in un mare chiuso e dai fondali bassi come Ombrina in Abruzzo. E no, non e' vero che mettere FPSO a cosi poca distanza dalla costa e' cosa normale».