CARTA STRACCIATA

Castaldi (M5s) da Mattarella: «questa riforma Costituzionale è pericolosa»

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ROMA. Una delegazione del MoVimento 5 Stelle, composta dai capigruppo Gianluca Castaldi e Sorial Girgis Giorgio, si è recata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per manifestare la propria preoccupazione sui contenuti delle riforme costituzionali e il metodo con cui il parlamento le sta discutendo.

«Non è solo la nostra preoccupazione, è anche quella dei 9 milioni di cittadini italiani che si sentono rappresentati dal M5S», hanno detto i delegati.

«Al Capo dello Stato, Garante supremo della Carta costituzionale», ha detto Castaldi, «abbiamo chiesto di prendere in considerazione la possibilità di rinviare alle Camere il disegno di legge costituzionale, una volta approvato definitivamente, così come prevedono le prerogative che la stessa Costituzione gli attribuisce all'art.74. Il capo dello Stato ci ha assicurato che quando il testo della riforma arriverà sulla sua scrivania, controllerà che i valori supremi della Costituzione siano rispettati. A Mattarella abbiamo spiegato che di questa riforma contestiamo sia il metodo che i contenuti».

Il metodo perchè le forze di opposizioni non sono state ascoltate, «maggioranza e governo le hanno deliberatamente escluse dal procedimento parlamentare» con cui stanno cambiando la Costituzione, sebbene l'auspicio dei nostri Padri costituenti fosse che qualsiasi riscrittura della nostra Carta avvenisse non a colpi di maggioranza, ma in un clima di cooperazione e di dialogo il più ampio possibile.

E poi perchè sarebbero state messe in atto palesi violazioni sia dei Regolamenti parlamentari sia della Carta stessa.

Nei contenuti –contestano i senatori grillini- così com'è stato concepito- «stravolge i principi supremi della convivenza civile e mina le basi della nostra democrazia rappresentativa».

La preoccupazione dei M5s è che i cittadini italiani arrivino all'appuntamento con il referendum confermativo, previsto per l'autunno del prossimo anno, senza essere sufficientemente consapevoli degli stravolgimenti che questa riforma produce. «E ciò a causa di un servizio di informazione pubblico radiotelevisivo che, soprattutto dopo la riforma della Rai, sarà totalmente nelle mani del governo, e quindi addio pluralismo e libera informazione. Con Mattarella abbiamo parlato anche di questo e ci fa ben sperare il fatto che anche lui abbia a cuore la libertà di informazione, considerata un valore cardine della vita del Paese. Infine, abbiamo manifestato anche la nostra esigenza di una manovra economica che rilanci l'occupazione. Crediamo che la Legge di Stabilità appena varata dal Consiglio dei Ministri - di cui però nessuno conosce il testo, nemmeno lo stesso Presidente della Repubblica - non vada in questa direzione e che diverse disposizioni potrebbero risultare del tutto prive di coperture finanziarie».