IN CONSIGLIO REGIONALE

La Regione si riprende le competenze delle Province. Lolli:«uno schifo»

Approvazione ieri notte dal Consiglio regionale. Anche il centrodestra ha contestato

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ABRUZZO. Il Consiglio regionale, nella seduta di ieri, ha approvato la legge di riordino delle funzioni attribuite alle Province.

Dopo un ampio dibattito alla fine il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il provvedimento. Ad illustrarlo l’assessore Giovanni Lolli che però si è dimostrato molto critico verso il metodo adottato.

«Pur essendo del Pd», ha detto il vicepresidente Lolli, «devo dire che in questa occasione non approvo metodo e modalità con i quali si è arrivati alla riforma delle Province. È stata innescata sulla base di pressioni dell'opinione pubblica sulla riduzione dei costi. Non è serio mettere mano alle riforme degli enti non partendo dalle competenze e dai dipendenti e poi dai costi, la cui riduzione è pur sempre importante».

 «Per esempio, il Governo aveva promesso di acquisire competenze, comunque rimangono problemi aperti, vogliamo sapere se nella legge di stabilità ci sono fondi».

Lolli ha spiegato che «i 1.425 dipendenti possano serenamente pensare di continuare a svolgere le funzioni e che dobbiamo assicurare I servizi».

 Alla seduta ha assistendo anche un gruppo di dipendenti della Provincia dell'Aquila.

Critico anche Mauro Febbo (Fi) che ha contestato la sveltina della giunta che ha approvato una delibera che consente alla Regione di pescare a chiamata diretta dipendenti delle Province.

«Qualcuno vuole fare la black list e decidere quali lavoratori sono migliori di altri. Io chiedo che il governo si impegni formalmente al ritiro di questa delibera. Se così non fosse non ritirerò i miei emendamenti», ha detto Febbo.

 

«Salvaguardando i posti di lavoro dei dipendenti delle province e definendo le diverse e importanti funzioni come il trasporto per i disabili, la polizia provinciale, il patrimonio culturale delle biblioteche e le quote all’interno di società partecipate – spiegano i consiglieri regionali di Forza Italia – siamo riusciti a innescare un processo di semplificazione ed un futuro certo all’Ente Provincia.  Nello specifico ci preme ricordare come grazie al nostro fattivo lavoro, spesso anche di ostruzionismo ma pur sempre costruttivo, siamo riusciti a coinvolgere le parti sindacali al dibattito e portare sul tavolo delle varie Commissioni una proposta di Legge diversa e più attenta alle esigenze dei cittadini e dei Comuni. Infatti grazie al nostro emendamento all’art. 12 adesso i Comuni avranno la copertura per l’intera annualità dei fondi necessari per assicurare il trasporto e l’assistenza degli studenti disabili: merito esclusivamente nostro. In questo modo abbiamo dato certezza a tutti gli interlocutori che operano in un ambito di grande delicatezza, dando sicurezza ai Comuni, alle associazioni, alle strutture assistenziali, al terzo settore, alle cooperative, ai sindacati, al volontariato e agli operatori sanitari. Inoltre l’importanza dell’accordo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni è servito per garantire la tutela occupazionale dei dipendenti delle Province (Centri per l’impiego, Polizia provinciale, Uta e partecipate) e completare il percorso di mobilità con attenzione alla qualità del lavoro dei dirigenti e delle specifiche funzione senza lasciare nessuno fuori o indietro. L’Abruzzo, anche se arriva in ritardo rispetto alle altre Regioni – concludo  i consiglieri di Forza Italia -  oggi si dota di una Legge di riordino istituzionale per risolvere il nodo del riassorbimento delle funzioni e del personale delle Province che comporterà cambiamenti enormi, ma proprio per questo rappresenterà una grande opportunità per riavvicinare i cittadini alle istituzioni, semplificare la pubblica amministrazione, aumentarne la trasparenza e la produttività come chiesto e scritto dal lavoro che il nostro gruppo ha prodotto in questi ultime mesi».

Il provvedimento poi approvato in consiglio regionale dunque prevede che tornano alla Regione, sulla base della norma, le seguenti funzioni:

a) le funzioni in materia di valorizzazione dei beni culturali e in materia di Biblioteche di Enti Locali e di interesse locale;

b) le funzioni in materia di espropriazione per pubblica utilità con esclusione delle funzioni in materia di espropriazione collegate all’esercizio delle funzioni fondamentali delle Province individuate dalla legge 56/2014;

c) le funzioni in materia di agricoltura e forestazione;

d) le funzioni in materia di risorse idriche e di difesa del suolo, di cui all’art. 7 della legge 72/1998 e s.m.i., fatta eccezione per i compiti e le funzioni conferiti ai Comuni ai sensi del successivo art. 4, comma 1, lett. E)

e) le funzioni di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia fatte salve le competenze spettanti ai Comuni ai sensi dell’art. 35 del DPR n. 380/2001;

f) le funzioni in materia di formazione e orientamento professionale;  

g) le funzioni in materia di industria, artigianato e commercio;

h) le funzioni in materia di caccia e pesca nelle acque interne;

i) le funzioni in materia di ristoro dei danni provocati alle produzioni agricole ed alla zootecnia dalla fauna selvatica;

l) funzioni in materia di protezione della flora e della fauna;

m) le funzioni in materia di servizi sociali fatta eccezione per i compiti e le funzioni trasferiti ai comuni ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b);

n) le funzioni in materia di emigrazione;

o) le funzioni in materia di edilizia residenziale pubblica;

p) le funzioni in materia di energia, comprese le funzioni di controllo degli impianti termici;  

q) le funzioni in materia di attività estrattive;

r) le funzioni in materia di protezione civile;

s) le funzioni in materia di tutela ambientale, sulla base delle competenze assegnate alla Regione dalla vigente normativa statale di settore, in particolare ai sensi dell’art 2 comma1 lett b) del D.P.R. 13 marzo 2013 n 59, la Regione è l’autorità competente ai fini del rilascio, rinnovo e aggiornamento dell’autorizzazione unica ambientale;

t) le funzioni in materia di turismo fatta eccezione per i compiti e le funzioni trasferiti ai comuni ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera c).

 Dopo l’entrata in vigore della norma, saranno avviati dei tavoli bilaterali con le amministrazioni provinciali per discutere del trasferimento del personale, al netto dei pensionamenti (la legge nazionale prevede, in casi particolari, la possibilità di andare in pensione con il regime precedente alla legge Fornero) e delle unità per le quali i Comuni hanno dato la disponibilità ad assorbire.

GARANTE DEI DETENUTI

Rinviata, invece, al prossimo Consiglio l’elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà. Nella votazione la candidata più votata è stata Rita Bernardini, che ha riportato solo 15 preferenze, non raggiungendo però il quorum previsto dalla legge. Sono mancati almeno tre voti e non è stata la prima volta.